Un’Italia in cerca di sé stessa sfida degli All Blacks in gran spolvero: la preview del match di Wellington

Il Nations Championship 2026 riparte sabato mattina alle ore 7:10 con l'incontro tra gli Azzurri e i neozelandesi di Dave Rennie, coach che ricorda bene l'Italia...

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Un'Italia in cerca di sé stessa sfida degli All Blacks in gran spolvero: la preview del match di Wellington - ph. Sebastiano Pessina

L’impegno più difficile per l’Italia in questa fase estiva del Nations Championship 2026 è alle porte: la sfida agli All Blacks in casa loro, in Nuova Zelanda.

All’Hnry Stadium di Wellington il calcio d’inizio della partita tra Tuttineri e Azzurri è previsto nella mattinata di sabato 11 luglio, precisamente alle ore 7:10. La partita, che si può seguire in diretta TV e streaming sia in chiaro sia a pagamento, sarà diretta dall’arbitro francese Luc Ramos.

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Italia: da cosa ripartire e che cosa può fare di più per lottare con gli All Blacks

Per l’Italia di Gonzalo Quesada la sfida agli All Blacks in casa loro equivale ad una vera montagna da scalare: mai in tutti i 17 precedenti disputati, fossero in Nuova Zelanda, in Italia o in campo neutro, gli Azzurri sono riusciti a battere l’iconica nazionale tuttonera. Eppure stavolta bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo e provare a mettere questo grande avversario in difficoltà.

Il motivo è semplice: l’Italia ha iniziato nel peggiore dei modi il nuovo torneo internazionale del Nations Championship, creato per inglobare i precedenti test match e dargli uno schema più strutturato e competitivo. Approcciata la competizione con una brutta sconfitta col Giappone, uno dei pochi avversari giocabile sulla carta, ora è tutto in salita per la squadra di coach Gonzalo Quesada.

Ma quello che lascia il segno della sconfitta col Giappone non è tanto la battuta d’arresto in sé, contro una squadra nipponica molto ben schierata. È il fatto che agli Azzurri non sia riuscito quasi nulla di quanto preparato e, una volta in difficoltà, hanno preso scelte ancor più confuse e sbagliate (dal non calciare quando si poteva, al non sfruttare la mischia quando si poteva…), creando così un loop negativo dal quale non sono più usciti.

Sicuramente si è trattato di una giornata particolarmente storta, non è giusto cancellare quanto di buono fatto dagli Azzurri negli ultimi tre anni a causa di una sconfitta, per quanto brutta sia stata. Il problema è che il calendario del Nations Championship 2026 propone sfide ancor più dure: ora quella agli All Blacks, e poi quella di Perth contro l’Australia.

Come detto, per immaginare di vincere contro gli All Blacks in casa loro a Wellington dopo quanto visto a Tokyo ci vorrebbe l’impresona del secolo. Se è difficile da immaginare, l’Italia deve pur partire da qualche fondamentale per poter costruire la sua prestazione, cercando di farla così bene da mettere il bastone tra le ruote degli All Blacks.

Due punti da cui partire sono la mischia, fondamentale complessivamente solido e affidabile, e la difesa, dove gli Azzurri raramente si risparmiano nel placcaggio. Da questi aspetti bisogna ripartire e, ad essi, iniziare ad aggiungere quel qualcosa in più che contro il Giappone non si è visto o non ha funzionato.

Innanzitutto non basta placcare, ma bisogna anche cercare di contendere o quantomeno rallentare i possessi avversari. Non si può pensare infatti di contenere gli All Blacks placcando all’infinito ma lasciandoli liberi di continuare l’offensiva, che prima o poi un varco riuscirebbero a trovarlo. Anche per questo motivo coach Quesada ha scelto stavolta di far partire titolare Ross Vintcent, che su questo aspetto può dare un contributo in più.

Il secondo aspetto assolutamente da migliorare è l’azione offensiva che, come ha spiegato il tecnico dell’Italia, ha pagato la “mancanza di ritmo gara” di diversi giocatori e dell’amalgama tra quelli delle franchigie (nei fatti fermi da parecchio tempo) e quelli arrivati dai campionati esteri. Per questo motivo nella trequarti, senza contare il cambio forzato per infortunio di Lorenzo Pani con Tommaso Allan, non è stato toccato quasi nulla. A parte la sostituzione tecnica di Monty Ioane con Louis Lynagh, si vuole che gli altri ritrovino e consolidino i loro meccanismi. Stravolgere la formazione sperando in una reazione avrebbe solo riportato tutto al punto di partenza.

All Blacks: le scelte di coach Dave Rennie, un tecnico che l’Italia la ricorda bene…

Questo è quanto l’Italia deve e può fare. Poi ovviamente dall’altra parte c’è l’avversario: quegli All Blacks che mai gli Azzurri sono riusciti a battere e che si presentano a Wellington non con una formazione sperimentale, ma una assolutamente di massimo livello.

Il nuovo tecnico della Nuova Zelanda, Dave Rennie, se li ricorda bene molti di questi Azzurri che scenderanno in campo a Wellington. Contro di loro nel novembre 2022, quando allenava l’Australia, ha visto l’Italia vincere per la prima volta contro i Wallabies e, anche per questo motivo, rimetterci il posto di head coach poche settimane dopo.

Ora, da poco a capo di una squadra ancor più affamata di risultati come gli All Blacks, non vuole commettere nessuna ingenuità. L’obiettivo è quello di conquistare un successo netto, senza discussioni, sugli Azzurri. In Nuova Zelanda alcune voci suggerivano di sperimentare e fare turnover contro l’Italia. Ma coach Rennie, dove ha apportato delle modifiche al XV titolare, le ha fatte per renderlo in pratica più forte. Lo dimostrano, ad esempio, gli inserimenti del pilone Tyrel Lomax, del seconda linea Tupou Vaa’i e del flanker Wallace Sititi.

Qualche novità il tecnico neozelandese se la permette in panchina, il terza linea Anton Segner e il trequarti Josh Moorby. Ma, seppur esordienti, non si tratta di giocatori mandati allo sbaraglio: il primo, originario della Germania, si è trasferito in Nuova Zelanda a 15 anni e qui ha scalato tutte le gerarchie, fino alla possibilità di indossare la maglia Tuttonera; il secondo è stato quest’anno metaman degli Hurricanes che hanno stravinto l’ultimo Super Rugby.

Nations Championship, secondo turno: le formazioni di All Blacks-Italia

Nuova Zelanda: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Billy Proctor, 12 Jordie Barrett, 11 Leroy Carter, 10 Ruben Love, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea (C), 7 Luke Jacobson, 6 Wallace Sititi, 5 Tupou Vaa’i, 4 Sam Darry, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 Ethan de Groot.
A disposizione: 16 Samisoni Taukei’aho, 17 George Bower, 18 Pasilio Tosi, 19 Josh Lord, 20 Anton Segner, 21 Cortez Ratima, 22 Anton Lienert-Brown, 23 Josh Moorby.

Italia: 15 Tommaso Allan, 14 Malik Faissal, 13 Juan Ignacio Brex, 12 Tommaso Menoncello, 11 Louis Lynagh, 10 Paolo Garbisi, 9 Stephen Varney, 8 Lorenzo Cannone, 7 Michele Lamaro (C), 6 Ross Vintcent, 5 Andrea Zambonin, 4 Niccolò Cannone, 3 Marco Riccioni, 2 Tommaso Di Bartolomeo, 1 Danilo Fischetti.
A disposizione: 16 Gianmarco Lucchesi, 17 Mirco Spagnolo, 18 Muhamed Hasa, 19 Giulio Marini, 20 Federico Ruzza, 21 Riccardo Favretto, 22 Alessandro Garbisi, 23 Leonardo Marin.


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