Rob Baxter tuona: “Convocazioni per chi gioca all’estero? No, la PREM è più importante”

Il Director of Rugby di Exter risponde a distanza ad alcuni giocatori facendo scoppiare una polemica in Inghilterra

Rob Baxter tuona:

Rob Baxter tuona: "Convocazioni per chi gioca all'estero? No, la PREM è più importante" (Ph. GEOFF CADDICK / AFP)

I Mondiali 2027 non sono poi cosi lontani e in Inghilterra i vari fronti per preparare la manifestazione iridata che si giocherà in Australia l’anno prossimo, dal 1° ottobre al 13 novembre, sono a dir poco “roventi”. Sistemata – o quasi – la “questione allenatore”, con Borthwick che dovrebbe ottenere un rinnovo di contratto almeno fino al Sei Nazioni 2028 compreso, ora a far discutere – e non poco – è il tema delle convocazioni.

Rob Baxter tuona: “Convocazioni per chi gioca all’estero? No, la PREM è più importante”

Da una parte i rugbysti che giocano o che hanno giocato all’estero – Courtney Lawes su tutti, che è tornato in PREM tra le fila dei Sale Sharks, dopo aver trascorso due anni nel club francese del Brive, periodo durante il quale non ha potuto rappresentare il proprio Paese e che vorrebbero rendersi comunque disponibili per la nazionale rappresentando la Rappresentativa della Rosa alla World Cup – dall’altra chi invece considera il vincolo della militanza in club della domestica PREM Rugby come una pietra miliare per la selezione dei giocatori stessi.

Non si è nascosto, sull’argomento, il Director of Rugby degli Exeter Chiefs Rob Baxter che parlando con i media locali ha affermato: “Le ragioni opposte alla mia le potrei anche comprendere, non lo nego, ma di contro non posso non osservare quale danno subirebbe il nostro campionato”.

Leggi anche, Inghilterra, le convocazioni di Borthwick: il piano Mondiale prende forma

“La questione è semplice: si vuole creare una nazionale forte con tutti i giocatori a disposizione? O si vuole creare una nazionale forte nella quale la PREM abbia un peso come parte integrante importante per la crescita del movimento?”.

“Egoisticamente – specifica – sapere per un club che i migliori giocatori inglesi, che vogliono giocare a livello internazionale, sono a disposizione all’interno del nostro campionato è un plus: perché è più facile pensare che qualcuno di questi possa essere sotto contratto con te”.

“Se andassimo a ridurre tutto a una mera questione – attacca -, allora non avrebbe senso: sia a livello salariale sia a livello professionale e di vita potrebbero esserci tantissime possibilità per i giocatori inglesi fuori da qui. A quel punto però, che PREM rugby offriremmo ai nostri tifosi che sono anche i tifosi della nazionale?”.

Infine Baxter conclude dicendo: “Non si può scegliere un modello a piacimento solo per stabilire cosa sia giusto o sbagliato per il movimento di un Paese. Alcune nazioni adottano regole molto rigide al riguardo e ottengono ottimi risultati. Noi dobbiamo decidere quale approccio riteniamo sia più adatto e mantenerlo con coerenza”.

OnRugby.it © Riproduzione riservata

Cari Lettori,

OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un’informazione puntuale e quotidiana sul mondo della palla ovale. Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicità, in particolare quella personalizzata.

Quando Vi viene proposta l’informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.

Ultime notizie in Test Match

Copyright 2026 Keep Up di Francesca Lupoli - P.I. 07145340969 - C.F. LPLFNC71E44F205J - N. REA MB-1884541
Registrazione al Tribunale di Milano N° 366 del 28/09/2012 ISSN 2499-0817 - Tutti i diritti riservati