Benetton Rugby, niente playoff di URC: arriva il “nostra culpa” del capitano e dei giocatori
Anche la matematica mette fine alla flebile speranza di poter raggiungere i primi otto posti in classifica
Benetton Rugby, niente playoff di URC: arriva il "nostra culpa" del capitano e dei giocatori (ph. Paolo Balest)
È il momento dell’espiazione in casa Benetton: l’ultima sconfitta, in casa a Monigo contro Munster, ha portato con sé anche la certezza matematica che quest’anno ai playoff di campionato non si arriva.
Ma, considerando che ormai raggiungere i primi otto posti era una mission impossible, non è tanto questo a fare male per il cuore della squadra e dei tifosi. Quello che colpisce è come la squadra è parsa svuotata sabato sera contro il Munster, incapace di regalare una bella prestazione al proprio pubblico al di là del risultato o degli obiettivi. Un caso che è stato ripreso anche dalla stampa estera.
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Certamente la delusione di essere rimasti fuori dalla Challenge Cup ai quarti di finale, dopo una lotta gagliarda con gli Exeter Chiefs decisa per pochissimi punti e per chiamate arbitrali abbastanza dubbie, è stata grande e ha lasciato i suoi strascichi.
Ma da parte di una squadra d’alto livello è giusto aspettarsi che sappia reagire anche alle amarezze, e invece è arrivato una sonora sconfitta 15-45 di fronte al pubblico di casa. E anche i giocatori se ne sono accorti, ammettendo le proprie colpe.
Benetton Rugby, niente playoff di URC: arriva il “nostra culpa” del capitano e dei giocatori
“È difficile, davvero difficile” – ha dichiarato a fine partita il capitano Michele Lamaro – “Abbiamo commesso troppi errori. E quando sbagli tanto, finisci per concedere molto all’avversario, bravo a sfruttare la maggior parte delle situazioni. Siamo andati sotto 19-3, male, perché poi diventa tutto più complicato. Loro hanno continuato a metterci sotto pressione, ma la cosa che pesa di più è che molte delle loro mete nascono da nostri errori. Fa male anche vedere che, in alcune situazioni, abbiamo concesso mete troppo semplici, comunque non lottando abbastanza per evitarle”.
“Prima di tutto bisogna guardarsi dentro, individualmente – ha aggiunto il capitano a la Tribuna di Treviso – La motivazione deve essere personale, deve venire da ciascuno di noi: da quello che vogliamo dare, dalle nostre ambizioni, da ciò che vogliamo diventare. Alla fine, siamo noi che scendiamo in campo: ognuno ha un ruolo e una responsabilità, e questo non deve mai venire meno. Si riparte quindi dall’individuo, che poi si mette al servizio della squadra. Senza il contributo dei singoli, la squadra non può funzionare”.
Sulla stessa linea anche Riccardo Favretto: “Cercando di analizzare la partita a mente fredda, in vista del finale di campionato credo che dovremo tornare tutti a casa e guardarci dentro. Per preparare la prossima partita con la consapevolezza che possiamo fare molto meglio di così. Questa partita non rispecchia a pieno i nostri valori, né quanto siamo attaccati a questa maglia e a questo gruppo”.
“L’amaro in bocca dopo la partita contro Exeter lo abbiamo ancora. Fa parte del gioco e del nostro mestiere. Dobbiamo essere noi in grado di superarla, sapendo che abbiamo dato tutto in quella partita e che dobbiamo continuare a dare il nostro massimo nelle ultime partite di campionato”, ha dichiarato il seconda/terza linea.
Resta più sulla partita l’autore di una delle due sole mete del Benetton, Bautista Bernasconi: “È chiaro, il Munster ha costruito sui nostri errori. Sia nel primo che nel secondo tempo. Ogni volta che abbiamo concesso un’opportunità, loro l’hanno sfruttata subito. Poi c’è quell’episodio in cui, con due uomini in più, non siamo riusciti a segnare: lì abbiamo perso la possibilità di rientrare in partita, perché segnare avrebbe potuto cambiare l’inerzia, darci più entusiasmo e fiducia”.
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