Bilancio d’Eccellenza di fine anno: promossi, bocciati e rimandati

Alla fine della stagione regolare i verdetti sono ancora tutti da scrivere, ma il torneo ha già “parlato”

ph. Alfio Guarise

La stagione regolare è finita: Viadana, Prato, Calvisano e Mogliano sono alle semifinali mentre in coda ci saranno 80 minuti aggiuntivi per lo spareggio-salvezza tra L’Aquila e i Crociati. Arrivare primi o quarti, rimanere o meno nella massima categoria cambia ovviamente la stagione di una squadra ma tracciare dei bilanci è possibile. Vediamo, squadra per squadra, come è andata l’Eccellenza 2012/2013.

 

Viadana: la squadra lombarda era attesa al varco dopo il ripescaggio post-celtico e non ha certo deluso le attese. Ha vinto con merito la regular season, sembra in assoluto la più solida e quadrata. Molto forte fisicamente, manca forse di un pizzico di imprevedibilità ma è assolutamente la squadra da battere. Ogni tanto la luce si spegne improvvisamente ma Rowland Phillips ha saputo comunque dargli una grande continuità.

 

Calvisano: partita con i favori dei pronostici aveva il non facile compito di bissare la stagione scorsa conclusasi con la vittoria dello scudetto. Finora ha rispettato sostanzialmente la tabella di marcia ma rispetto a un anno fa ha registrato qualche passaggio a vuoto di più. Forse meno “affamata”. Forse.

 

Cavalieri Prato: stagione difficile per i toscani. Battuti in finale un anno fa, sono stati la squadra che più ha pagato in termini di giocatori partiti la nascita delle Zebre. Partenze importanti a cui va poi aggiunta la delicata situazione societaria (si potrà iscrivere ancora in Eccellenza?). Non facile giocare in una situazione del genere ma i Cavalieri hanno conquistato meritatamente le semifinali e nel complesso e pur con tutti i limiti del caso sono la squadra italiana che si è meglio comportata in Challenge Cup. Tra le semifinaliste sembra quella un po’ più affaticata fisicamente.

 

Mogliano: torneo dalle due facce per i ragazzi di Casellato. Nella prima, complice una lunghissima serie di infortuni, i veneti sono stati la brutta copia della bella squadra che un anno fa sorprese tutti conquistando una meritatissima semifinale. Nella seconda parte della stagione si è rivisto lo spirito della scorsa stagione e una lunga serie di risultati positivi ha portato nuovamente i biancoblu a scavalcare e a lasciarsi alle spalle Rovigo e Petrarca. Forse la squadra con il gioco più bello

 

Petrarca Padova: la sorpresa della stagione, ma fa la torta senza ciliegina. Squadra rivoluzionata in estate e messa in mano a un giovanissimo coach alla sua prima esperienza di guida ma con una bella esperienza celtica alle spalle (Andrea Moretti, tecnico di cui sentirmo parlare molto a lungo) e con un gruppo di giocatori dalla carta d’identità davvero giovane. Per oltre metà stagione viaggia con pieno merito al quarto posto, un gradino sotto le tre “grandi” – Calvisano, Viadana, Prato – ma sopra a protagoniste più attese come Rovigo e Mogliano. Paga in fisico e in esperienza nella fase più importante del torneo. Rimane fuori dai play-off ma applausi.

 

Rovigo: la delusione della stagione. Parte per spaccare il mondo, riprendersi un posto importante e rimane fuori dalle semifinali. Non ha mai dato l’impressione di poter competere davvero con le squadre che le sono arrivate davanti. Squadra umorale e dai troppi alti e bassi, anche se va detto che con Mogliano è stata la squadra più colpita dagli infortuni.

 

Lazio: stagione di assestamento, ci si aspettava qualcosa in più ma conferma di essere il progetto di crescita più solido e dalla visione a medio-lungo termine che c’è in Italia. Perde qualche partita di troppo per dei dettagli, ha margini di crescita enormi.

 

Fiamme Oro: fa bene quello che ci si aspettava a inizio anno, punti e posizione in classifica rispettano in pieno le attese. E per una neopromossa, per quanto atipica quanto questa società, non è affatto poco o scontato. Può crescere moltissimo.

 

San Donà: se ne parla poco, pochissimo, ma la neopromossa veneta si è comportata davvero bene conquistando anzitempo una salvezza per nulla scontata. Un bel laboratorio che coniuga risultati e buon gioco, da seguire con grande attenzione.

 

Rugby Reggio: sulla carta era la squadra meno attrezzata del lotto, si rivela di ben altra pasta. L’Aquila  Crociati, che sono arrivate dietro ai rossoneri emiliani, non hanno mai dato l’impressione di essere alla stessa altezza. Applausi veri, la sua salvezza è un mezzo scudetto

 

L’Aquila e Crociati: due squadre in difficoltà a più livelli e in questo – purtroppo – simili, una situazione “figlia” di problemi che arrivano da lontano e dal panorama meno ottimistico di quanto spesso viene dipinto. Gli abruzzesi si sono comportati nel complesso forse un po’ meglio, i Crociati devono ringraziare il loro orgoglio e un finale di stagione su cui davvero in pochi avrebbero scommesso.

 

E voi cosa ne pensate? Quale squadra vi è piaciuta di più? Quale vi ha deluso? Chi la sorpresa?

 

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