Super Rugby Pacific: Moana Pasifika chiude e volano le accuse a NZ Rugby e World Rugby

Le anticipazioni delle ultime ore hanno trovato conferma direttamente dai vertici della franchigia, che ha ufficializzato la fine dell'attività

Super Rugby Pacific: Moana Pasifika chiude e e volano le accuse a NZ Rugby e World Rugby

Adesso non è più solo un’ipotesi: i Moana Pasifika si scioglieranno al termine della stagione 2026 di Super Rugby Pacific. La conferma, dopo le indiscrezioni delle ultime ore, è arrivata direttamente dal club, che ha spiegato come la decisione sia maturata dopo una lunga valutazione delle difficoltà economiche, operative e strategiche che rendevano impossibile proseguire a questo livello.

Nel comunicato, il presidente Dr Kiki Maoate ha parlato di una delle decisioni più difficili mai prese dalla franchigia, sottolineando però anche l’orgoglio per quanto costruito in questi anni sul piano sportivo, dei percorsi di sviluppo e del sostegno alla comunità del Pacifico. Il club ha ribadito di voler ora accompagnare nel modo più ordinato possibile la transizione delle persone coinvolte e di voler chiudere la stagione onorando al meglio la propria eredità.

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Il difficile quadro economico e le accuse nei confronti delle federazioni

La fine dei Moana arriva sullo sfondo di una crisi finanziaria ormai diventata insostenibile. Secondo quanto emerso dai media, il club aveva già esaurito i fondi pubblici, World Rugby non contribuiva più economicamente e anche Sky, lo sponsor principale, non sarebbe stato disposto a prolungare l’accordo oltre il 2026. Un quadro che ha portato la proprietà a concludere che non ci fossero più le condizioni per andare avanti.

Ma il punto forte della vicenda è anche politico. Attorno alla chiusura della franchigia si sono alzate accuse da parte di tifosi e commentatori dirette nei confronti di New Zealand Rugby e World Rugby, considerate corresponsabili di non aver sostenuto a sufficienza un progetto nato proprio per dare spazio e rappresentanza al rugby del Pacifico dentro il professionismo di alto livello.

Ken Laban, primo sindaco pasifika della Nuova Zelanda e noto commentatore rugbistico, ha definito la fine dei Moana una tragedia per il gioco e ha attribuito la responsabilità direttamente a World Rugby e NZ Rugby: “Devono smetterla di dire che vogliono far crescere il gioco, perché non è così. Ne hanno appena distrutto una parte”, ha detto Laban a RNZ Sport, aggiungendo che chi governa dovrebbe essere chiamato a risponderne.

“Non riesco davvero a seguire la logica per cui tutti dicono di essere impegnati nella crescita del gioco e nell’espansione della sua presenza globale, e poi pensano di poterlo fare togliendo squadre dal Super Rugby. È un arretramento totale per il rugby e per le persone coinvolte. Se New Zealand Rugby e World Rugby fossero davvero impegnate nel rugby pasifika come sostengono, avrebbero evitato tutto questo. Hanno l’influenza economica e la forza finanziaria per tenere in vita la squadra per altri tre o quattro anni, darle il supporto necessario, e non limitarsi ad aspettarsi che la comunità pasifika fosse in grado di farcela da sola, perché è proprio questo che ha portato alla situazione attuale.”

In questo senso, la fine dei Moana Pasifika non rappresenta soltanto la scomparsa di una squadra. È anche il ridimensionamento di un progetto in cui l’identità popolare ha rappresentato un tratto distintivo difficilmente replicabile.

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