Iachizzi: “È un buon momento per tornare in Italia, continuare a lavorare e progredire”

Il seconda linea che giocherà con il Benetton la prossima stagione ha ripercorso le tappe del suo primo Sei Nazioni

Edoardo Iachizzi

Una delle note liete dell’Italia al Sei Nazioni 2023 è stata la capacità di inserire nuovi atleti nel gruppo di Kieran Crowley. Fra loro ha ottenuto il primo cap Edoardo Iachizzi, seconda linea del Vannes in procinto di approdare al Benetton.

Il giocatore cresciuto nell’Unione Rugby Capitolina è riuscito ad essere sempre coinvolto in tutte le 5 partite del Torneo, ottenendo anche una maglia da titolare nell’ultimo match con la Scozia.

Un progresso evidente, nonostante una carriera in cui le presenze in azzurro sembravano rimanere ferme alle selezioni giovanili. Poi le chiamate in nazionale A e contestualmente al suo impiego costante a Vannes è finito nei radar dello staff italiano.

Intervistato dal portale di rugby francese Rugbyrama, ha raccontato le sue impressioni sul Torneo appena concluso tracciandone un bilancio positivo.

“Dal punto di vista sportivo possiamo comunque essere soddisfatti vedendo le partite che abbiamo giocato, il gioco che abbiamo offerto e il rispetto che ci siamo guadagnati, possiamo essere contenti del nostro Torneo. In ogni partita siamo rimasti vicini nel punteggio, abbiamo avuto le nostre possibilità di vincere.” – Ha spiegato Iachizzi riferendosi agli Azzurri.

“Siamo stati capaci di mettere in difficoltà fino alla fine le migliori squadre del mondo. Abbiamo dato una buona immagine dell’Italia. È stata la miglior differenza punti dell’Italia dal 2013 (con -60). L’unico rammarico è la mancanza di risultati. Siamo in fase di costruzione di un gruppo e non è la mancanza di vittorie che dovrebbe rimettere tutto in discussione. Abbiamo visto che siamo nella giusta direzione. Se continuiamo a migliorare sui dettagli possiamo ottenere buoni risultati.”

Poi il focus passa sull’esperienza personale. La convocazione è arrivata dopo che la sua carriera nel mondo seniores si è sviluppata quasi interamente in Francia. Prima a Perpignan con gli Espoirs, poi a Vannes in prima squadra, da protagonista nel duro campionato di Pro D2. Una competizione difficile, ma diversa dal Sei Nazioni.

“L’intensità, e soprattutto la consistenza del Pro D2 sono ovviamente diverse. Per 80 minuti a livello di Sei Nazioni l’intensità rimane la stessa. In campo ci sono solo grandi giocatori che possono essere pericolosi in qualsiasi momento. Devi essere concentrato per tutta la partita. Non c’è margine di errore: come sbagli c’è qualcuno che ti punirà.”

E poi sono arrivate quelle emozioni tipiche di chi gioca per la prima volta con la propria nazionale. “Se qualcuno me lo avesse detto qualche mese fa, non ci avrei mai creduto.Quando ho saputo che avrei fatto parte del gruppo per preparare le prime due partite del Torneo ero già molto contento. Di giocare non me l’aspettavo! Quando hanno dato la prima formazione per la Francia, ho scoperto di essere nei 23 ed è stato uno shock emotivo fortissimo! Ero molto emozionato perché sarebbe stato il mio primo cap, a Roma, nella mia città, allo Stadio Olimpico che è a 500 metri da casa mia. Sono contento perché sono stato un po’ distante per anni, ho avuto un percorso diverso ma ho lavorato tanto. Confrontandomi ai massimi livelli, ne ero molto orgoglioso. Ho avuto modo di confermarmi partita dopo partita e ho dato prova di me stesso. Sono contento di aver portato qualcosa.”

Leggi anche: L’ipotetica formazione dell’Italia per la Rugby World Cup 2023

Iachizzi finirà la stagione in Bretagna, dove il Vannes è il club di riferimento di una regione in cui ha vissuto un’esperienza di vita molto positiva. Attualmente la squadra è sesta in classifica e in corsa per i play-off. A partire dall’estate 2023 il seconda linea romano che oltre a giocare da professionista, è uno studente universitario alla facoltà di Storia, approderà al Benetton Treviso.

“Ero in contatto con Treviso ben prima del Torneo.” – Prosegue Iachizzi – “È una scelta sportiva importante perché giocano in un campionato di prima divisione, nell’URC. Da anni è una squadra che lavora bene e ottiene risultati. Parlando con gli allenatori, è stato un progetto che mi ha convinto. Per me è un buon momento per tornare in Italia, continuare a lavorare e progredire.

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