Nigel Owens su Henry Pollock: “Non mi dispiace il suo carattere in campo ma a volte supera il limite”
L'ex direttore di gara gallese ha dei consigli per i comportamenti oltre le righe del giocatore inglese
Nigel Owens su Henry Pollock: "Non mi dispiace il suo carattere in campo ma volte supera il limite"
L’ex arbitro gallese Nigel Owens, sulla sua rubrica su Walesonline, ha espresso il suo parere sul comportamento di Henry Pollock, molto spesso fuori dagli schemi e recentemente convolto nel match con i Leicester Tigers (terminata a favore di questi ultimi per 41-17) in più di una rissa.
“Ha un certo stile da esibizionista, e va bene se sei quel tipo di giocatore e se è quello che ti fa esprimere al meglio. Il rugby ha bisogno di personaggi” ha scritto l’ex direttore di gara che ha aggiunto: “Ma guardando la partita durante il fine settimana ho pensato: ‘Oh no. Non è il momento di saltare e agitarsi con il paradenti mezzo fuori dalla bocca, provocando gli avversari, quando il punteggio non rende giustizia alla tua squadra’”.
Nigel Owens: “Se avessi arbitrato io quella partita, credo che avrei rivolto un severo e pacato discorso a Henry Pollock”
Gli atteggiamenti spacconi di Pollock sono ormai di moda e accompagnano costantemente le prestazioni del flanker inglese, in campionato ma anche in Nazionale.
“Bisogna assicurarsi di comportarsi in modo appropriato, a volte nel rispetto dei valori del gioco. È una figura molto popolare. Non so che tipo di persona sia. In campo, non mi dispiace affatto il suo carattere, perché è bello avere personaggi del genere in questo sport. Ma credo che abbia superato un po’ il limite, e deve stare attento a non farsi una cattiva reputazione e a non diventare un peso per la squadra”, ha detto Owens.
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L’ex arbitro gallese ha poi concluso: “Ho pensato che nel fine settimana la situazione gli fosse un po’ sfuggita di mano, visto che erano stati sonoramente sconfitti nel derby delle East Midlands. Sarei l’ultima persona a dire a qualcuno di non essere se stesso. Posso dire onestamente, con la mano sul cuore, che non sono mai sceso in campo per fare lo spaccone. Sono sceso in campo semplicemente perché mi divertivo. Mi piaceva stare in campo. Nessuno amava scherzare e ridere in campo più di me”, ha concluso l’ex-arbitro internazionale.