Firenze, due pezzi da novanta rientrati in biancorosso

Il ritorno della terza Filippo Santi e del pilone Mattia Cagna

Due rientri pesanti per la mischia gigliata, Filippo Santi e Mattia Cagna – entrambi dopo una stagione lontani dal Padovani – hanno deciso per il rientro a Firenze. Sicuramente due pedine importanti nella gestione della squadra per Sordini e Segundo.
Filippo Santi, classe ’88, 185 cm per 95 kg, n°8 e flanker fiorentino rientrato in Aeroporto Firenze Rugby dopo una stagione a Viadana in Eccellenza
Dopo un anno in Eccellenza rientri a Firenze con quali prospettive?
La priorità è sicuramente quella di recuperare dall’infortunio che ho subito, e poi spero giocare al meglio. Mi dispiace non essere al 100% per l’inizio del campionato e comunque spero di poter riprendere da dove ho lasciato due anni fa.
Parlaci della tua esperienza in eccellenza
Si ho imparato molte cose e ho visto un rugby diverso, al quale non ero abituato. Purtroppo ho giocato meno di quanto avrei voluto e di quanto avevo sperato, era il primo anno in Eccellenza… poi tanti discorsi… Adesso il mio obiettivo è di portare qui le cose che ho imparato e devo dire che questo ambiente mi è mancato.
La motivazione del tuo ritorno in biancorosso?
È la stessa per la quale sono andato via. Motivi di studio. L’anno scorso per me era più funzionale allontanarmi da Firenze perché avevo troppi impegni a cui non riuscivo a rinunciare. Mi sono preso un anno di pausa, ho dato gli esami che dovevo dare e a quel punto non aveva più senso rimanere a Viadana a fare un tipo di vita che non è il mio. Ho molti più interessi del giocare soltanto a rugby.
Come hai trovato la squadra?
Sicuramente cambiata. È cambiato l’allenatore e il tipo di organico. Quando sono andato via in rosa c’erano almeno sei professionisti. Adesso escludendo Rios e Ippolito, che ormai sono tanti anni qui con noi e che consideriamo di famiglia, Ghini e Mené che sono qui a Firenze per impegni di lavoro, gli altri sono tutti fiorentini nati rugbisticamente nel nostro vivaio. È cambiata proprio l’impostazione della rosa della squadra. Il fatto che siamo molto giovani è positivo, il senso di questo giochino è di far crescere la gente. Se abbiamo giocatori validi al nostro interno è inutile farli morire in panchina con il rischio di perderli. Anche il gioco è molto buono, divertente e moderno. Questo è positivo. In un anno hanno fatto molti progressi. Ho visto anche molte partite la scorsa stagione ed era bello vederli giocare. Poi i risultati a volte sono arrivati a volte no ma le ultime partite hanno giocato veramente bene, per esempio contro Verona. Sono state partite belle con un gioco diverso, più aperto.
Hai lasciato Aeroporto Firenze Rugby da metamen della stagione. Facendo i dovuti scongiuri… quest’anno?
Quella è stata una bella soddisfazione, ma io non gioco per fare meta, io gioco per la squadra. Il fatto che due anni fa sia riuscito a finalizzare tanto è legato anche al mio ruolo, il numero 8. una posizione in cui si riesce a toccare tanti palloni e questo conta molto. Quest’anno come sempre spero di contribuire ad aiutare la squadra se poi verranno le mete meglio, se poi le farà qualcun altro va bene uguale.

Mattia Cagna, classe ’82, 190 cm per 125 kg, pilone nato a Casalmaggiore (Cr) di formazione rugbistica viadanese e approdato a Firenze nel 2010 dove ha giocato fino alla stagione 2011/2012. Rientra in Aeroporto Firenze Rugby con il ruolo di responsabile tecnico delle prime linee dopo una stagione dedicata alla formazione professionale.

Mattia anche per te un rientro a Firenze dopo un anno lontano e anche con una responsabilità tecnica in più.
Non so se riuscirò a giocare dati i miei impegni di lavoro ma mi è stato chiesto di mettere la mia esperienza a disposizione dei ragazzi per cercare di sistemare qualcosa nelle situazioni di mischia e touche.
Un contributo importante in un anno di cambiamento delle regole in mischia.
Sicuramente un cambiamento radicale per la mischia quest’anno. Il nuovo regolamento ha cambiato tutto in prima linea. Tecnicamente prima era tutto basato sull’ingaggio, sullo scaricare il peso, sulla velocità eccetera. Adesso con l’obbligo di stare molto più vicini durante l’ingaggio dobbiamo essere sempre comunque veloci ma lavorare molto meglio sulla spinta e sulla pressione dopo l’ingaggio. Adesso praticamente l’ingaggio non c’è più, sei già a cinque centimetri orecchio contro orecchio e la pressione va creata successivamente.
Dopo un anno lontano quali cambiamenti che hanno più colpito nella squadra?
Rispetto a due anni fa c’erano ancora molti giocatori che venivano da fuori e c’era un altro allenatore. L’ambiente è molto diverso ed è cambiato il tipo di gioco, si è modernizzato un po’. Parlando della nuova era Sordini-Secondo rispetto alle prime partite dell’anno scorso adesso il gioco è molto più spumeggiante, molto più veloce. Tutti sono coinvolti anche un pilone gioca come un trequarti. Un’evoluzione molto positiva, è un gioco molto divertente anche da guardare.
Le tue chances di dare un contributo in campo quali sono?
Se la squadra avrà bisogno cercherò di farmi trovare pronto. Sempre considerando i miei impegni lavorativi che sono ancora in via di definizione. Per adesso non so ancora se riuscirò ad allenarmi o meno e quindi giocare. In ogni caso, se ci fosse veramente bisogno, io ci sono.
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