La prima posizione ufficiale di World Rugby, RFU e WRU sulla questione ‘malattie neuro-degenerative’

Attraverso un comunicato congiunto, hanno confermato di aver ricevuto una lettera dagli avvocati degli atleti che avevano annunciato la possibilità di un’azione legale negli scorsi giorni

rugby di base

La posizione di World Rugby, RFU e WRU sulla questione concussion ( (ph. Sebastiano Pessina)

Nel giorno in cui ci sarebbero, secondo quanto riportato da BBC, altri nove atleti, tra cui l’appena 30enne centro gallese Adam Hughes, ex nazionale under 20, pronti a citare in giudizio, per negligenza nella tutela della loro salute celebrale, alcune tra le principali federazioni rugbistiche – a distanza di meno di una settimana dall’annuncio che ha scosso ‘Ovalia’, generando le più disparate reazioni, tra cui quella di Clive Woodward, che sostiene come non si possa far finta di nulla al cospetto di un simile problema, da parte di otto ex rugbisti pro, di voler portare avanti per lo stesso motivo un’azione legale con World Rugby, WRU e RFU -, il governo ovale, e le due federazioni britanniche, attraverso un comunicato congiunto hanno confermato di aver ricevuto ufficialmente una lettera dagli avvocati dei suddetti atleti.

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“Siamo rimasti profondamente rattristati nel sentire i racconti personali di questi ex giocatori. Il rugby è uno sport di contatto e, sebbene ci sia un elemento di rischio nel praticare qualsiasi disciplina, prendiamo molto sul serio il benessere dei giocatori, che continua ad essere la nostra priorità numero uno. Grazie al costante miglioramento delle conoscenze scientifiche, il mondo del rugby ha sviluppato un suo approccio per quanto concerne la sorveglianza, l’educazione, la gestione e la prevenzione del tema delle commozioni cerebrali, all’interno del contesto del nostro gioco.

Abbiamo implementato il processo di formazione teorica e pratica di allenatori, arbitri e giocatori, con il nostro approccio alla valutazione delle lesioni alla testa e ai protocolli di commozione cerebrale che è stato riconosciuto da molti altri sport come esempio da seguire, con linee guida adottate anche altrove.

Continueremo a utilizzare le evidenze medico-scientifiche e la ricerca per proseguire nel miglioramento del nostro approccio alla questione.

Come accade per qualsiasi situazione a cui potrebbe potenzialmente far seguito un procedimento legale, sarebbe inappropriato commentare le specifiche della lettera”, recita la nota ufficiale apparsa sul sito di World Rugby.

World Rugby, RFU e WRU, al centro dell’attenzione mediatica negli ultimi giorni, per una faccenda che ha aperto un dibattito furente nel mondo ovale, hanno anche sottolineato come – ovviamente – si prenderanno del tempo per valutare nel dettaglio il contenuto e tutti gli aspetti della lettera ricevuta.

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