Super Rugby, Mark Ella: “Se non possiamo batterli, ingaggiamoli”

La leggenda Wallaby vorrebbe che le franchigie australiane di Super Rugby assoldassero giocatori neozelandesi

ph. Thomas Peter/Action Images

In una intervista diramata quest’oggi dalla Austalian Associated Press, l’ex mediano di mischia della nazionale australiana Mark Ella, 25 caps con gli Wallabies e figura leggendaria del rugby down under, si è espresso in favore del fatto che le franchigie australiane possano reclutare giocatori neozelandesi per cercare di alzare il proprio livello e rendere così il Super Rugby un campionato più equo.

Secondo Ella, infatti, lavorare a una maggiore libertà per i giocatori di trasferirsi all’estero potrebbe portare a una maggiore competitività e a un Super Rugby migliore, piuttosto che in una situazione come quella recente, dove le squadre neozelandesi sono padrone incontrastate del torneo.

“Dopo la sconfitta degli Waratahs contro i Blues lo scorso sabato non credo ci sia nessuna squadra australiana che possa batterne una neozelandese in questa stagione” ha detto Ella. Attualmente sono 38 le partite consecutive chele squadre australiane hanno perso contro un avversario neozelandese.

“Se non puoi batterli, ingaggiali. Immaginate che differenza potrebbe fare se i Brumbies mettessero sotto contratto Beauden Barrett o se i Waratahs reclutassero Brodie Retallick.”

L’idea di Ella non è tanto indirizzata ai club australiani, quanto alla SANZAAR, che governa il Super Rugby, e alle federazioni nazionali, per allentare i vincoli al trasferimento dei giocatori fra una nazione e l’altra.

“Ci sarebbe bisogno solamente di uno o due giocatori chiave neozelandesi per rendere le squadre australiane di nuovo competitive – ha proseguito Ella – Se i giocatori fossero liberi di giocare per una qualsiasi squadra del torneo, sarebbe di aiuto nel rendere il Super Rugby una competizione migliore e più equilibrata.”

Il ragionamento dell’ex mediano di mischia si concentra soprattutto sul rendere il Super Rugby un prodotto migliore e più appetibile quando si tratterà di negoziare l’imminente nuovo accordo per i diritti televisivi, pur sapendo che l’attuale politica di trattenere i giocatori nella propria nazione contribuisce a costruire squadre nazionali di livello più alto. Una questione di priorità che merita di essere esplorata, in particolare in una paese come l’Australia, dove un prodotto come il Super Rugby sta progressivamente perdendo attenzione.

 

 

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