Il Sei Nazioni e quell’invito a Georgia e Romania Under 20

Un tweet della Federazione georgiana e una lettera di invito. Cosa bolle in pentola?

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ph. Matteo Ciambelli

Un tweet della Federazione georgiana del tardo pomeriggio di martedì annunciava che “Georgia e Romania Under 20 parteciperanno a partire da maggio 2018 ad un torneo composto dalle squadre del Sei Nazioni e dalle due formazioni Rugby Europe”. Alla richiesta di chiarimenti, un secondo tweet: “più avanti i dettagli”. Il Sei Nazioni Under 20 apre le porte a Georgia e Romania? Le due squadre dell’est parteciperanno ad un torneo che comprenderà anche le sei squadre pari età del gruppo Sei Nazioni? Il Sei Nazioni Under 20 continuerà ad esistere?

 

In serata è circolata un’immagine della lettera a firma Pat Whelan (Presidente del Sei Nazioni) inviata a Gocha Svanidze, Presidente della Federazione georgiana.

E’ con grande piacere che invito Georgia e Romania ad unirsi ad un nuovo torneo Sei Nazioni per le squadre Under 19 e 20. Sarà un evento annuale a cui prenderanno parte tutte le squadre del Sei Nazioni e in cui il Sei Nazioni contribuirà alla crescita delle squadre Rugby Europe in modo strutturato. Si giocherà ogni anno a maggio prima del Mondiale Under 20“.

Segue invito all’incontro con il CEO John Feehan per discutere. Verosimilmente affrettato il tweet della Federazione georgiana, difficile da intuire – lettera alla mano – di cosa si tratti.

 

Leggendola interamente infatti, non vi sono accenni ad una cancellazione del Sei Nazioni Under 20. E nemmeno è pensabile che la Romania Under 20 possa competere con le altre sette squadre coinvolte, trovandosi ad un livello decisamente inferiore (non disputa nemmeno il Trophy). Verosimilmente, il Sei Nazioni potrebbe proporre alle due squadre alcuni incontri di preparazione al Mondiale Under 20 – che per inciso la Romania non ha mai disputato – contribuendo così “alla crescita delle squadre Rugby Europe in modo strutturato”.

In un’era in cui i tornei si aprono e World Rugby fa di tutto per aumentare la competitività delle squadre Tier 2, solo il Sei Nazioni – con tutte le sue ragioni – resta escluso da dinamiche di allargamento e globalizzazione ovale. Questa proposta, se accettata e organizzata, permetterebbe al Board di “fare la sua parte” nel processo di inclusione.

 

Contattata da OnRugby per maggiori informazioni (e per sapere se questo nuovo scenario affianca il Sei Nazioni Under 20 oppure lo sostituisce), Rugby Europe ha fatto sapere che ulteriori dettagli verranno resi noti nelle prossime settimane. Si parlerebbe comunque (condizionale d’obbligo) di attività congiunta non ufficiale (amichevoli e allenamenti).

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