Le Black Ferns diventano giocatrici professioniste

La Federazione e l’associazione dei giocatori neozelandese hanno annunciato uno storico accordo

black ferns

ph. World Rugby

La Federazione neozelandese (NZRU) e l’associazione dei giocatori locale (NZRPA) hanno annunciato di aver raggiunto un accordo formale su un programma professionistico per le Black Ferns. La nazionale femminile finora è sempre rimasta nel mondo dilettantistico, ma da ora grazie al Memorandum of Understanding (MOU) almeno 30 ragazze verranno contrattualizzate dalla Federazione, che garantirà loro diversi benefici.

Per allineare anche le giocatrici agli altri professionisti, le Black Ferns riceveranno assicurazioni mediche e sulla vita; inoltre, le vincitrici dell’ultima Coppa del Mondo nel 2017 avranno anche un ruolo di ambasciatrici per la “Rugby World Cup Legacy”, per le quali è previsto un compenso per i loro impegni promozionali e altre attività collegate atte ad aiutare la crescita del gioco.

Rugby e maternità

Il progetto sarà finanziato dal “Player Payment Pool” stipulato da NZRU e associazione dei giocatori, all’interno del già esistente contratto collettivo. Il MOU prevede inoltre alcune agevolazioni per le ragazze che dovranno lasciare il nuovo programma a causa di maternità; l’interessata potrà portare con sé una persona per prendersi cura dell’infante durante i raduni della squadra, e nella fattispecie il Player Payment Pool metterà a disposizione 15.000 dollari all’anno per ogni giocatrice che ne avrà necessità.

Il contratto metterà a disposizione delle giocatrici in maternità anche la possibilità di essere ricollocate temporaneamente in un altro ambito rugbistico, fino al termine del periodo di maternità.

L’impegno delle giocatrici

L’accordo specifica che, oltre alle ragazze sotto contratto, i raduni delle Black Ferns saranno aperti anche ad altre venti giocatrici. Chi sarà effettivamente convocata in nazionale potrà contare poi su un accordo temporaneo.

La Federazione ha previsto tra le 10 e le 14 ore di allenamento a settimana per le future professioniste, mentre in totale saranno 50 i giorni dedicati in un anno ad allenamenti e partite, con i dettagli sul programma del 2018 in procinto di essere annunciati.

“La partecipazione delle donne nello sport sta crescendo a livello globale – ha dichiarato Steve Tew, CEO della Federazione – E il rugby femminile è lo sport che sta crescendo più rapidamente nei numeri in Nuova Zelanda”.

 

Soddisfatto anche il CEO della NZRPA, Rob Nichol: “È una pietra miliare per il gioco femminile a 15. È un modello sostenibile sul lungo termine, che offre supporto alle giocatrici dentro fuori dal campo. È un riconoscimento per quelle giocatrici che negli anni hanno costruito delle basi solide, fondate su una grande cultura e straordinari successi internazionali, che ha reso possibile la fruizione di questo programma professionistico”.

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