Italia, Ruzza: “Porre l’accento sugli infortunati è mancanza di rispetto verso chi giocherà al posto loro”
Le parole del veterano azzurro in vista delle prossime sfide di Nations Championship
Italia, Ruzza: "Porre l'accento sugli infortunati è mancanza di rispetto verso chi giocherà al posto loro" (ph Sebastiano Pessina)
Con Michele Lamaro, Sebastian Negri e Ignacio Brex out per infortunio, Federico Ruzza è, insieme a Simone Ferrari e Tommaso Allan, il volto più esperto della Nazionale di Gonzalo Quesada, che a Padova si sta preparando per gli impegni di Nations Championship.
Primo avversario il Sudafrica, con la sfida in programma sabato 7 novembre a Torino. Poi toccherà ad Argentina (il 14 novembre a Genova) e Fiji (21 novembre a Udine). E a proposito di queste sfide, Ruzza ha parlato chiaro al Mattino di Padova. “Preparare gare come queste è paradossalmente più facile, perché non c’è bisogno di porre attenzione su quanto siano importanti. Veniamo da tre partite in cui ci siamo espressi bene solo a tratti: con il Sudafrica possiamo essere competitivi solo restando sul pezzo per 80 minuti. Quella sarà la sfida principale”.
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Italia, Ruzza: “Porre l’accento sugli infortunati è mancanza di rispetto verso chi giocherà al posto loro”
Il seconda linea azzurro si è inoltre espresso sui tanti infortuni che la Nazionale deve fronteggiare. “Non sta a me giudicare il peso di certe assenze. Da giocatore posso solo pensare a quello che devo dare in campo. E porre troppo l’accento su certi fattori può anche essere una mancanza di rispetto, verso altri atleti di questo gruppo che giocheranno al posto degli infortunati – commenta – Sono sicuro che tutti i convocati faranno il massimo per aiutare la squadra ad esprimersi al meglio. Ovviamente mi dispiace a livello personale per chi è stato sfortunato e non ci sarà. Ma mi concentrerei di più sui tanti giocatori di qualità che si stanno inserendo nel gruppo”.
Avanti con fiducia dunque: “Il clima è buono, ci stiamo allenando bene e le sensazioni positive. Per me poi è speciale farlo qui a Padova, a pochi passi da casa – conclude – I nuovi si sono meritati la fiducia e sta anche al resto del gruppo permettergli di esprimersi su buoni livelli”.