Dal “pregiudizio naturale sul Galles” di Tandy a “imbarazzante per il rugby” di Cheika: quando gli allenatori esagerano (e non pagano)
Ciò che sorprende davvero della squalifica di Quesada è il confronto con tante altre dichiarazioni di allenatori molto quotati
Dal "pregiudizio naturale sul Galles" di Tandy a "imbarazzante per il rugby" di Cheika: quando gli allenatori esagerano (e non pagano)
World Rugby ha deciso per la linea dura: Gonzalo Quesada squalificato due settimane “in linea con le disposizioni del Processo sanzionatorio per gli abusi contro gli ufficiali di gara” scrive World Rugby. Il tecnico azzurro aveva criticato diverse decisioni arbitrali di Luc Ramos dopo All Blacks-Italia. La decisione sorprende sia per il tempismo con cui viene annunciata questa nuova “linea dura”, sia perché il tecnico azzurro pur essendo stato molto critico si era limitato a un giudizio tecnico, parlando di errori ed esprimendo la sua visione differente su diverse decisioni, senza mai trascendere o mettere in dubbio la neutralità della direzione di gara.
Eppure, come spiega World Rugby, il nuovo processo “valuta se eventuali comportamenti o commenti da parte del personale delle squadre includano, tra le altre cose, accuse secondo cui un ufficiale di gara avrebbe agito con parzialità, pregiudizio, motivazioni improprie, influenza esterna o intenzione deliberata di influenzare un risultato, e/o comportamenti che, valutati oggettivamente, la persona sapeva o avrebbe dovuto sapere avrebbero minato la fiducia pubblica negli ufficiali di gara”. Un po’ lontano dalle dichiarazioni di Quesada, che si è soffermato solo sulle decisioni “di campo”, ma per ora lasciamo stare le motivazioni specifiche della sua squalifica.
Ciò che sorprende davvero è il confronto con tante altre dichiarazioni recenti di altri allenatori molto quotati. Confronto quasi impietoso, considerando che negli ultimi anni diversi tecnici si sono presi (molto più dell’allenatore azzurro) libertà che nel rugby in teoria non sarebbero permesse, dalle celebri uscite di Rassie Erasmus (che però le sue squalifiche le ha prese) in poi: che il cambio di rotta sia arrivato proprio per questo? Possibile, ma allora diventa alquanto curioso – e altrettanto beffardo – che la prima a pagare sia l’Italia.
Da Galthié a Cheika: quando gli allenatori esagerano
Giusto per fare un esempio, dopo la sconfitta nel secondo match della serie contro gli All Blacks nel 2025 l’allenatore della Francia Galthié fu durissimo contro l’arbitro australiano Gardner: “Vorrei che fossimo arbitrati come la nazionale francese, non come una piccola nazione. Dall’inizio del tour abbiamo l’impressione che ci sia una sola squadra sotto osservazione, sia in attacco sia in difesa. Vorremmo essere arbitrati come se giocassimo in campo neutro“. Delle dichiarazioni ben più pesanti, considerando che qui si metteva in discussione la neutralità della direzione di gara, ma che ovviamente non hanno portato a sanzioni.
E che dire di quanto dichiarato da Steve Tandy dopo le prime due pesanti sconfitte del suo Galles contro Inghilterra e Francia all’ultimo Sei Nazioni, quando parlava apertamente di “pregiudizio naturale” nei confronti della sua squadra. Alla faccia del non mettere in discussione l’integrità degli arbitri: “Credo che probabilmente il fatto che siamo undicesimi al mondo crei una pregiudizio naturale nei nostri confronti da parte degli arbitri. Contro l’Inghilterra, nella sconfitta per 48-7, ci sono state un paio di decisioni dure, con Daf [Jenkins] che girava attorno in touche, e poi guardi la touche successiva dell’Inghilterra e succede la stessa cosa. Ma è qualcosa con cui dobbiamo convivere”.
E che dire ancora di Michael Cheika, che dopo la finale di PREM 2025 persa dai suoi Leicester Tigers contro Bath disse “L’arbitro non ci ha concesso nulla, e il cartellino giallo a Dan Cole è imbarazzante per il gioco“. Evidentemente finora dire che una decisione è “imbarazzante per il rugby” è stato considerato meno grave che definirla semplicemente sbagliata. Chissà se ora le cose cambieranno per tutti. Se la nuova linea, come successo a Quesada, consiste nel punire ogni critica all’arbitro, ci sarà da aspettarsi una pioggia di squalifiche. O viceversa di conferenza stampa dove gli arbitri non saranno mai più nominati. Accadrà?
Quando World Rugby si espose
Un caso particolare, ma che è alquanto esplicativo poiché World Rugby si è espose esplicitamente, riguarda le proteste dell’allenatore dell’Australia Joe Schmidt dopo il secondo test perso con i Lions nel 2025, quello delle polemiche sulla meta decisiva di Keenan per un presunto fallo di Jac Morgan non fischiato da Andrea Piardi. Anche in quel caso Schmidt parlò di “errore” e di “decisione non all’altezza della grande spinta sulla sicurezza dei giocatori di cui World Rugby sta parlando. Non si può colpire qualcuno sopra le spalle”. In quel caso però il CEO di World Rugby Alan Gilpin, a domanda diretta su una possibile sanzione nei confronti di Schmidt, rispose: “Può essere in disaccordo con le decisioni prese, ma non credo abbia messo in discussione l’integrità degli arbitri”. Inoltre, in quell’occasione Gilpin aprì anche la strada al dialogo: “Joe Schmidt ha una sua opinione su cosa non andasse in quella decisione e ci sarà un dibattito in modo che Joe e i suoi giocatori possano affrontare il prossimo test match con la consapevolezza di come verrà arbitrata la partita”.
Quindi, stando a queste dichiarazioni di World Rugby parlare di arbitri è legittimo purché non si metta in discussione la loro integrità e la loro buona fede. Giustissimo, ma Gonzalo Quesada dopo All Blacks-Italia si è limitato – con toni anche meno accesi degli altri – ad esprimere il suo disaccordo sulle decisioni di Ramos parlando di arbitraggio di basso livello, ma senza mai mettere in dubbio la neutralità del direttore di gara, tantomeno la sua integrità. E ha preso due settimane di squalifica. Evidentemente la strada del dialogo tracciata dopo Australia-Lions è già finita, ma che allora da adesso in poi valga per tutti.
Francesco Palma