Il dizionario del rugby: R
Il glossario dalla A alla Z con i termini tecnici e il gergo utilizzati nel rugby
Inghilterra (Ph. Sebastiano Pessina)
Il dizionario del rugby: R
RA: acronimo di Rugby Australia, il massimo organismo australiano.
Recinto di gioco: l’area di gioco più uno spazio attorno ad essa, noto come area perimetrale. Detto in maniera più semplice è tutto il rettangolo verde.
Red Rose: l’emblema della Nazionale inglese, la squadra che rappresenta il paese dove il gioco del rugby è nato. Ovviamente anche la storia della nazionale è antichissima: risale al 1871 la sua prima partita ufficiale, persa contro la Scozia. Dal 1910 gioca gli incontri casalinghi in quello che è considerato il tempio del rugby, il Twickenham Stadium (vai alla lettera T).
RFU: acronimo di Rugby Football Union, il massimo organismo inglese.
Riciclo: termine italiano per offload (vai alla lettera O).
Rimessa in gioco rapida: detta anche “veloce”, è un lancio dalla linea laterale eseguito prima che si formi l’allineamento tipico della rimessa laterale o touche. Il pallone è lanciato dalla squadra che avrebbe effettuato il lancio nella rimessa laterale.
Rimessa laterale: chiamata anche touche, è una delle fasi di gioco in cui le squadre si contendono in possesso del pallone, che si effettua dopo che la palla è uscita da una delle linee laterali. Un giocatore (solitamente il tallonatore) della squadra con la touche a favore lancia il pallone in mezzo alle linee dei giocatori delle due squadre, che saltano per impadronirsene.
Ruck: una delle fasi del gioco più frequenti durante una partita di rugby. C’è una ruck ogni volta che un giocatore con la palla è a terra (solitamente dopo un placcaggio) e due giocatori avversari, che sono sui propri piedi e a contatto fisico tra loro, si contendono il possesso del pallone sopra di lui. Per vincere l’ovale in ruck è vietato l’uso delle mani per i giocatori legati al raggruppamento, il possesso può essere vinto solo attraverso la spinta (vai alla lettera C) o giocando il pallone con i piedi verso il proprio lato della ruck, ovvero verso la propria linea di meta. Se però un giocatore in piedi arriva per primo in una situazione di palla a terra (quindi prima della formazione della ruck) può giocare la palla.
Rugby: perché lo sport che tanto amiamo si chiama così? Il nome deriva dalla città inglese di Rugby dove, secondo la tradizione, lo studente della scuola locale William Webb Ellis (vai alla lettera W) inventò lo stile di gioco del “rugby”. Oggi esistono alcune varianti di questo gioco di squadra divise principalmente, ma non solo, per il numero di giocatori contemporaneamente in campo per ogni squadra; tra queste la versione più diffusa e conosciuta è quella del rugby a XV o rugby union (di cui trattiamo in questo sito).
Rugby Europe International Championships: è l’ultima evoluzione di una competizione la cui storia risale al 1932, quando la Francia fu espulsa dall’allora Cinque Nazioni e fondò, insieme ad altre nazionali europee, un torneo continentale senza le squadre britanniche. Con la nascita del Sei Nazioni (vai alla lettera S), e quindi con Francia e Italia esclusivamente impegnate nel torneo europeo più prestigioso, questa competizione si è strutturata per ospitare le nazionali europee di seconda fascia. Negli anni recenti è la Georgia (vai alla lettera L) a fare la parte del leone in questo campionato.
Rugby World Cup: è il torneo di rugby a XV più prestigioso a cui partecipano ogni quattro anni le migliori squadre internazionali; i vincitori vengono riconosciuti come campioni del mondo di questo sport. La Coppa del Mondo maschile si è disputata per la prima volta nel 1987 e vedeva la partecipazione delle migliori 16 nazionali al mondo. Nel corso degli anni c’è stato un ampliamento a 20 (dall’edizione del 1999) e poi a 24 squadre (dall’edizione del 2027). La nazionale maschile vincitrice riceve la Webb Ellis Cup, che prende il nome dal leggendario fondatore di questo sport (vai alla lettera W) Dal 1991 si disputa anche il torneo femminile, sempre a cadenza quadriennale, con lo stesso nome.