Premiership, la parola a Cipriani: “Un club francese mi ha contattato”

Il numero dieci parla di sè della nazionale inglese e del futuro ai Wasps, dopo l’arrivo di Sopoaga

ph. Reuters

Danny Cipriani è stato il convitato di pietra nella notizia della settimana: l’arrivo di Lima Sopoaga ai Wasps, ufficializzato per la prossima stagione. Il trasferimento vedrebbe l’attuale numero 10 della Ricoh Arena costretto a cedere la posizione, e in molti hanno subito pensato al trasferimento.

“E’ una decisione (rimanere ai Wasps o andare altrove, ndr) che  richiede tempo e dalla quale non sono neanche lontanamente preoccupato né ho intenzione di affrettarla. Questa non sarà la mia ultima grande decisione nel mondo del rugby ma ci siamo vicini – ha detto Cipriani in una lunga intervista apparsa quest’oggi sul Guardian – Questa decisione darà forma ai prossimo cinque anni quindi è molto entusiasmante. Ci sono un paio di opzioni in Premiership, la possibilità di rimanere ai Wasps e anche una grande opportunità di andare in Francia. Un club francese ha parlato con il mio agente ma non è stato deciso ancora niente. Voglio solo giocare bene per i Wasps adesso.”

Un proposito che Cipriani deve far seguire con i fatti in vista dell’ultimo, decisivo turno di Champions Cup. La qualificazione delle vespe è in bilico e serve una grande vittoria dopo il mezzo pasticcio combinato sabato scorso contro gli Harlequins: “E’ stata una grande delusione. Avevamo vinto la partita tre volte.”

Nonostante il disappunto per la partita di questo fine settimana, Cipriani sta vivendo un’ottima stagione, fra le migliori della sua carriera. Una carriera che ha attraversato alti e bassi, e che raggiunge questo mese il decimo anniversario della sua prima convocazione in nazionale, ad opera di Brian Ashton, per il Sei Nazioni del 2008.

La sua carriera internazionale sembrava lanciata verso un futuro luminoso, quale erede designato di Jonny Wilkinson, nonostante quella piccola vicenda legata al suo esordio. Annunciato in formazione per la partita contro la Scozia, Cipriani venne poi messo fuori squadra perché fotografato a tarda notte all’uscita di un night club. Avrebbe esordito poi nell’ultima partita del torneo contro l’Irlanda, vincendo il Man of the Match, e facendo gridare agli addetti ai lavori all’inizio di una nuova era.

“Non sono riuscito a dormire la notte prima di giocare con l’Irlanda – ha raccontato Cipriani al Guardian – Visualizzavo nella mia testa la partita senza sapere che cosa stavo facendo. Mi ricordo che Brian Ashton mi fece gestire l’allenamento. Se mi sembrava che ci fossimo allenati troppo dicevo: ‘stop, abbiamo finito’. Quando sentivo che le mie terze linee o i primi cinque uomini si stavano stancando, pensavo ‘voglio che tutti siano al massimo nel fine settimana’. Avevo il controllo su quell’ambiente. Dopo non sono stato bravo ad adattarmi ad altri allenatori.”

Nessun altro coach gli ha dato la fiducia che Ashton gli diede quand’era appena ventunenne. Sempre ai margini della selezione inglese, forte, fortissimo ma senza mai dare abbastanza garanzie ai diversi selezionatori che lo hanno sempre visto attraverso la lente del bad boy, una presenza potenzialmente destabilizzante per la squadra. Danny Cipriani ha giocato la sua ultima partita in maglia bianca prima della coppa del mondo 2015, contro la Francia, entrando dalla panchina.

Da allora si è parlato molto del suo ritorno sotto l’egida di Eddie Jones, ma l’head coach sembra ormai aver preso un’altra strada, con George Ford e Owen Farrell come prime scelte e Marcus Smith designato per il futuro. Cipriani dice la sua anche su questo, senza risparmiarsi in onestà, ma con grande tranquillità: “Eddie non ha avuto la possibilità di conoscermi bene ma ci siamo scambiati solo qualche telefonata e ci siamo incontrati una volta. Gli ho parlato di film. Mi ha detto che lui non mi vede come co-protagonista. Mi vede maggiormente come attore principale, ma lui adesso ha già il suo protagonista. Gli ho parlato di Heath Ledger, che ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista nel 2009. Non è stata una grande scelta visto che era scomparso da poco, ma nel ruolo di Joker ne Il Cavaliere Oscuro è stato grandioso. Pensavo ai grandi attori di supporto come un modo per provare a comunicare con Eddie.”

Evidentemente, l’esercizio retorico di Cipriani non ha aiutato abbastanza la sua causa e con ogni probabilità, a dieci anni dal suo esordio sarà costretto di nuovo a sedersi sul divano per vedere il Sei Nazioni. La sua carriera, però, non si ferma qui: “Ho avuto abbastanza momenti difficili, ma una cosa di me che nessuno può mettere in discussione è la mia resilienza.”

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