Regia, piede ed esperienza: cosa porta Tommaso Allan alle Zebre (e in Italia)
I ducali si sono portati a casa un giocatore che ha tantissimo da offrire. Ma anche la franchigia porta qualcosa in cambio per lui
Regia, piede ed esperienza: cosa porta Tommaso Allan alle Zebre (e in Italia) - ph. Sebastiano Pessina
Il ritorno di Tommaso Allan in Italia è stato giustamente annunciato con gran fervore: alle Zebre Parma di grandi colpi di mercato se ne sono visti pochini negli ultimi anni, e soprattutto di questo spessore.
Con Tommaso Allan parliamo del giocatore che, nell’attuale Italia di Gonzalo Quesada, vanta più presenze con la maglia Azzurra (89 caps); con 547 punti realizzati è il secondo miglior marcatore di sempre della Nazionale italiana; che negli ultimi 13 anni ha giocato con continuità in tutti e tre i principali campionati d’Europa (francese, inglese ed ex-celtico).
Leggi anche: Al posto di Menoncello o da estremo? Come il Benetton potrebbe utilizzare François Mey
L’arrivo di un simile profilo alle Zebre Parma, come affermato dal presidente Giovanni Fava, conferma una credibilità e attrattività maggiore acquisita nell’ultimo periodo dalla franchigia emiliana, e la sua voglia di confermarsi e crescere in questa direzione. Un percorso intrapreso con decisione dall’arrivo di coach Massimo Brunello, basato sul puntare alla crescita di giovani talenti sia italiani sia possibili italiani. Come si inserisce in questo alveo l’arrivo di un giocatore 33enne e con grandissima esperienza alle spalle?
Regia, piede ed esperienza: cosa porta Tommaso Allan alle Zebre Parma (e in Italia)
La risposta è presto detta, e l’ha spiegata anche lo stesso Tommaso Allan al momento di firmare con le Zebre Parma: “Voglio mettere la mia esperienza al servizio della squadra, aiutare i ragazzi a crescere e contribuire a portare il club a nuovi livelli”. Concetto ribadito anche ai microfoni di Sky Sport: “Ho parlato a lungo con George Biagi e con Massimo Brunello e il progetto mi ha entusiasmato: ci sono tanti giovani che hanno voglia di crescere. Spero di arrivare e poter portare l’esperienza che ho maturato in giro per l’Europa”.
Con la fine della stagione sportiva 2025/26, le Zebre Parma hanno ufficializzato i saluti di due dei giocatori con più esperienza in rosa: il classe 1991 Luca Morisi (tanti caps con l’Italia per lui, oltre ad una carriera di alto livello) e il classe 1995 Enrico Lucchin. Perdite non solo dei giocatori più maturi, ma anche di tanta leadership in campo: Lucchin, ad esempio, è stato più volte capitano della squadra emiliana negli anni scorsi.
Per la prossima stagione, i giocatori over 30 nella rosa dei ducali si contano sulle dita di una mano: i due prima linea classe 1995 Juan Pitinari e Paolo Buonfiglio, oltre al seconda linea Leonard Krumov, classe 1996. Dietro di loro c’è qualche ’97 in più: il tallonatore Giampietro Ribaldi, il centro Marco Zanon e i terza linea Giovanni Licata e Bautista Stavile. Come si può vedere da questo elenco, sono quasi tutti degli avanti.
Una squadra che vuole far sviluppare tanti giovani non può contare solo su di loro: ha anche bisogno di qualche veterano che li guidi e gli aiuti a crescere. Per questo l’innesto di Tommaso Allan è importante, per portare un giocatore di grande esperienza proprio nel reparto dove più manca, ovvero la trequarti.
Inoltre proprio i ruoli che può ricoprire in campo sono quelli dove più può aiutare in questo senso: mediano di apertura ed estremo. Come numero 10 per fare da regia alla squadra e ai trequarti in particolare; come numero 15 può fornire esperienza e solidità nel reparto più arretrato. E c’è anche la grandissima precisione ormai raggiunta nei calci piazzati: se un tempo non era una caratteristica così solida, negli ultimi anni, e in particolare a Perpignan (dove ha messo a segno punti decisivi per salvare più volte la squadra catalana), è davvero cresciuto tantissimo, portando questa abilità anche in Nazionale.
Un percorso di crescita, il suo, che è di ottimo spunto per giocatori come Giacomo Da Re e Giovanni Montemauri, chiamati entrambi a ricoprire proprio i ruoli di mediani di apertura ed estremi, così come di incaricarsi dei calci piazzati. Ma non c’è solo quello che Tommaso Allan può offrire alle Zebre: trasferendosi a Parma ci sono anche degli oggettivi vantaggi.
Allan: i benefici del ritorno in Italia
In questi Allan è stato particolarmente spremuto a Perpignan, e in quest’ultima stagione tra problemi fisici e l’arrivo (a stagione in corso) di Laurent Labit come head coach il suo minutaggio è diminuito. Inoltre, e lo si è visto in diverse occasioni negli ultimi anni, il suo utilizzo non sempre è stato comodo per gli impegni con la Nazionale italiana e anche verso quelli personali. Ricordando infatti come due anni fa aveva deciso di prendersi una pausa dal rugby internazionale per stare più vicino alla sua famiglia, è significativo quanto ha dichiarato lui stesso al momento della firma: “Per me e la mia famiglia era un desiderio forte quello di tornare in Italia”.
Alle Zebre Tommaso Allan può indubbiamente trovare un ambiente meno usurante di quello del Top 14. Il campionato di URC è infatti composto da meno giornate e permette così più settimane di pausa. Una situazione che può essere più consona per un giocatore 33enne con una famiglia e che ha accusato nell’ultimo periodo alcuni problemi fisici.
Ma, e questo è il punto, in franchigia il suo minutaggio può essere gestito anche in funzione degli impegni con l’Italia, per permettergli un percorso più adatto verso la fase autunnale del Nations Championship 2026, il Sei Nazioni 2027 e, soprattutto, la Rugby World Cup 2027. Per lui, infatti, si tratterebbe del quarto Mondiale della carriera: un grandissimo traguardo, che può abbinare con quello di “centurione” della Nazionale. E soprattutto, una ulteriore iniezione di esperienza e solidità a una squadra – quella azzurra – che con il Mondiale 2027 potrebbe raggiungere il picco di maturazione.
Matteo Salmoiraghi