Rugby Championship: a Salta è una partita pazza, l’Australia vince in rimonta con cinque mete nella ripresa

L’Argentina scialacqua un vantaggio di 24 punti a metà tempo, scomparendo nei secondi quaranta minuti. Finisce 45 a 34

ph. Reuters

Ultimo incontro del Rugby Championship 2018: l’Argentina, non sazia delle due vittorie nel torneo, risultato mai raggiunto prima, affronta un’Australia in difficoltà fra le mura amiche.

I Pumas hanno già battuto i Wallabies quest’anno, nel precedente incontro di Gold Coast finito 19 a 23, e la voglia di replicare e raggiungere lo storico risultato di tre vittorie è tanta nell’ambiente argentino. Sarebbe un regalo importante per Agustìn Creevy, appena diventato il giocatore con più caps da capitano della sua nazionale.

L’inizio è devastante per l’Australia a Salta: dopo 100 secondi Nicolas Sanchez pesca con un passaggio piatto Pablo Matera lanciato alla massima velocità. Il terza linea è brillantissimo nella sua corsa tanto da non bucare solo la linea, ma anche aggirare Will Genia e tuffarsi oltre la linea per il 7 a 0 immediato dei padroni di casa. Passano due minuti e sulla prima azione offensiva australiana Reece Hodge prova a dare continuità all’azione ma finisce per regalare il pallone agli avversari. Contrattacco letale di Sanchez, Boffelli finalizza e prima del quinto minuto il tabellone dice 14 a 0.

La reazione australiana arriva prima del quarto d’ora. Moyano nega il successo su un allargamento verso sinistra dei Wallabies, ma Foley è bravo a recuperare il pallone e continuare a giocare. Sulla fase successiva Michael Hooper arriva con l’angolo giusto per superare la difesa ormai a maglie troppo larghe degli avversari: con il piede preciso di Foley è 14 a 7.

Al ventesimo l’Australia si salva dopo un bel drive argentino da touche: Creevy non porta il pallone in fondo al raggruppamento e l’occasione di riportarsi oltre il break sfuma. Sono i padroni di casa comunque a fare la partita. Al ventiquattresimo pregevole azione per sfruttare un cinque contro quattro nella parte destra del fronte d’attacco. Moroni calci per sé stesso, ma il rimbalzo favorisce la copertura di Koroibete.

Due minuti più tardi la premiata ditta de la Fuente-Orlando fa a pezzi la difesa argentina. Prima il numero 13 libera bene le braccia per l’avanzamento profondo del compagno di reparto fin dentro i 22. Quindi dopo un allargamento a sinistra e qualche fase in penetrazione, i due hanno nuovamente modo di combinare: stavolta è de la Fuente a sfidare la difesa e offrire un prezioso offload a Orlando per la meta del 21 a 7.

La prima brutta notizia della serata argentina viene da Nicolas Sanchez, costretto a uscire per infortunio al minuto 28. Poco male, perché allo scoccare della mezz’ora Santiago Gonzalez Iglesias, appena entrato, buca la colpevole difesa morbida di Foley (tradito però da una salita sballata di Koroibete) e mette poi a sedere Genia per andare a segnare la meta numero quattro per i Pumas.

Ci sono solo gli argentini adesso in campo: fiducia ai massimi livelli, capacità di vincere ogni impatto fisico e una formazione australiana a testa bassa sono gli ingredienti del dominio albiceleste. Gonzalez Iglesias aggiunge al 37′ altri tre punti con un calcio di punizione per un placcaggio alto di un Koroibete francamente disastroso nei primi quaranta minuti. Il primo tempo si chiude così, con un rotondo 31 a 7 per l’Argentina.

La squadra ospite torna in campo con una prima linea completamente rimodellata: dentro Latu per Fainga’a, Kepu e Alaalatoa per Sio e Tupou. L’Australia rientra con piglio effettivamente diverso e mette pressione sugli avversari. Al 44′ Bertranou è approssimativo nella liberazione al piede dalla base della ruck e Rodda è bravo a stopparlo. La palla finisce fra le mani di Hooper che è bravo a servire subito il seconda linea, che viene premiato così con la meta, poi trasformata da Foley.

Il pubblico si raffredda, i Pumas forse pensano troppo presto di aver messo la partita in cascina, e l’Australia allora prova a rientrare. Alla undicesima fase di occupazione della metà campo opposta, Latu è bravo a servire un passaggio lungo per l’accorrente Folau, che prende l’angolo giusto e buca la difesa. Con i due aggiuntivi di Foley è 31 a 21, con più di uno spiraglio riaperto per i 30 minuti finali.

Passano solo due minuti e al cinquantesimo arriva la terza meta nei primi dieci minuti del secondo tempo per l’Australia. Gli avanti macinano gioco, le fasi si accumulano e Haylett-Petty viene liberato infine da Pocock al margine sinistro del fronte di attacco, dentro i 22 avversari. L’estremo segna e Foley è ancora una volta impeccabile dalla piazzola.

La partita cambia completamente volto: l’Argentina è in confusione, perde troppi palloni ed è sotto pressione; l’Australia invece ci crede e ha accumulato momentum. Ledesma prova a cambiare qualcosa mettendo dentro Montoya e Medrano, e adesso ogni mischia diventa di importanza capitale.

L’Argentina vince una battaglia importante al minuto 57, conquistando un calcio di punizione che Gonzalez Iglesias trasforma in una rimessa laterale per le mani di Montoya dentro i 10 metri avversari. Adam Coleman decide di regalare un calcio di punizione piazzabile all’apertura dei Pumas con un ingresso laterale plateale: gran pedata, 3 punti e 34 a 28 sul tabellone quando si entra nell’ultimo quarto.

Un ottimo attacco australiano consente a Haylett-Petty di piazzare un grubber nella profondità, con l’Argentina costretta ad annullare un pallone portato dentro. La mischia a cinque metri viene giocata da Genia, sul placcaggio il pallone finisce a terra ma David Pocock raccoglie, ripulisce e trasforma in oro andando in meta. Foley si presenta da posizione non difficile e porta per la prima volta avanti i suoi al 63′: 35 a 34.

Al minuto 65 arriva un altro duro colpo per i padroni di casa. Folau buca sull’out di destra, scarica per Genia che si invola ma Moroni salva tutto. Sulla fase successiva però Foley sa che la fascia opposta è scoperta e opera un cross kick per Haylett-Petty. L’estremo effettua un passaggio al volo per Pocock che, placcato da due avversari, riesce in qualche modo, fortunosamente, a restituire il pallone al numero 15, che può camminare indisturbato fino in area di meta e marcare la doppietta personale. Con i punti aggiuntivi l’Australia scappa addirittura oltre il break.

Sono 35 i punti segnati dall’Australia nel solo secondo tempo: Argentina completamente scomparsa dal campo e in balia dell’avversario. I padroni di casa ottengono un calcio di punizione al 70′, ma Gonzalez Iglesias spedisce la palla oltre la linea di pallone morto cercando la rimessa laterale. Boffelli ci aggiunge poco dopo una liberazione direttamente fuori, riportando i Wallabies in attacco. L’offensiva frutta un calcio di punizione che Foley trasforma in altri 3 punti per i suoi, lanciando l’Australia a +11.

Al minuto 76 uno degli artefici della rimonta australiana, Tolu Latu, si rende protagonista di un odioso fallo nei confronti di Santiago Medrano, colpendolo al volto a palla lontana con il gomito. Jaco Peyper estrae un cartellino giallo: non è chiaro cosa debba fare di più un giocatore che commettere un fallo violento e non necessario a palla lontana, contro la testa di un avversario, per meritare un rosso. E’ l’ultima azione interessante della partita: l’Argentina non riesce ad approfittare della superiorità numerica e una partita pazza giunge così al termine, con l’Australia che rimonta 24 punti di svantaggio per andare poi a vincere di undici luinghezze.

Pumas che avrebbero potuto festeggiare una storica terza vittoria e sono invece lasciati ad interrogarsi sulla propria maturità come squadra, dopo avere completamente perso il filo dell’incontro al rientro sul terreno di gioco dopo l’intervallo. Australia che invece sorbisce un brodo caldo con questa vittoria in rimonta che lascia però i punti di domanda sulle prestazioni di troppi giocatori, e che nel primo tempo ha sostanzialmente fatto da sparring partner agli avversari. Una vittoria comunque che scaccia qualche nuvola dalla testa di Cheika e permette di pensare con maggiore serenità ai test di novembre.

Argentina: 15 Emiliano Boffelli, 14 Matias Moroni, 13 Matias Orlando, 12 Jeronimo de la Fuente, 11 Ramiro Moyano, 10 Nicolas Sanchez, 9 Gonzalo Bertranou, 8 Javier Ortega Desio, 7 Marcos Kremer, 6 Pablo Matera, 5 Tomas Lavanini, 4 Guido Petti, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustin Creevy (c), 1 Nahuel Tetaz Chaparro;
A disposizione: 16 Julian Montoya, 17 Santiago Garcia Botta, 18 Santiago Medrano, 19 Matias Alemanno, 20 Juan Manuel Leguizamon, 21 Tomas Cubelli, 22 Santiago Gonzalez Iglesias, 23 Sebastian Cancelliere

Mete: Matera (2′), Boffelli (4′), Orlando (26′), Gonzalez Iglesias (30′)
Trasformazioni: Sanchez (2′, 4′, 26′), Gonzalez Iglesias (30′)
Calci di punizione: Gonzalez Iglesias (37′, 60′)

Australia: 15 Dane Haylett-Petty, 14 Israel Folau, 13 Reece Hodge, 12 Kurtley Beale, 11 Marika Koroibete, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper (c), 6 Ned Hanigan, 5 Adam Coleman, 4 Izack Rodda, 3 Taniela Tupou, 2 Folau Fainga’a, 1 Scott Sio;
A disposizione: 16 Tolu Latu, 17 Sekope Kepu, 18 Allan Alaalatoa, 19 Rob Simmons, 20 Rory Arnold, 21 Caleb Timu, 22 Nick Phipps, 23 Matt Toomua;

Mete: Hooper (14′), Rodda (44′), Folau (48′), Haylett-Petty (50′, 65′), Pocock (63′)
Trasformazioni: Foley (14′, 44′, 48′, 50′, 63′, 65′)
Calci di punizione: Foley (74′)

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