Cosa è successo nella 13^ giornata di Super Rugby

Le solite vittorie di Crusaders e Hurricanes, la sfida Nonu-Laumape e le lamentele di Quesada. Torneo livellato verso il basso?

ngani laumape

Ngani Laumape con la maglia degli Hurricanes nel 2017 (ph. Reuters)

Anche la tredicesima giornata del Super Rugby conferma la grande difficoltà della maggioranza delle squadre ad avere continuità di rendimento nel corso del torneo. Fanno eccezione, naturalmente, Crusaders e Hurricanes: loro continuano a vincere senza sosta, mentre le altre arrancano un weekend sì e l’altro pure, con partite che si decidono sempre con scarti molto bassi. Il riassunto del weekend con la nostra rubrica Parole e numeri.

classifica super rugby

– Le squadre che hanno un record di vittorie negativo, quindi inferiore al 50%. Una statistica che restituisce l’idea di un torneo piuttosto livellato anche se verso il basso, secondo le impressioni di diversi commentatori e giornalisti. In queste otto squadre ci sono addirittura le due leader delle Conference sudafricane e australiane, ovvero Sharks e Brumbies, anche se con una partita in più rispetto alle dirette inseguitrici. Le uniche squadre ad avere un record nettamente positivo sono Crusaders e Hurricanes, che infatti in classifica hanno almeno dieci punti in più rispetto a tutte le altre squadre del torneo.

Duello – Dentro Blues-Hurricanes c’era un confronto diretto che meritava da solo il prezzo del biglietto, ovvero quello tra i due numeri 12 delle squadre: Ma’a Nonu da una parte, Ngani Laumape dall’altra, in una sorta di sfida tra il vecchio e il nuovo del ruolo in Nuova Zelanda. Nonu ha chiuso con 29 metri corsi su 8 cariche, 5 difensori battuti, 4 placcaggi e 3 turnover concessi, mentre Laumape con 44 metri corsi su 10 cariche, 5 difensori battuti, 1 break, 1 offload e 8 placcaggi. Quest’ultimo, insomma, si è fatto preferire.

Beauden – L’istinto nel leggere l’azione avversaria e nell’intercettare il pallone, l’accelerazione bruciante per lasciarsi tutti alle spalle: c’è molto di Beauden Barrett nella giocata che ha di fatto deciso la partita a Auckland per gli Hurricanes, che hanno preso il largo proprio grazie alla meta del suo giocatore migliore. Barrett senior, tra le altre cose, ha messo insieme anche 13 placcaggi, il terzo numero più alto della sua squadra e unico trequarti in doppia cifra.

45 – Senza troppi problemi, i Crusaders si sono sbarazzati dei Bulls a Pretoria segnando al Loftus Versfeld 45 punti in una partita davvero troppo facile per i campioni in carica. La squadra di casa, che pure si presentava al confronto da capolista della propria conference, non ha praticamente avuto voce in capitolo ed è stata piallata dagli ospiti (a corollario, si possono citare i 25 clean break creati dai Crusaders e i 30 difensori battuti: numeri davvero altissimi).

Lamentele – Gonzalo Quesada, nel post partita di Highlanders-Jaguares (32-27) ha criticato in maniera piuttosto aspra l’operato dell’arbitro neozelandese Ben O’Keeffe. “Gli Highlanders non avevano bisogno di aiuti – ha detto l’head coach della franchigia, in riferimento ad alcuni falli fischiati contro gli argentini – L’arbitro, con le sue decisioni, ha fatto pendere la partita dalla loro parte. La squadra ha fatto di tutto, ma per la prima volta quest’anno l’arbitro ha influito sul risultato”. La chiusura è altrettanto provocatoria: “Se ci toccheranno gli stessi arbitri contro gli Hurricanes, saremo pronti”.

57 – i placcaggi sbagliati da Highlanders e Jaguares nel corso del match, che non è stato esattamente dominato dalle difese (70% e 76% di percentuale di placcaggi realizzati). Sono andati a nozze in particolare le ali dei Jaguares (Cancelliere e Moyano, con 8 e 7 difensori battuti) e i trequarti neozelandesi come Josh Ioane, Sio Tomkinson e Rob Thompson, spine nel fianco della difesa sudamericana.

3 – lLe sconfitte consecutive dei Waratahs, tutte e tre maturate contro franchigie sudafricane (una in casa, due in trasferta). I Tahs si sono ritrovati dalla parte sbagliata della storia in una partita molto equilibrata contro i Lions all’Ellis Park, decisa da un calcio piazzato di Reynolds a dodici minuti dalla fine. Non sono bastati le grandi prestazioni di Michael Hooper e Kurtley Beale: la vetta della Conference, in ogni caso, è ancora alla portata, considerato l’andamento delle avversarie.

Ultimi – Quasi come se fossero condannati per principio, i Blues nel frattempo sono tornati all’ultimo posto della Conference neozelandese, ovvero la posizione occupata negli ultimi anni stabilmente. Gli uomini di Auckland sono stati scavalcati nel weekend dai Chiefs, vittoriosi 29-23 sugli Sharks grazie a due mete di Lienert-Brown e Weber tra il 68′ e il 70′.

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