Sei Nazioni 2018: Italia, la parola agli Azzurri

In zona mista Castello, Minozzi e Violi, tra amarezza per il risultato e ottimismo per la prestazione, hanno parlato della partita contro la Scozia

ph. Massimiliano Carnabuci

Mentre cala il sipario sul Sei Nazioni dell’Italia, per il terzo anno consecutivo battuta in tutte e cinque le partite del Torneo, e sono già in campo Inghilterra e Irlanda, nella pancia dello Stadio Olimpico arrivano alla spicciolata gli Azzurri per parlare di una vittoria sfumata proprio negli istanti conclusivi del match.

Il primo ad arrivare in zona mista è Tommaso Castello, spesso uno dei più lucidi nell’analizzare quanto successo in campo. Anche da parte sua, come per molti dei compagni, però, c’è quasi incredulità per non essere riusciti a portare a casa la partita: “Da parte mia c’è il rammarico per il risultato e soddisfazione ed orgoglio per la prestazione. Magari non siamo abituati ad arrivare in fondo a queste partite punto a punto, anzi solitamente negli ultimi venti minuti la partita non è più in discussione. Avremmo dovuto tenere a distanza la Scozia nel punteggio: dovevamo riuscire a tenerli a dodici punti di distanza il più a lungo possibile.”

“Credo che la Scozia abbia mantenuto un ritmo costante – ha detto Castello, non convinto che il cambio fra Russell e Laidlaw all’apertura possa aver inciso sul risultato – Nel primo tempo l’Italia ha annichilito l’avversario. Ancora non so dire come siamo riusciti a farli riavvicinare e poi superarci. Magari un po’ di indisciplina, qualche calcio di punizione che ha consentito loro di riavvicinarsi alla linea di meta. Con un po’ più di accortezza sui punti d’incontro e senza concedere calci avremmo potuto impedirgli di risalire il campo. Credo che oggi l’Italia abbia difeso molto bene, anche se quando sono arrivati vicino alla nostra linea di meta è stato molto difficile fermare i nostri avversari.”

13 placcaggi, 35 metri fatti palla in mano, questa la partita di Castello. Il capitano delle Zebre è tutto sommato positivo: “Chiudiamo sicuramente il Sei Nazioni con una prestazione positiva. Abbiamo perso malamente quattro partite prima di questa, ma avevamo preparato questa per vincerla. Abbiamo giocato al nostro meglio e il potenziale di questo gruppo si è visto. Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, la strada è quella giusta e possiamo crescere ancora tanto. Chiaramente non possiamo pensare di ritrovarci a giugno e dover ricominciare da capo, questa prestazione di oggi deve essere un punto di partenza.”

“Quello che cerchiamo di fare è creare un gruppo sempre più ampio per creare competizione interna e alzare il livello. Ci sono tutte le premesse perché questa nazionale possa solo migliorare nel tempo. Bisogna avere pazienza, credere in quello che si fa e non abbattersi troppo se arrivano delle sconfitte.”

Uno dei migliori Azzurri dell’intero Sei Nazioni è stato Matteo Minozzi, 4 mete in 8 presenze con la maglia dell’Italia, tutte marcate in questo Sei Nazioni. La sua lettura della partita: “Penso che abbiamo dominato soprattutto in avvio di entrambi i tempi. Sono partite che ti sfuggono a causa di alcuni falli, e il loro drive ci è stato superiore. Abbiamo concesso qualche calcio, che ha consentito loro di avvinarsi alla meta e impostare il drive. Brava la Scozia a tornare ai loro punti di forza nel momento di difficoltà e a punire i nostri errori.”

Poi una riflessione personale: “Per me il Sei Nazioni è stato qualcosa di nuovo, non sapevo a cosa sarei andato incontro. Ho cercato di vivermi tutto quanto al meglio,  e di uscirne con un bel ricordo, quindi penso di essere contento perché penso di essere riuscito sempre ad andare in campo ed essere me stesso.”

Tanto di quello che ho ottenuto è grazie a Mike (Bradley, ndr) e alle Zebre. Per me a settembre c’è stato il primo impatto con il rugby di alto livello, quello vero, e trovare un coach che mi lasciasse libero di esprimermi è stato fondamentale. Sono potuto arrivare qui con delle consapevolezze costruite grazie a Mike alle Zebre. Anche con Conor in Nazionale, anche se in maniera meno sbarazzina, quando è possibile attaccare, attacchiamo. Quindi sono riuscito a portare quello che faccio alle Zebre anche in nazionale.”

Chiude Marcello Violi: “E’ difficile parlare della partita e di come la abbiamo persa. Ci manca forse un po’ di esperienza nella gestione degli ultimi palloni, ma così a caldo non saprei dire. La Scozia è comunque una squadra forte, ha battuto l’Inghilterra solo qualche settimana fa. Forse in effetti hanno avuto qualcosa di più fisicamente nel finale, ma finché sono stato in campo la mia impressione era che stessimo bene. Ci sono stati anche alcuni episodi che ci sono girati contro.”

“Se fossimo riusciti a gestire meglio le partite con Francia e Galles, giocando come oggi che ci siamo attenuti al piano di gioco, forse ci saremmo potuti trovare a giocare punto a punto anche quelle partite.”

So che qualcuno è stanco di sentirlo, ma tutti noi crediamo che questa sia la strada giusta. Treviso sta facendo un grande campionato e anche noi alle Zebre stiamo facendo meglio dell’anno scorso. Ci sono dei giovani come Minozzi, Polledri ma anche Licata e Giammarioli, che mostrano come ci sia un futuro positivo.”

Matteo Mangiarotti

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