Italia femminile, il punto della situazione con Melissa Bettoni

La prima linea azzurra è tornata sulla serata di Dublino, dando uno sguardo anche ai prossimi impegni

Melissa Bettoni

Melissa Bettoni – ph. Sebastiano Pessina

Domenica 1 novembre avrebbe dovuto essere una ‘Super Sunday’ per il rugby femminile europeo. Tutte le partite dell’ultima giornata del Sei Nazioni 2020, infatti, erano in programma nel corso del pomeriggio, spalmate dalle 14.30 sino alla gran chiusura di Parma, con il duello tra azzurre ed inglesi (ore 18, diretta su Eurosport Player ed Eurosport 2) – già campionesse dopo il pareggio della Francia in Scozia – in quel del Lanfranchi.

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Negli ultimi giorni, però, alcuni casi di positività all’interno della squadra francese, tra staff tecnico e giocatrici, hanno portato al rinvio di Irlanda-Francia e consequenzialmente anche alla stessa decisione pure per Galles-Scozia, perché alcune atlete della selezione del Cardo sono entrate a stretto contatto con francesi poi risultate positive, nel corso della gara di domenica scorsa.

Così, a pochi giorni ormai dal 1 novembre, è rimasta attiva solamente la partita delle azzurre (tutte negative ai tamponi nella giornata di mercoledì), ed in campo in questi giorni – reduci dal k.o. di Dublino contro l’Irlanda – per preparare l’appuntamento contro l’Inghilterra (la formazione sarà annunciata in serata), unica avversaria del Sei Nazioni mai sconfitta nella storia dal team di Andrea Di Giandomenico.

Con Melissa Bettoni, schierata in azzurro ormai da anni a numero 2 – una delle leader tecniche e carismatiche del team, nonché donna italiana con più mete (2) nel Sei Nazioni femminile 2020 -, abbiamo fatto il punto della situazione, tornando sulla sconfitta dell’Energia Park e proiettandoci sugli obiettivi futuri della compagine italiane.

“Innanzitutto, tornare con questo gruppo e passare finalmente qualche giorno in Italia a distanza di otto mesi, nonostante l’isolamento in attesa dell’esito dei tamponi ed altre situazioni contingenti particolari, imposte dal periodo, è stato veramente bello, per me e penso anche per le altre ‘francesi’, che non avevano potuto partecipare ai due raduni precedenti”, ha esordito la prima linea dello Stade Rennais.

La partita di Donnybrook

“Siamo partite molto forte nei primi 25′: tanto possesso e territorio palla in mano, ma anche grande energia ed organizzazione difensiva. Poi, forse anche fisiologicamente, siamo andate calando nel corso della gara, su alcuni aspetti importanti. Tanti errori di trasmissione – su cui ha inciso anche il poco tempo assieme -, anche per la loro difesa che ho trovato molto aggressiva, e troppe punizioni concesse, talvolta evitabili. E in più, in difesa, abbiamo continuato a placcare, ma sono saliti parecchio i tackle in arretramento, con loro in grado di prendere più spesso la linea del vantaggio e metterci così in difficoltà. Un cocktail di tante piccole situazioni negative – dettate sicuramente un poco da un calo fisico – che ha portato al risultato finale di 21-7 per l’Irlanda”, ha spiegato la classe ’91 piemontese, analizzando l’incontro.

I motivi delle difficoltà ed i lati positivi della trasferta dublinese

Una sconfitta che, ovviamente, ha lasciato alcuni spunti di riflessione in negativo, su cui riflettere e lavorare alacremente in raduno, ma anche alcune note positive. “Non è andata così male, in realtà, se si pensa al fatto che tante ragazze avessero sulle gambe una sola partita stagionale ufficiale, e che abbiamo lavorato tutte assieme solo nei pochi giorni romani. In più, per caratteristiche, l’Irlanda ci ha sempre messo in grande difficoltà: molto forti in chiusa, aggressive con la linea difensiva e spigolose sui punti d’incontro, le verdi hanno sempre rappresentato un ostacolo ostico per noi.

L’altra sera ci sono stati anche lati piuttosto positivi, pure dopo i primi minuti. Abbiamo retto bene in chiusa, al di là dell’occasione della meta tecnica nel finale, e siamo riuscite, soprattutto nel primo tempo, a difendere abbastanza bene le loro maul”, ha proseguito Bettoni, prima di dare uno sguardo anche alla sua partita individuale, un poco lo specchio di tutto il reparto di prima linea, composto anche da Lucia Gai e Silvia Turani.

Touche da aggiustare, bene la chiusa

“Avendo giocato prevalentemente da pilone con il club, ed essendo stata poco con le ragazze, gli automatismi al lancio in touche erano ancora da oliare bene, e purtroppo si è visto nei primi due lanci. Ho cercato però di non abbattermi, e di continuare a lavorare al meglio su tutti gli aspetti della gara. Tutto sommato, minuto dopo minuto, abbiamo migliorato la qualità della prestazione in rimessa laterale – anche se dobbiamo lavorarci ancora -, mentre in chiusa le cose sono andate abbastanza bene per tutti gli 80′, decisamente meglio rispetto alle uscite di febbraio, quando ci furono più difficoltà. E poi ho anche marcato la seconda meta del mio torneo, un qualcosa che fa sempre piacere. Dovrei pure essere la capocannoniere della squadra in questo momento (sorride, ndr)”, ha dettagliato l’ex Red & Blu Rugby, già focalizzata sulla durissima sfida contro le inglesi.

Obiettivi a breve e lungo termine

“Ovviamente, contro qualsiasi avversario si scende in campo per provare a vincere. Ma sia a livello collettivo che individuale, soprattutto contro squadre del calibro dell’Inghilterra, l’obiettivo vero è quello di uscire dal campo sereni – a prescindere dal mero risultato -, consapevoli di aver lasciato sul terreno di gioco il 101% del proprio potenziale di giornata. Contro la formazione britannica, alle volte è successo, altre meno. Ad esempio, nell’ultimo test match, quello di novembre 2019, sono convinta che avremmo potuto e dovuto fare molto meglio. Siamo riuscite poche volte a restare in partita con loro, patendo forse una fisicità fuori categoria, e quel loro desiderio non solo di batterti, ma proprio di passarti sopra come caterpillar in ogni situazione del gioco. In casa, tuttavia, abbiamo dimostrato di poterci quantomeno provare, come fatto vedere nei primi tempi di Ivrea (soprattutto) 2016 e Reggio Emilia 2018, entrambi chiusi con punteggi ottimi”, ha concluso Bettoni, sottolineando come questa gara rappresenti una grandissima occasione per mettere a punto il team in vista di quello che è il grande obiettivo della stagione: “Non voglio girarci attorno, come hanno dichiarato anche altre ragazze, da quando abbiamo scoperto che avremmo dovuto qualificarci al Mondiale tramite un torneo, quello è il nostro grande e direi quasi unico target in testa. A prescindere da tempistiche e formule della competizione che dovrà portarci alla rassegna iridata. Dobbiamo avere la bravura di maneggiare al meglio questo continuo e repentino cambio di programmi, dimostrando anche una capacità di adattamento fisica, ma forse ancor più mentale, da grandi atlete”:

Italia-Inghilterra (sabato 31 ottobre, ore 17.45) e le altre due sfide di giornata del Sei Nazioni 2020 maschile, oltre che su DMAX e DPlay saranno visibili anche in diretta streaming su OnRugby. Quindici minuti prima del calcio d’inizio troverete in homepage la notizia contente il player per poter vedere le dirette.

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