Inghilterra, Marcus Smith e il peso delle occasioni mancate: “Ho tanti rimpianti”

A pochi giorni dall'inizio del Nations Championship, il giocatore degli Harlequins ripercorre il suo cammino in nazionale tra errori, autocritica e la voglia di incidere ancora nel nuovo ciclo inglese

Inghilterra, Marcus Smith e il peso delle occasioni mancate: “Ho tanti rimpianti”

Nel 2026 Marcus Smith ha raggiunto la quota di 50 caps nel corso del match del Sei Nazioni contro la Francia. Recentemente ha raccontato il proprio percorso in nazionale durante un’intervista al Telegraph, parlando con grande sincerità, ammettendo di portarsi dietro anche molti rimpianti per le occasioni non sfruttate e le decisioni sbagliate nei momenti pesanti.

«Ho passato notti insonni dopo certe partite in cui pensavo: “Ca..o, Marcus, perché non hai calciato? Perché non hai passato?”», ha detto Smith, spiegando come alcune immagini gli siano rimaste addosso più di altre. Tra gli episodi citati ci sono la sconfitta contro gli All Blacks a Dunedin, con due piazzati mancati, e quella contro l’Irlanda nel 2025, quando scelse il calcio anziché attaccare una superiorità numerica.

Il dato che emerge dal suo bilancio è il momento che sta vivendo oggi. A 27 anni, nel pieno della maturità sportiva, Smith si avvicina al Nations Championship da terza opzione nel ruolo di apertura, dietro a Fin Smith e George Ford, con la possibilità di entrare nei 23 anche per la sua duttilità da estremo. La sua presenza nel progetto tecnico inglese non è mai stata in discussione, anche perché Smith è un giocatore con doti tecniche e atletiche eccezionali, ma il suo rugby “creativo” spesso è sembrato più un ostacolo che una risorsa.

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Marcus Smith: “Quando vieni selezionato è tua responsabilità offrire la migliore versione di te stesso”

Eppure, nonostante il percorso non sia andato come molti immaginavano quando venne lanciato giovanissimo da Eddie Jones, Smith non rinnega nulla. «Nelle 50 volte in cui ho avuto l’opportunità di giocare per l’Inghilterra non sono stato perfetto, ma spero che la gente abbia visto che ho sempre dato il massimo», ha spiegato, rivendicando soprattutto il proprio impegno.

Smith ha ammesso che nei grandi match l’Inghilterra, e lui stesso, non sempre sono riusciti a liberarsi da certi fantasmi ricorrenti. Per lui e per la squadra sembra arrivato il momento di raccogliere i frutti del lavoro:  «Per noi è tutto chiaro, è una questione mentale, è nella testa. Dobbiamo liberarci, dobbiamo giocare alla grande fin dal primo minuto. Proporre un rugby ampio e ambizioso è qualcosa che mi piace fare. È quando sento di esprimermi al meglio, il lavoro che faccio fuori dal campo, anche in termini di dialogo interiore, serve a ricordarmi che quando vieni selezionato è tua responsabilità offrire la migliore versione di te stesso per influenzare la squadra».

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