Steve Hansen: “Dave Rennie può essere l’uomo giusto per gli All Blacks. Tutto sta nel gestire la pressione”

Il punto di vista dell'ex ct della Nuova Zelanda che ha vinto il titolo iridato nel 2015

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Il debutto dei nuovi All Blacks di Dave Rennie si sta avvicinando sempre di più a grandi passi. A Nuova Zelanda-Francia del 4 luglio, primo turno del Nations Championship 2026, non manca molto e la “curiosità” intorno al tecnico che ha sostituito come ct l’esonerato Scott Robertson è sempre più alta.

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Steve Hansen: “Dave Rennie può essere l’uomo giusto per gli All Blacks. Tutto sta nel gestire la pressione”

In molti in queste settimane non sono stati teneri con Dave Rennie ricordando la sua sconfitta da head coach dei Wallabies nello storico Italia-Australia di Firenze del 2022, partita vinta dagli Azzurri per 28-27.

In queste ore però, a suo sostengo è arrivata una voce autorevole: quella di Steve Hansen. L’allenatore che alla guida degli All Blacks ha vinto la Rugby World Cup nel 2015 è stato ospite del DSPN podcast dove, intervistato sulle questioni neozelandesi, si è così espresso.

“L’arrivo di Dave Rennie può essere un vantaggio e un’opportunità per tutti: per lui e per i giocatori, ci dovrà essere uno scambio. Lui dovrà imparare qualcosa dai giocatori e i giocatori dovranno fare lo stesso da lui e dal suo staff”.

“Non stiamo parlando di uno sprovveduto – ha continuano Hansen – è uno che ha lavorato all’estero e ha accresciuto il suo bagaglio di esperienze. Anche la sconfitta contro l’Italia: paradossalmente potrà servirgli per imparare a gestire i momenti di grande pressione”.

“Essere head coach degli All Blacks è un’altra cosa rispetto al resto: risultati, aspettative, stile di gioco. Sono tutti elementi che creano tensione che non si può spiegare a parole, ma avere un bagaglio di esperienze vissute può comunque aiutare”.

Poi conclude dicendo: “Lo sto ascoltando nelle sue interviste e conferenze: per ora ha un linguaggio chiaro, ti fa capire dove vuole arrivare. Questo è un aspetto positivo: se lo capiamo noi da fuori – qui fa un riferimento sia agli addetti ai lavori sia agli appassionati – recepirlo dall’interno dovrebbe essere ancora più semplice e diretto. Tutti vogliamo che gli All Blacks siano una squadra forte”.

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