Le Zebre, il Benetton Treviso e la Champions Cup: cosa può succedere

Solo una squadra italiana andrà nella nuova competizione. Treviso sopra di 4 punti, ma in caso di parità che succede?

ph. Sebastiano Pessina

D’accordo che la European Rugby Champions Cup, la nuova competizione continentale che dalla prossima stagione va a sostituire l’Heineken Cup, non sarà esattamente alla portata di una squadra italiana, qualunque essa sia, per un po’ di anni. D’accordo che gli stessi protagonisti in qualche modo si schermiscono e tendono a un po’ a minimizzare l’importanza della partecipazione al torneo. Insomma, metteteci tutti i “ma però” che volete, però noi siamo pronti a scommettere che Zebre e Benetton Treviso (intese nel loro complesso: staff tecnico, dirigenze, giocatori) a quella coppa vogliono prendere parte. Per esperienza, prestigio, voglia di misurarsi comunque con chi è più forte e abituato a volare a certe altezze. Solo che alla Champions Cup potrà prendere parte solo una squadra italiana, la meglio piazzata alla fine della stagione regolare di Pro12, mentre la seconda giocherà la Challenge Cup, sicuramente più abbordabile della prima ma anche di livello più basso.

 

Oggi Treviso ha 4 punti più della franchigia federale, a due giornate dal termine sono un vantaggio importante: 29 punti e undicesimo posto per i biancoverdi, 25 e ultima piazza per la squadra allenata da Andrea Cavinato.
Il calendario delle ultime due partite sorride più ai veneti, anche se non di molto: il prossimo turno (gare delle italiane tra il primo e il 2 di maggio) vede le due formazioni impegnate in casa contro squadre che necessitano di punti per poter continuare a sperare nei play-off, ovvero Ospreys e Glasgow Warriors. I gallesi devono assolutamente vincere a Parma per quantomeno non veder crescere il gap che li separa proprio dalla squadra di Glasgow (4 punti oggi, ma questo sabato i Warriors devono recuperare la gara con Edimburgo), e per loro una sconfitta potrebbe essere fatale. Lo sarebbe in realtà per tutto il rugby gallese che rischia di non avere nemmeno una squadra ai play-off, ma questa è un’altra storia.
I Warriors scenderanno in campo venerdì a Treviso conoscendo già il risultato della squadra di Swansea. In teoria se gli Ospreys dovessero perdere con le Zebre gli scozzesi potrebbero pure permettersi il lusso di un ko in quel di Monigo, ma vorranno chiudere lì la vicenda e per il XV allenato da Marius Goosen sarà una partita difficilissima.

 

L’ultimo turno (il 10 maggio, tutte le partite in contemporanea alle 19 e 30) vedrà le italiane in trasferta, ma – a oggi e sulla carta – l’impegno delle Zebre è più complicato perché andranno proprio a Glasgow mentre Treviso andrà a Newport contro una squadra che non ha davvero più nulla da chiedere alla classifica e comunque meno competitiva dei Warriors. Il calendario quindi pende a favore del Benetton ma l’ipotesi che alla fine del torneo le due squadre italiane si possano trovare appaiate non è né impossibile né improbabile. E quindi, in quel caso che criteri si usano per stabilire chi sta davanti? Tutti tranne gli scontri diretti, praticamente, eccoli in ordine discendente:

 

• il numero di partite vinte
• la differenza tra i punti segnati e i punti concessi
• il numero di mete segnate
• il maggior numero di punti segnati
• la differenza tra le mete segnate e le mete concesse
• il minor numero di cartellini rossi ricevuti
• il minor numero di cartellini gialli ricevuti

 

Treviso ha vinto al momento una gara in più (5 contro 4), ha segnato più punti (533 contro 478) e ha una disciplina migliore ma solo per i cartellini gialli: 10 ammonizioni contro 13 delle Zebre ma i veneti hanno anche un espulso.
I bianconeri da parte loro possono contare su una migliore differenza punti (-161 a fronte del -192 biancoverde), hanno segnato più mete (32 a 28) e possono contare su una migliore differenza tra mete marcate e subite.

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