Franco Smith sempre più lanciato per il dopo Townsend: in Scozia cresce la sua candidatura

Non sono solo i risultati di Glasgow a confermarlo, ma anche le parole di due ex giocatori internazionali

Franco Smith: torna in campo la Nazionale Emergenti

Franco Smith sempre più lanciato per il dopo Townsend: in Scozia cresce la sua candidatura

Franco Smith è ormai molto più di un nome caldo per il futuro della nazionale scozzese. In vista del processo di successione a Gregor Townsend, il tecnico sudafricano appare ormai come il candidato naturale.

Da quando è arrivato ai Glasgow Warriors nel 2022, ha portato il club a vincere lo URC, a giocare una finale di Challenge Cup e a ritagliarsi un ruolo da protagonista anche nella Champions Cup, tanto da essere oggi indicato in Scozia come il profilo più credibile per raccogliere l’eredità dell’attuale CT, in scadenza di contratto dopo la RWC 2027.

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Franco Smith al timone della Scozia: gli endorsement di Johnnie Beattie e Dean Budd

A rafforzare questa percezione non sono soltanto i risultati, ma anche il modo in cui Glasgow si è trasformata sotto la sua guida. Johnnie Beattie, ex terza linea dei Warriors e della Scozia, ha usato parole molto chiare nel definirne l’impatto: secondo lui Smith “ha fatto letteralmente decollare Glasgow”, riuscendo anche a dare alla squadra una dimensione fisica che, per molti, manca ancora alla Scozia a livello internazionale.

Beattie si è spinto oltre, sostenendo che quella attuale sia “probabilmente la miglior espressione di rugby prodotta da Glasgow nell’era professionistica” e aggiungendo che, se Townsend dovesse lasciare dopo il Mondiale 2027, Smith sarebbe “il favorito più netto” per il ruolo agli occhi di tutti in Scozia.

Per il pubblico italiano il nome di Smith è ben noto. Dopo gli anni al Benetton e l’esperienza da commissario tecnico dell’Italia, il suo percorso sembrava essersi interrotto in una zona interlocutoria, ma la sua ascesa a Glasgow ha riportato in primo piano il valore del suo lavoro. Anche Dean Budd, ex seconda linea della nazionale e Benetton Treviso, lo ha descritto con toni molto positivi: «Franco è un allenatore di livello mondiale. L’ho sempre stimato moltissimo da questo punto di vista: la sua competenza tecnica è seconda a nessuno, capisce il gioco in modo straordinario. Le mie riserve iniziali riguardavano il modo in cui il suo stile si sposasse con quello italiano, un po’ più rilassato nell’approccio alle cose. Direi che ha tratto insegnamenti molto importanti dal fatto di aver dovuto lasciare l’Italia. Nel suo approccio è molto diretto: questo è stato accolto bene da alcuni, ma non sempre da altri».

La Scozia prepara il terreno per il futuro

Il dato politico-sportivo, però, resta soprattutto uno: oggi Smith è legato a Glasgow fino al 2028, segno di una fiducia piena da parte del rugby scozzese, e al tempo stesso il suo nome continua a crescere come soluzione naturale per il futuro della nazionale.

Le polemiche sul rendimento del XV del Cardo sotto la gestione di Gregor Townsend hanno accompagnato la squadra per tutto il Sei Nazioni 2026, acuite dalla sconfitta all’esordio con l’Italia. Poi le tre vittorie consecutive con Inghilterra, Galles e Francia hanno appianato quasi tutto.

La federazione dovrà fare una scelta ben ponderata, perché Townsend è al timone da circa 10 anni, un lasso di tempo che inevitabilmente necessita di voltare pagina in modo netto.

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