Italia, Niccolò Cannone: “L’estate ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca, sappiamo che non siamo quelli”
Le parole di uno dei leader azzurri verso l'inizio del secondo round del Nations Championship
Italia, Niccolò Cannone: "L'estate ci ha lasciato un po' di amaro in bocca, sappiamo che non siamo quelli" (Ph. Sebastiano Pessina)
L’inizio del round conclusivo del Nations Championship 2026 è sempre più vicino per l’Italia che nel mese di novembre affronterà in casa e nell’ordine Sudafrica, Argentina e Fiji prima di capire quale sarà l’avversaria da sfidare per il piazzamento conclusivo nella manifestazione. Il gruppo azzurro può contare su diversi leader, come Niccolò Cannone, ma deve anche appoggiarsi a nuovi elementi, visti i tantissimi indisponibili.
Italia, Niccolò Cannone: “L’estate ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca, sappiamo che non siamo quelli”
Proprio in un’intervista al La Stampa, a parlare è stato il seconda linea toscano che guardando alla gara col Sudafrica e non solo ha detto: “Questa – intesa con gli Springboks – sarà una nuova partita e poi non ci ripensiamo tanto alle vecchie sfide. E’ vero che avevamo fatto una buona prestazione, però non è bastato e credo che si potesse fare meglio in certe situazioni. Ora stiamo preparando questa partita al massimo delle nostre potenzialità, perché sappiamo che è un grande test contro i più forti: sarà una partita durissima, molto fisica”.
Sulla visione generale dell’Italia: “Una squadra vogliosa di mettersi in gioco e di ritrovare quelle sensazioni positive che avevamo trovato fino a qualche mese fa. L’estate ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca, ma sappiamo che noi non siamo quelli: siamo un’altra Italia”.
Sui ko estivi contro Giappone, Nuova Zelanda e Australia: “Cancellare tutto non è mai giusto. Bisogna imparare dagli errori e tenersi quelle cose buone che sono state fatte, per esempio tutto il primo tempo con la Nuova Zelanda e a tratti un po’ con il Giappone. Ora abbiamo queste partite del Nations Championship contro avversari forti come Sudafrica, Argentina e Fiji: vogliamo esprimere il nostro
rugby”.
Infine guardando al futuro, per lui che è un simbolo anche del Benetton Treviso, l’avanti pensando a una potenziale avventura all’estero ha affermato: “Mai dire mai. A Treviso sto bene e la sento molto casa mia, però l’idea di fare un´esperienza importante fuori mi batte un po’ per la testa. Vediamo che succede nel futuro, ma ora penso solo alla Benetton”.