Pro12: Benetton Treviso, Umberto Casellato tira le prime somme

La squadra veneta si ferma per qualche settimana per l’inizio della RWC. E l’head coach biancoverde parla con OnRugby

ph. Sebastiano Pessina

ph. Sebastiano Pessina

Seconda stagione alla guida del Treviso. Quali cambiamenti e miglioramenti hai apportato in preparazione pre-stagionale?
Abbiamo impostato tutta la preparazione per avere una squadra molto “fit” in gergo comune, che corre molto; queste prime partite ci confermano che il lavoro svolto è giusto, in ogni partita siamo in crescendo nel secondo tempo, quindi il nostro primo obiettivo per il momento è stato centrato.

 

Dopo due partite di pre-stagione e due di campionato, come li stai vedendo i nuovi acquisti e i permit players?
Tutti stanno dando il loro apporto. Siamo molto contenti di tutti, il pubblico vede le partite, noi vediamo ogni giorno i giocatori e a volte l’apporto durante la settimana è altrettanto importante di quello della partita. Tutti si sono inseriti nel sistema e tutti hanno contribuito ad una qualità media del lavoro in settimana eccellente che permette poi ai “titolari” di poter performare.

 

Potresti fare un’analisi generale delle prime due partite?
Due partite diverse. La prima, un primo approccio molto determinato e senza molta pressione, poi un calo in cui abbiamo subito, ma siamo riusciti a fine partita a riprenderci e portare a casa il minimo, ma in un campo simile non è male. La seconda, un inizio in cui tutti eravamo molto contratti e dove sentivamo la pressione di vincere, con grande forza e determinazione siamo rientrati in partita da un -18 e questo è un grande segnale poi per circostanze sfavorevoli non siamo riusciti a prenderci il dovuto, ma il rugby è bello proprio per questo, a volte si vince a volte si perde. Per dire come sono fatto di carattere, soprattutto in casa, voglio sempre vincere e per Treviso deve essere così, questa volta non è andata, la prossima forse sì, nel nostro campionato dove non esistono retrocessioni, in casa devi puntare a vincere per default

 

Sabato scorso avete perso di 3 punti nella prima uscita casalinga. Avrete parlato con i giocatori delle prime due mete. Cosa è successo?
Adesso i giocatori hanno una settimana di ferie e ancora non abbiamo parlato con loro. Noi dello staff abbiamo analizzato i punti critici della partita, siamo abbastanza contenti, siamo ancora andati sopra l’88% dei placcaggi riusciti che è la media della lega della scorsa stagione, esattamente il 93%. Purtroppo in due situazioni abbiamo sbagliato e subito altrettante mete, ma sommariamente siamo contenti del sistema difensivo generale. Così come la mischia e in parte la touche, dobbiamo ancora lavorare l’attacco e affinare il nostro exit plan. Adesso abbiamo due settimane per farlo ed andare a Belfast contro Ulster più confidenti delle nostre forze.

 

La squadra ha risposto con grande carattere nel secondo tempo, cosa che non succede di solito alle selezioni italiane. È frutto di un lavoro sulla resistenza fisica e mentale?
Certo, come ti ho già detto il nostro primo obiettivo è avere una squadra più fit. Alcune settimane di pre-stagione sono state massacranti per i giocatori, ma tutti sapevano perché lo facevamo quindi tutto era più facile. Ora stiamo raccogliendo i frutti di questo lavoro fatto, a volte, anche oltre il limite.

 

Premesso che le partite durano 80 minuti e si vincono durante 80 minuti, non era forse il caso di accontentarsi del pareggio e dei due punti?
Ribadisco, per mia convinzione Treviso in casa non deve accontentarsi. L’unico risultato è tentare sempre di vincere così abbiamo cercato di fare sabato. Poi alcuni episodi non ci sono stati favorevoli, nello sport, ma anche nella vita ci sta. Ma se mai ci provi, le percentuali di riuscirci si riducono. Possiamo dire tutto e di più, avessi deciso per i pali avrebbero detto, ecco soliti italiani che si accontentano, siamo professionisti e accettiamo le critiche di tutti. Magari in maniera più sportiva e educata rispetto alla normale media italiana, visto che dicono che il rugby sia una scuola di vita!

 

Non è un segreto che aspettate McLean in apertura, ma è ovvio che la mediana sta soffrendo. Forse è arrivato il momento di provare l’ormai non più ventenne Ambrosini e svezzarlo come secondo dell’azzurro? O anche Ragusi che è cresciuto apertura? E quindi spostare Christie a centro.
Non aspettiamo nessuno. Luke ora non è del gruppo e non ci pensiamo. È un dovere per noi allenare chi è in questo momento a nostra disposizione e mettere in campo la miglior squadra possibile. In questo momento le opzioni che abbiamo al 10 sono Christie ed Ambrosini e forse Hayward. Con lo staff, non solo io, ci confrontiamo e tutti pensiamo che Sam (Christie, ndr) può garantirci determinate performance, e siamo contenti di lui, come siamo molto contenti di Ambrosini. Arriverà il momento anche per lui, si sta allenando bene e si farà trovare pronto quando lo utilizzeremo, dipenderà comunque dalle caratteristiche della squadra avversaria e dai compagni di squadra. Su Ragusi non lo consideriamo un 10, con lui ho parlato, sono stato molto chiaro e non ci sono stati problemi, adesso lui pensa da ala/estremo perché è il ruolo in cui può dare molto a questa squadra e lui è contento di questo

 

Il rugby è fiero di uscire fuori dagli schemi per il rispetto dato ad avversari ed arbitri. Non è un po’ azzardato depositare un “dossier” sull’operato dell’arbitro durante la mischia finale?
Non è stato depositato nessun dossier e penso che la società non intenda farlo. Sono cose comunque che non appartengono alle mie competenze, c’è un direttore generale che valuterà le dinamiche e prenderà delle decisioni in merito. Ho comunque detto in conferenza stampa che la partita è stata persa in alcuni frangenti del primo tempo, l’arbitro fa parte del gioco, fa i suoi errori come li fanno i giocatori e gli allenatori. Se così non fosse, ogni partita finirebbe 0-0. Sai che noia!

 

A parte piazzarsi meglio in classifica finale, quali sono i tuoi obiettivi per questa squadra che ti daranno la misura di una stagione di successo?
Penso che i numeri in genere sbaglino poco. Ti dico con estrema semplicità che la differenza sarà punti fatti e subiti e la disciplina generale quindi penalità e cartellini gialli. Poi come logica vittorie generali.

 

di Melita Martorana

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