Italia femminile, Sofia Stefan verso il Galles: “Arriviamo all’ultima partita nel momento in cui riusciamo a far uscire le nostre caratteristiche”

La mediana azzurra guarda al quinto turno del Sei Nazioni come al momento giusto per raccogliere il lavoro delle ultime settimane e tradurlo in una prestazione vincente

Italia, Sofia Stefan:

Italia femminile, Sofia Stefan verso il Galles: “Arriviamo all’ultima partita nel momento in cui riusciamo a far uscire le nostre caratteristiche”

L’Italia femminile riparte da quanto di buono ha mostrato contro l’Inghilterra per preparare al meglio l’ultimo passaggio del proprio Sei Nazioni, quello contro il Galles. A riassumere il momento delle Azzurre ci sono le parole di Sofia Stefan, protagonista sabato a Parma nel ruolo di mediano di mischia della formazione allenata da Fabio Roselli.

Dopo i duri 80 minuti del “Lanfranchi” adesso c’è una squadra che prova a tenere insieme due piani: da una parte la fatica fisica e mentale accumulata contro le Red Roses, dall’altra la sensazione di aver comunque portato a casa qualcosa di importante sul piano della fiducia e della crescita collettiva.

La mediana azzurra lo spiega con chiarezza fin dall’inizio, raccontando il momento che vive il gruppo all’alba dell’ultima settimana dell’edizione 2026: «Sicuramente la fine del torneo non è mai facile, perché da una parte senti di essere arrivata all’ultimo tratto del percorso, ma dall’altra sai che spesso proprio lì devi riuscire a offrire una delle migliori prestazioni del Sei Nazioni. Quindi non si può mollare neanche un secondo».

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Sofia Stefan: “Adesso riusciamo a utilizzare con più continuità la struttura di gioco che abbiamo allenato”

Il match di sabato scorso è stato molto impegnativo soprattutto sul piano dei contatti e della tenuta mentale. Ma accanto alla fatica, resta anche una lettura positiva della prestazione. Per la numero 9 azzurra, il punto chiave non è soltanto aver segnato tanto a una squadra come l’Inghilterra, ma essere riuscite a reagire con personalità dopo un avvio difficile: «Più che parlare solo delle mete segnate, io parlerei della prestazione collettiva. Riuscire a tirare fuori una prova accettabile, e per certi tratti anche di buon livello, dopo i primi 15 minuti per me è un segnale molto importante».

È da qui che nasce l’avvicinamento al Galles, una partita che l’Italia sa di poter giocare davvero, nonostante le insidie della trasferta in una terra che respira rugby. Stefan insiste molto sul fatto che, col passare delle settimane, la squadra abbia trovato una qualità crescente nel lavoro comune e una maggiore aderenza al proprio game plan: «Dal mio punto di vista, arrivare all’ultima partita contro il Galles (una squadra contro cui possiamo assolutamente competere) in un momento in cui finalmente stiamo riuscendo a far emergere meglio le nostre caratteristiche è importante. Adesso riusciamo a utilizzare con più continuità la struttura di gioco che abbiamo allenato e a sfruttare meglio tutte le opzioni che il piano di gioco ci mette a disposizione».

Nel discorso della mediana azzurra ritorna anche un altro concetto, quello dell’identità. Al di là del risultato, ciò che conta più di tutto alla fine del torneo sarebbe soprattutto vedere l’Italia esprimere fino in fondo il proprio modo di stare in campo: «Quello che mi lascerebbe soddisfatta sarebbe riuscire a entrare davvero nel nostro ritmo, che è una delle nostre caratteristiche principali: tenere vivo il pallone, mettere tanta pressione in difesa, costringere le avversarie a fare scelte forzate, generare turnover e vivere pienamente quella che noi chiamiamo la nostra identità».


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