Al posto di Menoncello o da estremo? Come il Benetton potrebbe utilizzare François Mey
Il trequarti, nuovo acquisto dei biancoverdi, garantisce duttilità e imprevedibilità: ecco come Pivac potrebbe utilizzarlo
Al posto di Menoncello o da estremo? Come il Benetton potrebbe utilizzare François Mey (ph. Federugby)
L’arrivo di François Carlo Mey è forse la prima vera “bomba” di mercato per quanto riguarda il Benetton: il trequarti attualmente al Soyaux-Angouleme (in ProD2) e dell’Italia XV (ed ex Italia under 20) è sempre stato uno dei talenti più cristallini dell’ultima generazione azzurra, ma in Francia non è riuscito ad imporsi con continuità. In Italia potrebbe essere diverso: è comunque un giocatore da seguire in ottica Nazionale (Quesada lo portò in tour nel 2024, pur non utilizzandolo) e le sue qualità sono indiscutibili, e al Benetton potrebbe essere valorizzato molto di più, soprattutto considerando il ricambio generazionale dei biancoverdi e la sua duttilità. Mey infatti può giocare sia centro (in particolare 13) sia estremo. Nella prima stagione in ProD2 – pur senza grande minutaggio – ha giocato secondo centro, mentre in questa stagione è stato l’estremo titolare del Soyaux.
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Centro
Per quanto riguarda i centri, il Benetton perderà Tommaso Menoncello, già promesso sposo di Tolosa, mentre al momento non si è ancora parlato di rinnovo per Malakai Fekitoa, l’altro centro titolare dei biancoverdi che è stato già accostato al Beziers in ProD2. Rimarrà Leonardo Marin, utility back sempre più orientato verso il ruolo di centro, mentre tornerà a Treviso – stavolta a titolo definitivo – l’australiano Josh Flook, che aveva già fatto la prima parte di questa stagione al Benetton pur senza giocare, prima a causa di un infortunio e poi per la chiamata dei Wallabies. E poi c’è Paolo Odogwu, più ala che centro in questa stagione, ma comunque un giocatore che fisicamente può dare qualcosa di diverso dagli altri. Bisognerà capire se il Benetton continuerà a dare fiducia a Medina – che ha giocato solo due partite quest’anno – e quanto spazio avranno Filippo Drago e Federico Zanandrea. Il primo adesso sta giocando a Mogliano, il secondo è fuori per infortunio.
Questo parterre da spazio a diverse ipotesi interessanti. La più intrigante, anche dal punto di vista dello spettacolo e del gioco, è sicuramente una coppia tutta azzurra Marin-Mey: due giocatori di talento, spesso imprevedibili, che insieme potrebbero dare un volto diverso a un gioco offensivo biancoverde apparso spesso sterile durante la stagione. Da un lato l’arrivo di Pivac, che faceva giocare benissimo gli Scarlets, potrebbe valorizzare ulteriormente entrambi, dall’altro è difficile che il tecnico gallese si privi di un giocatore completo come Flook, che per caratteristiche fisiche e tecniche può dare solidità al reparto. Bisognerà capire soprattutto come il tecnico vorrà utilizzare Odogwu: se dovesse vederlo più come un centro, per Mey potrebbe esserci molta concorrenza in più.
Estremo
Nel ruolo di estremo al momento sono solo due i giocatori a disposizione, con Smith e Gallagher che si stanno alternando nel ruolo. Smith il prossimo anno avrà 34 anni e sembra in fase leggermente calante e May appare – per caratteristiche – il giocatore più adatto a garantire quel tipo di imprevedibilità, mentre Gallagher è un giocatore totalmente diverso, utilizzato soprattutto per la sua solidità e il suo gioco al piede. Difficile per ora la possibilità che Umaga si sposti ad estremo, anche considerando che nessuna delle altre aperture (escludendo Marin, che però è ormai un centro) al momento dà grandi garanzie: da Nicolas Roger Farias ci si aspettava molto di più, e poi arriverà Jean Smith che è un talento ma tutto da valutare in maglia biancoverde. Mey potrebbe quindi essere uno dei tre estremi di ruolo, e potrebbe avere il suo spazio.
Francesco Palma