L’Hockey su prato decide lo “ius soli”, il rugby quasi

La FIH "apre" i suoi tesseramenti a chiunque sia nato sul suolo italiano. La FIR non è molto lontana...

La notizia l’abbiamo letta su La Gazzetta dello Sport di oggi: la FIH, la federazione di hockey su prato, ha deciso che ogni persona nata sul suolo italiano che deciderà di affiliarsi e tesserarsi verrà considerata italiana a tutti gli effetti, anche se le leggi dello Stato ancora non la riconoscono come tale. Un vero e proprio “ius soli” applicato a quella disciplina sportiva.
Perché ne parliamo qui? Perché nel comunicato FIR seguito all’ultimo Consiglio Federale dello scorso metà settembre c’è una cosa molto simile, e va dato atto a Solorugby di essere stato l’unico a rilevarlo ai tempi: si legge infatti nella nota ufficiale della federazione che “Il Consiglio ha deliberato di equiparare ai giocatori di cittadinanza italiana quei giocatori nati in Italia o nati all’estero che, pur non essendo ancora cittadini italiani, abbiano iniziato nel nostro Paese l’attività rugbistica”.
Un passo indietro rispetto al l’hokey su prato ma poi non di molto.

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