Premiership Rugby, Bath regna anche nei conti: sono loro ad aver speso di più in stagione
Nuove regole su salary floor e salary cap invariato ridisegnano l’equilibrio finanziario dei club inglesi di massima categoria
Premiership Rugby, Bath regna anche nei conti: sono loro ad aver speso di più in stagione
Un’analisi riportata da BBC Sport indica che Bath è stato il club con la spesa più alta tra le dieci società della Premiership nella stagione culminata con il triplete domestico, quindi quella 2024/25. Un dato che alimenta il dibattito sul rapporto tra investimenti e rendimento nel massimo campionato inglese.
Nel frattempo, il campionato si prepara a una novità strutturale: dall’anno prossimo verrà introdotto un “salary floor”, una soglia minima di spesa obbligatoria per gli stipendi dei giocatori fissata a 5,4 milioni di sterline a stagione per club. L’obiettivo dichiarato è mantenere alta la competitività del torneo, evitando forbici troppo ampie tra i budget e incentivando roster più profondi. Il tetto salariale resterà invece immutato a 6,4 milioni, con la possibilità di arrivare fino a 7,8 milioni grazie ai crediti previsti per i prodotti dell’accademia e altri meccanismi virtuosi già in vigore.
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Il quadro economico, dunque, si consolida su un binario chiaro: da un lato una base minima che obbliga tutte le società a investire per mantenere standard tecnici adeguati; dall’altro, un cap che tutela la sostenibilità finanziaria dopo anni difficili per l’ecosistema dei club inglesi. In questo contesto, il dato su Bath — primi per spesa e vincenti sul campo — suggerisce che un impiego mirato delle risorse può tradursi in risultati concreti, senza però cancellare il valore della programmazione tecnica e della crescita interna.
Salary floor e salary cup: il caso Bath e i ruoli più pagati in Premiership
Un elemento interessante emerso dall’analisi della BBC riguarda anche la distribuzione dei salari per ruolo, e anche qui il Bath fa scuola avendo arruolato la star scozzese al numero 10 Finn Russel, che vanta lo stipendio più alto nel mondo del rugby ben oltre il milione di sterline. Un numero, inoltre, che esula dal salry cap, così come il fenomeno dei Saracens Maro Itoje, quello di Sale George Ford e il numero 10 degli Halrequins Marcus Smith, tutti intorno al mezzo milione di sterline.
Nel report si evidenzia quindi che l’apertura resti il ruolo più pagato in Premiership con 260.000 sterline di media, seguita dalla terza linea a 192.000 sterline. Il ruolo meno pagato è l’ala con 132.000 sterline, con il pilone leggermente sopra a 144.000 sterline.
La fanalino di coda Newcastle è stato il club che ha speso meno in assoluto e non ha raggiunto complessivamente i 4 milioni di sterline. “Il cap continua a essere sostenuto da tutti ed è centrale nel promuovere la competitività della Premiership”, ha dichiarato l’amministratore delegato della Premiership Simon Massie-Taylor. “Con sei vincitori diversi in altrettanti anni, possiamo essere orgogliosi di un sistema che assicura che qualsiasi club, in qualsiasi giorno, possa competere per il massimo trofeo del rugby inglese.”
Insieme al primo titolo di campionato dal 1996, lo scorso anno Bath ha sollevato anche la Premiership Rugby Cup e la European Challenge Cup, assicurandosi il triplete del mondo rugbistico anglosassone.
Simone Zivillica