Zebre Rugby: contro i Cheetahs conta più di quanto sembra

Sfida nei bassifondi della conference A del Pro14: le due squadre separate da un punto. Palazzani & Co. alla ricerca della fiducia perduta

ph. Massimiliano Carnabuci

Quella fra Zebre e Cheetahs è la partita che chiude la tredicesima giornata di Pro14, l’unica del panorama domenicale del campionato. I padroni di casa italiani arrivano alla partita non avendo fatto sostanzialmente nessuna pausa per le vacanze di Natale, mentre gli ospiti sono freschi quanto arrugginiti, fermi da più di un mese senza rugby agonistico nelle gambe.

Quella fra le due squadre è la sfida fra ultima e penultima della classe nella conference A, anche se le Zebre hanno vinto tre partite contro i soli due successi dei sudafricani. Questi ultimi, però, hanno vissuto un momento di risveglio prima della pausa forzata dopo un avvio di stagione torpido: dal 26 ottobre, data dell’ultima vittoria Zebre in campionato e del primo successo Cheetahs, i sudafricani hanno conquistato 8 punti in tre partite, contro il solo punto fatto segnare dai ducali nei cinque ultimi incontri.

Le Zebre stanno attraversando un grosso momento di difficoltà: si parla spesso del loro gioco propositivo, ma fino ad ora quest’anno è stata più un’intenzione che un fenomeno reale, e le Zebre sono di gran lunga il peggior attacco dell’intero campionato (151 punti fatti, 49 in meno dei Southern Kings).

La lista degli indisponibili spiega almeno parzialmente i problemi di Bradley e compagnia. Sono infatti indisponibili per infortunio Mattia Bellini, Oliviero Fabiani, Renato Giammarioli, Johan Meyer, Matteo Minozzi e Marcello Violi, sei titolari, alcuni dei quali veri e propri uomini chiave della squadra di base a Parma. A questi ci si aggiunga anche Roberto Tenga, rincalzo di valore in prima linea.

Se Fabiani e Giammarioli sono fuori dai giochi da poco tempo, i guai di Violi, Bellini e Minozzi sono di lunga durata e hanno avuto un grandissimo impatto sul livello complessivo delle Zebre. Senza di loro le Zebre sembrano aver perduto non solo qualità, ma anche una certa solidità di formazione: manca una quadratura del cerchio ai XV impostati dallo staff tecnico nelle ultime uscite.

Contro i Cheetahs si tratta di una partita importante per tutto il gruppo per dimostrare il proprio valore: c’è la possibilità di ottenere un risultato positivo, abbandonare l’ultima piazza in classifica e mandare il segnale che le Zebre hanno qualcosa da dire, non solo questa domenica, ma anche ad esempio nelle prossime due uscite contro La Rochelle che determineranno il passaggio del turno in Challenge Cup, una piccola impresa per la quale Bradley ha deciso di risparmiare due dei suoi giocatori più esperti: Tommaso Castello e George Biagi.

Le Zebre si affideranno quindi alla crescita di Padovani, che insieme ai minuti sta ritrovando anche una certa brillantezza, al ritorno di Palazzani in mediana e all’estro del solito Carlo Canna in mezzo al campo. Servirà però tutto l’aiuto del resto della squadra ai tre Azzurri per vincere la prima partita di sempre contro i Cheetahs e incamminarsi nel migliore dei modi verso il doppio confronti con La Rochelle.

 

Zebre: 15 Edoardo Padovani, 14 Paula Balekana, 13 Giulio Bisegni, 12 Nicolas De Battista, 11 James Elliott, 10 Carlo Canna, 9 Guglielmo Palazzani, 8 Jimmy Tuivaiti, 7 Giovanni Licata, 6 Maxime Mbandà, 5 Samuele Ortis, 4 David Sisi (c), 3 Eduardo Bello, 2 Massimo Ceciliani, 1 Andrea Lovotti
A disposizione: 16 Luhandre Luus, 17 Daniele Rimpelli, 18 Giosué Zilocchi, 19 George Biagi, 20 Iacopo Bianchi, 21 Joshua Renton, 22 Francois Brummer, 23 Tommaso Boni

Cheetahs: 1 Ox Nche, 2 Joseph Dweba, 3 Aranos Coetzee, 4 Justin Basson, 5 JP du Preez, 6 Gerhard Olivier, 7 Junior Pokomela, 8 Daniel Maartens, 9 Tian Meyer (c), 10 Tian Schoeman, 11 Rabz Maxwane, 12 Nico Lee, 13 Benhard Janse van Rensburg, 14 William Small-Smith, 15 Malcolm Jaer.
A disposizione: 16 Reinach Venter, 17 Charles Marais, 18 Luan de Bruin, 19 Sintu Manjezi, 20 Walt Steenkamp, 21 Abongile Nonkontwana, 22 Rudy Paige, 23 Louis Fouche.

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