Australia: ecco il “Contratto della parità” fra uomini e donne del rugby

Atleti delle nazionali Seven e i tesserati del Super Rugby tutti sulla stessa base salariale, senza dimenticare le tutele

ph. Phil Noble/Action Images

Dopo la storica elezione di dicembre, l’effetto Raelene Castle non si è fatto attendere in Australia: l’amministratrice delegata della Federazione Australiana ha infatti siglato un nuovo accordo collettivo che garantirà ai giocatori maschili e femminili di rugby 7s e a quelli del Super Rugby la stessa paga base. Con una cifra individuata in 44.500 dollari australiani (circa 29.000 euro), il contratto avrà validità almeno sino al 2020.

Un primo significativo passo fatto da parte del rugby australiano, anche se è chiaro che poi i salari degli uomini andranno inevitabilmente a diversificarsi da quelli delle colleghe. Da non sottovalutare però, a favore del bacino femminile – compreso quello del Rugby a XV con le Wallaroos –  vi sono ovviamente una stabilità economica garantita, visto che le giocatrici di tutte le massime rappresentative nazionali riceveranno delle entrate finanziarie per giocare, che dovrebbe portare ad un netto miglioramento degli standard di allenamento e gioco e soprattutto a una tutela legata alla maternità: “In questo sport, al femminile, c’è una fisicità totalmente diversa – afferma Shannon Parry, una delle due capitane della nazionale femminile 7s australiana – e sapere che nessuno ci impedirà in futuro di avere figli e formare una famiglia mi sembra una notizia vitale”.

Per quanto riguarda il Super Rugby invece le franchigie potranno allargare il loro roster da 35 atleti, limite precedente all’accordo, sino ad un massimo di 40 considerando che i Western Force ovviamente non faranno più parte del torneo e ovviamente le possibilità di tesseramento caleranno da 175 (35×5) a 160 (40×4).
Tuttavia le franchigie potranno aumentare il loro tetto salariale da 5 a 5,5 milioni di dollari australiani, con i giocatori che potrebbero beneficiare di un aumento del 10% dello stipendio, di ferie extra annuali e di poter presenziare senza alcun problema nel torneo domestico a 15 della NRC.

Dalla Federazione, infine, hanno fatto trapelare che l’ultimo anno vissuto nel Super Rugby è passato in maniera difficoltosa e che l’obiettivo nei prossimi anni sarà quello di ricostituire squadre in grado di giocare alla pari con quelle neozelandesi e poi di puntare al titolo.

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