Il presidente Gavazzi è tornato a parlare di una franchigia a Roma (e del Flaminio)

Come superare l’ostacolo-stadio, il suo pensiero sulla nazionale italiana e la volontà di riportare un’Accademia al Sud

alfredo gavazzi

ph. Sebastiano Pessina

Il presidente federale Alfredo Gavazzi è tornato a parlare della possibilità di spostare una delle franchigie italiane nel Pro14 in una grande città come Roma, desiderio più volte espresso dal numero uno del rugby italiano. In un’intervista rilasciata al Tempo, Gavazzi ha detto che “il Pro14 lo ha chiesto e noi ci siamo attivati”, rendendo chiara anche le volontà della dirigenza del campionato di mettere piede nella capitale italiana.

Il problema principale, naturalmente, resta lo stadio, per il quale Gavazzi prova ad indicare una soluzione. “La strada potrebbe essere qualche anno al Tre Fontane in attesa di trasferirsi poi in uno stadio Flaminio ristrutturato e adeguato alle nostre esigenze”.

“Stiamo lavorando a questo progetto da un anno insieme con il CONI che, qualunque sarà il tipo di soluzione che adotteremo, vorrei al nostro fianco al 50%. Al momento stiamo studiando una situazione complessa ma non escludo nulla. Acquisto, affidamento, affitto di lungo termine: vedremo quale sarà la via praticabile ma ribadisco, al 50% con il CONI e massima condivisione con Roma Capitale per un progetto che preveda la riqualificazione dell’area e potrebbe vedere anche il trasferimento degli uffici della FIR al Flaminio (attualmente la FIR ha sede allo stadio Olimpico, ndr)”.

Si torna, dunque, a parlare del Flaminio. Come noto, l’ex stadio della nazionale italiana (utilizzato per le partite interne dell’Italrugby nel Sei Nazioni fino al 2011) è abbandonato e incustodito da anni ed è stato oggetto di diversi atti vandalici negli ultimi tempi, che lo hanno reso di fatto irriconoscibile.

Di recente, qualche passo in avanti era stato compiuto con l’assegnazione di fondi per 136mila euro all’Università della Sapienza da parte della Getty Foundaton per un piano di conservazione, mentre il Municipio Roma II, Federsupporter e tredici associazioni sportive hanno lanciato nei mesi scorsi il progetto ‘Vivi il Flaminio’. Lo scorso 21 aprile, intanto, oltre 350 cittadini volontari hanno raccolto circa 80 quintali di rifiuti in collaborazione con l’Ama nell’area intorno allo stadio, per cercare di riqualificare l’esterno della struttura. La strada, in ogni caso, sembra ancora lunga.

Sull’Italia e il movimento

Gavazzi ha poi commentato i due Test Match giocati dalla Nazionale in Giappone. “Purtroppo una partita vinta non può risolvere i problemi, peraltro la superiorità nel possesso e nel territorio non è stata rispecchiata nel risultato di misura (22-25)”.

“Sono contento del lavoro e della progettualità dello staff, non posso esserlo dei risultati. Stiamo lavorando molto per aumentare la profondità del gruppo della squadra seniores che, al momento, resta un cantiere aperto”. In vista della Coppa del Mondo del prossimo anno in Giappone, Gavazzi rimugina sul fatto che “forse il gruppo attuale avrebbe bisogno di un anno in più per arrivarci più pronto, ma spero che riusciremo a esprimerci al meglio”.

Il presidente non ha espresso inoltre piena soddisfazione per i risultati dell’Italia Under 20, sottolineando come non siano piaciute le sconfitte contro Australia e Galles: “Non dobbiamo mai accontentarci o abituarci psicologicamente alle sconfitte, è un pericolo che voglio combattere”.

Oltre a ribadire la sua idea sul percorso ideale da seguire per un giovane uscito dal sistema federale (“Sono convinto che i giocatori che escono dal sistema delle accademie devono poi maturare nel campionato Eccellenza, prima di affacciarsi al livello professionistico”), Gavazzi affida al Tempo anche un altro suo desiderio: “Vorrei ricostituire una accademia federale al sud e per questo lavoro”. Al momento, infatti, il Centro di Formazione Permanente più meridionale della penisola è a Roma, dopo la chiusura degli impianti di Catania e Benevento nel 2017.

Gavazzi, infine, ha dichiarato che prenderà una decisione su una ricandidatura per l’eventuale terzo mandato tra il luglio e il dicembre del prossimo anno.

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