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	<title>Test Match</title>
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	<description>365 rugby 360</description>
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		<title>Scozia, Van der Merwe verso il confronto con Townsend: &#8220;Non sono più la prima scelta&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/12/scozia-van-der-merwe-verso-il-confronto-con-townsend-non-sono-piu-la-prima-scelta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Bardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 09:04:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'ala di origine sudafricana è reduce da un anno molto difficile e si appresta a discutere delle sue prospettive di ritorno in nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/12/scozia-van-der-merwe-verso-il-confronto-con-townsend-non-sono-piu-la-prima-scelta/">Scozia, Van der Merwe verso il confronto con Townsend: &#8220;Non sono più la prima scelta&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Scozia è vicina a ritrovare Duhan van der Merwe, ma non è detto che il giocatore torni subito ad essere il finalizzatore di livello mondiale che tutti conoscono. Dopo una stagione segnata dagli infortuni, l’ala di Edimburgo deve ancora chiarire con Gregor Townsend se l’estate sarà il momento giusto per rientrare davvero nel progetto della nazionale scozzese.</p>
<p>Il punto di partenza è fisico. Van der Merwe si era operato alla caviglia la scorsa primavera nel tentativo di recuperare in tempo per il tour dei British and Irish Lions, ma lui stesso ha raccontato a <em>RugbyPass</em> che il problema è peggiorato progressivamente, sempre di più. Da lì sono arrivati gli stop, l’assenza nei test di novembre contro Nuova Zelanda e Argentina e poi la ricaduta nel Sei Nazioni, dopo l’unica presenza contro il Galles.</p>
<p>La sua fotografia dell’ultimo anno è molto netta: «Se sono completamente me stesso? No. È stato un anno difficile. Non mi sono sentito me stesso». Per questo il suo obiettivo immediato è semplice e molto chiaro, tornare a fare la differenza con Edimburgo, prima di tutto: «Il club ha bisogno che io torni a essere il vecchio Duhan. I miei compagni hanno bisogno di me e il mio obiettivo principale è semplicemente tornare a godermi quello che faccio».</p>
<p>Leggi anche, <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/04/franco-smith-sempre-piu-lanciato-per-il-dopo-townsend-in-scozia-cresce-la-sua-candidatura/">Franco Smith sempre più lanciato per il dopo Townsend: in Scozia cresce la sua candidatura</a></p>
<h3>Scozia, Duhan Van der Merwe: &#8220;Non parlo con Townsend dal Sei Nazioni&#8221;</h3>
<p>Il rientro, intanto, è arrivato con due mete nella vittoria di Edimburgo sui Dragons, ma nemmeno questo è bastato a convincerlo del tutto. Van der Merwe ha ammesso di non essere stato pienamente soddisfatto della sua prova, pur dicendo di aver finalmente ritrovato una sensazione che gli mancava da tempo: «il corpo che finalmente mi permette di godermi quello che faccio dopo continue difficoltà e piccoli problemi fisici».</p>
<p>Sul fondo resta poi il nodo più delicato: il posto con la Scozia non è più garantito. In sua assenza Townsend ha dato fiducia a Kyle Steyn, Darcy Graham e Jamie Dobie, e lo stesso Van der Merwe lo riconosce senza troppi giri di parole: «Non sono più la prima scelta, non sono più il giocatore preferito in quel ruolo».</p>
<p>A breve, il coach e il giocatore, parleranno della migliore strategia per il futuro: «Non è stato facile, ovviamente, con tutte le cose che mi frullavano per la testa», ha aggiunto Van der Merwe. «Spero che ora sia tutto alle spalle e che io possa concentrarmi sulle prossime settimane e mesi. Incontrerò Gregor domani e vedremo come stanno le cose. Non gli parlo dal Sei Nazioni, quindi sarà bello rivederlo. Probabilmente non sono ancora nella condizione di decidere se prendermi una pausa estiva o meno. Mi piacerebbe potermi ritirare un giorno e dire di aver battuto il Sudafrica in Sudafrica. Ma la cosa più importante per me è vedere come andrà questa settimana. Poi, immagino, potremo discutere di dove siamo arrivati.»</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/12/scozia-van-der-merwe-verso-il-confronto-con-townsend-non-sono-piu-la-prima-scelta/">Scozia, Van der Merwe verso il confronto con Townsend: &#8220;Non sono più la prima scelta&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks: Graham Henry entra nello staff della nazionale di Dave Rennie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Bardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 06:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il leggendario allenatore del titolo iridato 2011 si mette a disposizione del nuovo corso tecnico con un ruolo particolare</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/12/all-blacks-graham-henry-entra-nello-staff-della-nazionale-di-dave-rennie/">All Blacks: Graham Henry entra nello staff della nazionale di Dave Rennie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Nuova Zelanda richiama in servizio una delle figure più importanti della propria storia recente. Sir Graham Henry entrerà infatti nello staff degli All Blacks come selezionatore, affiancando il nuovo ct Dave Rennie in vista della stagione internazionale 2026.</p>
<p>Per gli All Blacks si tratta di un ritorno molto significativo, non solo sul piano simbolico. Henry, 79 anni, è stato il commissario tecnico che ha riportato la Nuova Zelanda al titolo mondiale nel 2011, chiudendo il proprio ciclo con 88 vittorie in 103 test tra il 2004 e il 2011. Ora rientra in un ruolo diverso, ma con un compito che potrà incidere in modo concreto nella costruzione del gruppo.</p>
<p>Rennie ha spiegato di aver cercato Henry già prima ancora di ottenere l’incarico, colpito soprattutto dal lavoro fatto in passato sul piano della leadership e dalla sua capacità di lettura del gioco. Graham Henry è stato richiamato non per nostalgia, ma perché considerato ancora una risorsa attiva, capace di offrire uno sguardo esterno su giocatori e dinamiche della squadra.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/07/inghilterra-steve-borthwick-salvato-dallesonero-continuera-a-essere-lui-il-ct/">Inghilterra: Steve Borthwick “salvato dall’esonero”. Continuerà a essere lui il ct</a></strong></p>
<h3>Dave Rennie: &#8220;Graham Henry è un osservatore appassionato del gioco&#8221;</h3>
<p>Il nuovo CT ha raccontato anche un dettaglio che dice molto del personaggio: quando lo ha contattato, Henry aveva già una lista di circa 60 giocatori di cui voleva discutere. Un segnale della sua attenzione continua verso il rugby neozelandese e internazionale, e della volontà di entrare subito nel lavoro di selezione.</p>
<p>«È un osservatore appassionato del gioco, e questo per noi è importante &#8211; ha commentato Dave Rennie &#8211; Speriamo che, con il suo occhio, possa vedere qualcosa di leggermente diverso rispetto a noi e che questo possa aiutare chi è all’interno del gruppo».</p>
<p>Non è nemmeno la prima volta che Henry torna vicino al rugby di alto livello: aveva già collaborato con lo staff delle Black Ferns nel percorso che ha portato la Nuova Zelanda al titolo mondiale femminile nel 2022. Adesso il suo rientro nel sistema All Blacks accompagna l’inizio dell’era Rennie, che partirà ufficialmente con il primo test dell’anno, contro la Francia a Christchurch il 4 luglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/12/all-blacks-graham-henry-entra-nello-staff-della-nazionale-di-dave-rennie/">All Blacks: Graham Henry entra nello staff della nazionale di Dave Rennie</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Stuart McCloskey: &#8220;Penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi&#8221;</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/08/stuart-mccloskey-penso-semplicemente-che-i-sudafricani-odino-gli-irlandesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Bardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 13:53:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il centro irlandese spiega come i confronti recenti, il Mondiale 2023 e l’ingresso delle franchigie sudafricane in URC abbiano alzato la temperatura della sfida</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/08/stuart-mccloskey-penso-semplicemente-che-i-sudafricani-odino-gli-irlandesi/">Stuart McCloskey: &#8220;Penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non è una rivalità storica come quelle che hanno segnato per decenni il rugby internazionale, ma negli ultimi anni Irlanda-Sudafrica ha assunto sempre più il profilo di un duello intenso e sentioa. A dirlo è Stuart McCloskey, che parlando al podcast <em>For The Love of Rugby</em> ha spiegato come, secondo lui, tra le due nazionali ci sia oggi molto più attrito rispetto al passato.</p>
<p>Il centro irlandese, tra i giocatori più in vista del Sei Nazioni 2026, parte da una constazione: le due squadre sono state a lungo ai vertici del rugby mondiale nello stesso momento. Da una parte gli Springboks, campioni del mondo per due edizioni consecutive; dall’altra un’Irlanda che tra il 2017 e il 2024 aveva costruito una serie di risultati importanti proprio contro il Sudafrica, compresa la vittoria nel girone del Mondiale 2023 a Parigi. Secondo McCloskey, proprio quel contesto ha contribuito ad alimentare la tensione.</p>
<p>Leggi anche, <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/04/franco-smith-sempre-piu-lanciato-per-il-dopo-townsend-in-scozia-cresce-la-sua-candidatura/">Franco Smith sempre più lanciato per il dopo Townsend: in Scozia cresce la sua candidatura</a></p>
<h3>Le franchigie sudafricane in URC hanno alzato lo scontro</h3>
<p>Nel suo ragionamento influisce anche l’arrivo delle franchigie sudafricane nello United Rugby Championship, che ha moltiplicato gli incroci e reso molto più frequente il confronto diretto. “Adesso li vedi molto di più”, è il senso del discorso, e questo ha inevitabilmente aumentato la durezza della rivalità. McCloskey si spinge anche oltre, con una frase piuttosto netta: «Non so bene da dove venga fuori, penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi. Non so se noi li odiamo allo stesso modo, ma credo che in generale sia una rivalità abbastanza cordiale, con un buon clima anche tra i tifosi.&#8221;</p>
<p>Il giocatore dell’Irlanda collega questa crescita anche agli ultimi precedenti. Dopo il successo irlandese al Mondiale, il Sudafrica ha trovato la rivincita nel luglio 2024 a Loftus Versfeld, prima di subire un nuovo ko una settimana dopo. Poi è arrivato il 24-13 di Dublino nel novembre 2025, una vittoria che ha dato agli Springboks un altro segnale forte all&#8217;interno di un confronto sempre più acceso.</p>
<h3>Irlanda-Sudafrica: un duello che travalica i confini del campo</h3>
<p>McCloskey ha raccontato anche un paio di episodi più leggeri ma significativi. Il primo riguarda “Zombie”, la canzone dei Cranberries diventata un simbolo del tifo irlandese durante il Mondiale 2023 e poi ripresa anche dai sudafricani con riferimenti a Rassie Erasmus. Una cosa che, tra il serio e il faceto, in Irlanda non è stata presa benissimo. Il secondo episodio riguarda invece il tour in Sudafrica del 2024, quando allo stadio venivano diffusi rumori ironici ogni volta che un giocatore irlandese sbagliava qualcosa, un dettaglio fastidioso che McCloskey ha ammesso di aver trovato persino divertente.</p>
<p>In fin dei conti Irlanda-Sudafrica non è ancora un classico tra le rivalità storiche del rugby mondiale, ma si sta avvicinando sempre di più a diventarlo. E nello scenario attuale, dove i grandi scontri si costruiscono anche di memoria recente, la sfida tra queste due potenze è destinata a diventare uno dei &#8220;big games&#8221; più attesi della stagione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/08/stuart-mccloskey-penso-semplicemente-che-i-sudafricani-odino-gli-irlandesi/">Stuart McCloskey: &#8220;Penso semplicemente che i sudafricani odino gli irlandesi&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Inghilterra: Steve Borthwick &#8220;salvato dall&#8217;esonero&#8221;. Continuerà a essere lui il ct</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/07/inghilterra-steve-borthwick-salvato-dallesonero-continuera-a-essere-lui-il-ct/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 15:13:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La federazione ha confermato la fiducia (a tempo) al tecnico dopo una lunga revisione studiando anche il "Caso All Blacks"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/07/inghilterra-steve-borthwick-salvato-dallesonero-continuera-a-essere-lui-il-ct/">Inghilterra: Steve Borthwick &#8220;salvato dall&#8217;esonero&#8221;. Continuerà a essere lui il ct</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Steve Borthwick è stato vicino a non essere più l&#8217;allenatore dell&#8217;Inghilterra. Secondo quanto riferito dal Telegraph, la &#8220;bomba&#8221; è stata vicina ad esplodere martedì scorso, quando nella sede della Rugby Football Union è avvenuta la promessa revisione in seguito a un Sei Nazioni 2026 deludentissimo per la Rappresentativa della Rosa, chiuso al quinto posto con ben 4 sconfitte complessive su 5 incontri in programma.</p>
<p>Leggi anche, <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/04/franco-smith-sempre-piu-lanciato-per-il-dopo-townsend-in-scozia-cresce-la-sua-candidatura/">Franco Smith sempre più lanciato per il dopo Townsend: in Scozia cresce la sua candidatura</a></p>
<h3>Inghilterra: Steve Borthwick &#8220;salvato dall&#8217;esonero&#8221;. Continuerà a essere lui il ct</h3>
<p>La goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stata la sconfitta contro l&#8217;Italia, il 7 marzo, in occasione del quarto turno del torneo. Una review promessa e poi arrivata a cui hanno partecipato alcuni giocatori (quelli più esperti, i cosiddetti &#8220;senatori&#8221;), membri degli staff tecnico-atletico-sanitario e i dirigenti federali.</p>
<p>La conclusione è stata quella di voler scegliere &#8211; almeno per il momento &#8211; la linea della continuità: la RFU ha infatti confermato a Borthwick la fiducia sino alla Rugby World Cup 2027, con un giudizio che &#8211; in caso di ulteriori tracolli &#8211; potrebbe poi essere rivisto.</p>
<p><strong>Ma come si è arrivati a questo processo?</strong></p>
<p>Una parte fondamentale l&#8217;avrebbero ricoperta i senatori del gruppo inglese, una parte dello staff tecnico e in maniera molto pesante e convincente il preparatore atletico Phil Morrow, schieratosi con un&#8217;arringa &#8211; riportano voci &#8211; da avvocato difensore per Borthwick.</p>
<p>Ora la prima parte del Nations Championship 2026, la RFU ha fatto trapelare il fatto di essere fiduciosa circa il fatto che tutti gli staff lavorando in maniera compatta siano in grado di trovare delle soluzioni all&#8217;altezza. Richard Wigglesworth, oggi allenatore della difesa, è stato particolarmente indicato come &#8220;nel mirino della critica&#8221;: l&#8217;Inghilterra ha subito 151 punti nel Sei Nazioni, un numero che dovrà certamente abbassarsi a livello medio (circa 30 a partita) per consentire ai britannici di tornare competitivi.</p>
<p>In Inghilterra la situazione di Borthwick è stata paragonata a quella di Ian Foster e Scott Robertson con gli All Blacks in Nuova Zelanda: entrambi i tecnici vissero con i &#8220;Tuttineri&#8221; un periodo di grande difficoltà, ma se con Foster le cose poi si riuscirono ad aggiustare con Robertson il quadro precipito. Il fatto che i giocatori abbiano espresso vicinanza e appoggio al ct ha fatto propendere molto la federazione per questa scelta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/07/inghilterra-steve-borthwick-salvato-dallesonero-continuera-a-essere-lui-il-ct/">Inghilterra: Steve Borthwick &#8220;salvato dall&#8217;esonero&#8221;. Continuerà a essere lui il ct</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Leigh Halfpenny annuncia il ritiro: finisce la carriera di uno dei grandi del rugby gallese</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/06/leigh-halfpenny-annuncia-il-ritiro-finisce-la-carriera-di-uno-dei-grandi-del-rugby-gallese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Bardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 07:21:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A fine stagione esce di scena il terzo miglior marcatore di sempre della nazionale gallese, protagonista assoluto del rugby internazionale per un quindicennio </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/06/leigh-halfpenny-annuncia-il-ritiro-finisce-la-carriera-di-uno-dei-grandi-del-rugby-gallese/">Leigh Halfpenny annuncia il ritiro: finisce la carriera di uno dei grandi del rugby gallese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>l rugby gallese perde un altro dei suoi volti più noti degli anni 2000. Leigh Halfpenny ha annunciato che si ritirerà al termine della stagione 2025/26, chiudendo una carriera lunga, prestigiosa e a tratti frenata dagli infortuni, ma comunque sufficiente per consegnarlo alla storia recente del Galles come uno dei suoi interpreti più affidabili e completi.</p>
<p>A 37 anni, Halfpenny lascia il campo con 101 presenze internazionali e 801 punti con la maglia del Galles, un dato che lo colloca al terzo posto tra i migliori marcatori di sempre della nazionale, dietro soltanto a Neil Jenkins e Stephen Jones. A questi si aggiungono anche quattro test match con i British and Irish Lions, con il picco raggiunto nel 2013, quando fu nominato miglior giocatore della serie contro l’Australia.</p>
<p>La sua traiettoria internazionale era iniziata prestissimo, con l’esordio in maglia rossa a soli 19 anni nel novembre 2008 contro il Sudafrica. Da lì in avanti Halfpenny è diventato un punto fermo di una generazione che ha attraversato momenti alti e bassi, ma che con lui in campo ha conquistato anche traguardi importanti: il Grande Slam del 2012, i successi nel Sei Nazioni 2013 e 2021, oltre a due partecipazioni a squadre arrivate fino alla semifinale del Mondiale, nel 2011 e nel 2019.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/05/bill-sweeney-rfu-siamo-tutti-con-steve-borthwick-e-il-suo-staff/" target="_blank" rel="noopener">Bill Sweeney, RFU: “Siamo tutti con Steve Borthwick e il suo staff”</a></strong></p>
<h3>Leigh Halfpenny, un campione che ha saputo superare i momenti più difficili</h3>
<p>Nel 2013, probabilmente il suo anno simbolo, Halfpenny fu nominato miglior giocatore del Sei Nazioni e sportivo gallese dell’anno per BBC Sport Wales. Era il periodo in cui il suo piede, la sua affidabilità sotto i palloni alti e la sua capacità di cambiare il volto delle grandi partite lo avevano reso uno dei trequarti più rispettati del panorama internazionale.</p>
<p>Tra Cardiff, Tolone, Scarlets, Crusaders e Harlequins, la sua carriera di club è stata ricca e vincente, ma ill suo percorso non è stato lineare, perché gli infortuni hanno inciso in modo pesante. Saltò il Mondiale 2015 e rimase a lungo fermo dopo il serio problema al ginocchio subito nella sua centesima presenza internazionale, contro il Canada nel 2021. Senza questi stop, il suo bilancio in caps e punti avrebbe potuto essere ancora più alto.</p>
<p>Halfpenny aveva già salutato il rugby internazionale nell’ottobre 2023, prima di un’ultima apparizione con la maglia del Galles nel successo non ufficiale contro i Barbarians. Ora arriva anche l’ultimo passo, quello definitivo. “Giocare per il mio Paese è sempre stato un sogno d’infanzia”, ha dichiarato a margine dell&#8217;annuncio, aggiungendo che indossare la maglia del Galles è qualcosa che ancora oggi fatica a descrivere a parole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/06/leigh-halfpenny-annuncia-il-ritiro-finisce-la-carriera-di-uno-dei-grandi-del-rugby-gallese/">Leigh Halfpenny annuncia il ritiro: finisce la carriera di uno dei grandi del rugby gallese</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Fiji: un ex Inghilterra e un ex Francia nei convocati per il Nations Championship</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/05/fiji-un-ex-inghilterra-e-un-ex-francia-nei-convocati-per-il-nations-championship/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palma]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 13:11:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due grandi nomi del rugby internazionale (con decine di caps nelle vecchie Nazionali) giocheranno per gli isolani nei test match estivi contro Galles, Inghilterra e Scozia</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/05/fiji-un-ex-inghilterra-e-un-ex-francia-nei-convocati-per-il-nations-championship/">Fiji: un ex Inghilterra e un ex Francia nei convocati per il Nations Championship</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo allenatore ad interim delle Fiji, Senirusi Seruvakula, ha annunciato il gruppo di 50 giocatori che preparerà le tre sfide estive del Nations Championship 2026 contro Galles, Inghilterra e Scozia.</p>
<p>Sono due le grandi novità della lista, che sarà poi ridotta a 32 prima dei test match. Ci sono due ex internazionali: il numero 8 Nathan Hughes, 22 presenze con l&#8217;Inghilterra, e il centro Virimi Vakatawa, 32 presenze (e 10 mete) con la Francia. Entrambi non giocano con le rispettive nazionali da più di tre anni e hanno origini figiane, quindi sono selezionabili per le Fiji in virtù del nuovo regolamento sull&#8217;eleggibilità.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/all-blacks-australia-la-bledisloe-cup-potrebbe-giocarsi-in-una-data-inedita-e-particolare/" target="_blank" rel="noopener">All Blacks-Australia: la Bledisloe Cup potrebbe giocarsi in una data inedita e particolare</a></p>
<p>Vakatawa, che ha recentemente compiuto 34 anni, ha collezionato la sua ultima delle 32 presenze con la Francia nel luglio 2022. <a href="https://www.onrugby.it/2022/09/06/un-problema-cardiaco-al-centro-del-ritiro-di-virimi-vakatawa/" target="_blank" rel="noopener">Era stato costretto a lasciare il rugby giocato a causa di un problema cardiaco</a>, poi ha avuto l&#8217;ok dai medici per rientrare e ha giocato prima dei Bristol Bears poi nei Fijian Drua. Considerando che a novembre gli isolani sfideranno proprio la Francia, Vakatava potrebbe trovarsi di fronte la sua ex squadra.</p>
<p>Per quanto riguarda Hughes, il numero 8 inglese ha giocato per l&#8217;ultima volta con l&#8217;Inghilterra al Sei Nazioni 2019, poi è uscito dal giro: ha continuato a giocare con Bristol, ha fatto due anni in Giappone è adesso è un titolarissimo del Racing 92 in Francia.</p>
<h3>Fiji: i convocati in preparazione del National Championship</h3>
<p><strong>Piloni</strong>: Eroni Mawi, Atunaisa Sokobale, Peni Ravai, Livai Natave, Haereiti Hetet, Luke Tagi, Tim Hoyt, Vilikesa Nairau, Mesake Doge</p>
<p><strong>Tallonatori</strong>: Tevita Ikanivere, Kavaia Tagivetaua, Zuriel Togiatama, Sam Matavesi</p>
<p><strong>Seconde linee</strong>: Isoa Nasilasila, Mesake Vocevoce, Albert Tuisue, Temo Mayanavanua, Tevita Ratuva, Joseva Tamani</p>
<p><strong>Flanker</strong>: Lekima Tagitagivalu, Etonia Waqa, Isoa Tuwai, Elia Canakaivata, Levani Botia, Kitione Salawa</p>
<p><strong>Numero 8</strong>: Pita-Gus Sowakula, Peceli Yato, Nathan Hughes</p>
<p><strong>Mediani di mischia</strong>: Frank Lomani, Simione Kuruvoli, Sam Wye, Philip Baselala</p>
<p><strong>Mediani d’apertura</strong>: Caleb Muntz, Isaia Armstrong-Ravula, Kemu Valetini</p>
<p><strong>Ali</strong>: Jiuta Wainiqolo, Selestino Ravutaumada, Kalaveti Ravouvou, Vinaya Habosi</p>
<p><strong>Centri</strong>: Josua Tuisova, Filimoni Botitu, Isikeli Rabitu, Virimi Vakatawa, Iosefo Masi, Semi Radradra, Seta Tamanivalu, Sireli Maqala</p>
<p><strong>Estremi</strong>: Salesi Rayasi, Vuate Karawalevu</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/05/fiji-un-ex-inghilterra-e-un-ex-francia-nei-convocati-per-il-nations-championship/">Fiji: un ex Inghilterra e un ex Francia nei convocati per il Nations Championship</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks-Australia: la Bledisloe Cup potrebbe giocarsi in una data inedita e particolare</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/02/all-blacks-australia-la-bledisloe-cup-potrebbe-giocarsi-in-una-data-inedita-e-particolare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Dimitri Lindegg Zinetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 15:45:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La federazione neozelandese e quella australiana sarebbero vicine a trovare un accordo per giocare in una data molto diversa dal solito</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/all-blacks-australia-la-bledisloe-cup-potrebbe-giocarsi-in-una-data-inedita-e-particolare/">All Blacks-Australia: la Bledisloe Cup potrebbe giocarsi in una data inedita e particolare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E se la Bledisloe Cup venisse spostata ad aprile? Negli ultimi anni lo storico trofeo che vede rivaleggiare Nuova Zelanda e Australia è stato sempre assegnato in concomitanza con le partite del Rugby Championship, ma le indiscrezioni si fanno sempre più forti e secondo il New Zealand Herald sarebbe quasi certa l&#8217;intesa tra le due squadre per riproporre questa sentita sfida nel giorno dell&#8217;Anzac Day il 25 aprile, festa commemorativa che unisce i due Paesi.</p>
<p>Pur non essendoci ancora l&#8217;ufficialità, la decisione definitiva sarebbe prevista per metà maggio, quando il consiglio della federazione neozelandese si riunirà per deliberare. Non è la prima volta che Australia e Nuova Zelanda si ritrovano a discutere del futuro del trofeo. La proposta di disputare la Bledisloe Cup il 25 Aprile era stata infatti respinta nel 2024 da Mark Robinson, all&#8217;epoca a capo della federazione neozelandese.</p>
<p><strong>Leggi anche</strong>: <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/steve-hansen-dave-rennie-puo-essere-luomo-giusto-per-gli-all-blacks-tutto-sta-nel-gestire-la-pressione/">Steve Hansen: “Dave Rennie può essere l’uomo giusto per gli All Blacks. Tutto sta nel gestire la pressione”</a></p>
<p>La svolta è arrivata la settimana scorsa quando Phil Waugh, CEO di Rugby Australia, si è dichiarato ottimista in vista della possibilità di un Anzac Test &#8211; così chiamato proprio in virtù della giornata nella quale si disputerebbe il test match &#8211; sulla base di una rinnovata discussione costruttiva e propositiva con la federazione neozelandese. Tra le novità anche un ritorno ad una tripla sfida tra le compagini: oltre alla sfida del 25 Aprile, ci saranno altri due incontri che si svolgeranno all&#8217;interno del Rugby Championship.</p>
<h3>L&#8217;impulso di Dave Rennie</h3>
<p>Oltre alla dimissione da ruolo di amministratore delegato di Robinson, anche il nuovo allenatore dei tuttineri Dave Rennie avrebbe svolto un ruolo chiave nella riapertura della trattativa con l&#8217;Australia per la definizione di una nuova sfida tra le due rivali. Da marzo Rennie ha infatti sostituito come capo allenatore della nazionale neozelandese Scott Robertson ed è pronto ad aprire una nuova stagione con prospettive rinnovate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/all-blacks-australia-la-bledisloe-cup-potrebbe-giocarsi-in-una-data-inedita-e-particolare/">All Blacks-Australia: la Bledisloe Cup potrebbe giocarsi in una data inedita e particolare</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Pablo Matera: &#8220;E&#8217; un momento fantastico per essere i Pumas, pensiamo al 2027&#8221;. E sul Nations Championship</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/02/pablo-matera-e-un-momento-fantastico-per-essere-i-pumas-pensiamo-al-2027-e-sul-nations-championship/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 09:21:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole di uno dei leader dei Pumas guardando alla Rugby World Cup ma anche all'inizio di una nuova finestra internazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/pablo-matera-e-un-momento-fantastico-per-essere-i-pumas-pensiamo-al-2027-e-sul-nations-championship/">Pablo Matera: &#8220;E&#8217; un momento fantastico per essere i Pumas, pensiamo al 2027&#8221;. E sul Nations Championship</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A petto in fuori, come ha sempre affrontato la sua carriera. Pablo Matera non si nasconde e a poco meno di un anno e mezzo dalla Rugby World Cup 2027 suona la carica per i suoi Pumas guardando a quanto vi sarà da fare in questa lunga volata verso l&#8217;evento planetario.</p>
<p>Leggi anche, <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/29/argentina-verso-il-nations-championship-dovendo-pensare-agli-infortunati/" target="_blank" rel="noopener">Argentina: verso il Nations Championship dovendo pensare agli infortunati</a></p>
<h3>Pablo Matera: &#8220;E&#8217; un momento fantastico per essere i Pumas, pensiamo al 2027&#8221;. E sul Nations Championship</h3>
<p><strong>Il terza linea</strong> &#8211; 121 caps (record all time) con la rappresentativa sudamericana &#8211; in un&#8217;intervista a ESPN Scrum <strong>ha affermato:</strong> &#8220;È un momento fantastico per essere i Pumas e sostenere i Pumas: guardiamo ai Mondiali, questa squadra si impegna sempre di più e sta crescendo tanto, giorno dopo giorno. I risultati stanno arrivando: all&#8217;orizzonte ci sono grandi sfide&#8221;.</p>
<p><strong>Poi sul nuovo Nations Championship,</strong> che vedrà l&#8217;Argentina giocare in casa nel mese di luglio contro Scozia, Galles e Inghilterra, per poi trasferirsi a novembre nell&#8217;Emisfero Nord e fronteggiare Irlanda, Italia e Francia nel trittico di sfide preparatorio alle finali di Londra: &#8220;A me piace questo nuovo format. Darà qualcosa in più, perché tutte le squadre giocheranno contro le formazioni dell&#8217;altro Emisfero, poi vedremo quali saranno le migliori e dove ci piazzeremo&#8221;.</p>
<p><strong>Infine su sé stesso, ora impegnato nel Campionato Giapponese dice:</strong> &#8220;So che dovrò arrivare nelle prossime settimane a un buono stato di forma e poi alzare ulteriormente le mie performance per essere al 100%. Non sarà facile, anche perché la concorrenza è alta, anche se ritengo questo una cosa positiva. Ogni step servirà a costruire il futuro. Dopo il 2027 valuterò cosa fare&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/pablo-matera-e-un-momento-fantastico-per-essere-i-pumas-pensiamo-al-2027-e-sul-nations-championship/">Pablo Matera: &#8220;E&#8217; un momento fantastico per essere i Pumas, pensiamo al 2027&#8221;. E sul Nations Championship</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>Springboks-All Blacks: la &#8220;Greatest Rivalry&#8221; non potrà terminare in pareggio</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/05/02/springboks-all-blacks-la-greatest-rivalry-non-potra-terminare-in-pareggio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Cassano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 07:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A spiegarlo è stata la stessa federazione sudafricana proiettandosi sul 2030</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/springboks-all-blacks-la-greatest-rivalry-non-potra-terminare-in-pareggio/">Springboks-All Blacks: la &#8220;Greatest Rivalry&#8221; non potrà terminare in pareggio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attesa per la lunghissima serie fra Springboks-All Blacks della prossima estate è sempre più alta. Il Sudafrica nelle vesti dei campioni del mondo, la Nuova Zelanda in quelle degli sfidanti in trasferta: per un duello che si preannuncia epico.</p>
<p>Leggi anche, I<a href="https://www.onrugby.it/2026/01/12/lultima-delle-quattro-partite-della-serie-sudafrica-all-blacks-potrebbe-giocarsi-da-tuttaltra-parte-ecco-dove/" target="_blank" rel="noopener">l calendario completo del tour degli All Blacks in Sudafrica</a></p>
<h3>Springboks-All Blacks: la &#8220;Greatest Rivalry&#8221; non potrà terminare in pareggio</h3>
<p>I &#8220;Tuttineri&#8221; saranno chiamati a un lungo tour nella Rainbow Nations dove andranno ad affrontare anche le franchigie locali, ma dal 22 agosto sarà di fatto &#8211; tolto il midweek test contro i Lions del 25 &#8211; faccia a faccia con i sudafricani. Tre test fra Johannesburg (si giocherà due volte nella capitale) e Città del Capo e poi la conclusione in campo neutro, negli States a Baltimora.</p>
<p>Uno totale di 4 partite. Il rischio di un 2-2 c&#8217;è. E allora, in questo caso è intervenuta la stessa federazione sudafricana, nella persona del general manager operativo &#8211; Yusuf Jackson &#8211; che ha spiegato come ci si andrà a comportare in caso di pareggio.</p>
<p>&#8220;Se la serie dovesse finire in parità &#8211; riporta Planetrugby &#8211; al termine dell&#8217;ultima partita a Baltimora, vi sarà uno spareggio, che ora stiamo pensando come allestire. La cosa certa è che ci sarà un vincitore, anche perché abbiamo chiesto agli staff di entrambe le squadre come comportarci e tutti ci hanno detto che al termine del faccia a faccia vorranno una squadra campione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non vogliamo ripetere &#8211; ha spiegato Jackson prendendo un riferimento &#8211; quanto successo fra All Blacks e Lions nel 2017: pensando alla &#8220;rivincita&#8221; nel 2030, in Nuova Zelanda, vorremmo una squadra che si presenti da campione in carica della Greatest Rivalry&#8221;.</p>
<p>Poi ha aggiunto: &#8220;In caso di parità non vi saranno ulteriori partite aggiuntive, perché il calendario internazionale non lo permette. Ora cercheremo di capire in che direzione muoverci&#8221;. I rumors che trapelano e che, in caso di parità all&#8217;80&#8217; della quarta partita negli USA, si possa immediatamente giocare una sorta di supplementare da 20 0 30 minuti dove il punteggio riparta sullo 0-0 per assegnare la vittoria del testa a testa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/05/02/springboks-all-blacks-la-greatest-rivalry-non-potra-terminare-in-pareggio/">Springboks-All Blacks: la &#8220;Greatest Rivalry&#8221; non potrà terminare in pareggio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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		<title>All Blacks, Steve Hansen: “Copiare gli Springboks non basta”</title>
		<link>https://www.onrugby.it/2026/04/30/all-blacks-steve-hansen-copiare-gli-springboks-non-basta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valerio Bardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Test Match]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’ex allenatore della Nuova Zelanda è arrivato il momento di prendere una strada diversa per tornare sul tetto del mondo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/30/all-blacks-steve-hansen-copiare-gli-springboks-non-basta/">All Blacks, Steve Hansen: “Copiare gli Springboks non basta”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel rugby contemporaneo emerge una tentazione abbastanza evidente: guardare al Sudafrica, vedere cosa funziona e provare a riprodurlo. Sul tema è intervenuto senza troppi giri di parole Steve Hansen, che dal <em>DSN podcast</em> invita a diffidare delle scorciatoie. L’ex ct degli All Blacks non nega il valore del lavoro di Rassie Erasmus, né il peso di un ciclo che ha portato gli Springboks a vincere due Mondiali consecutivi. Il punto, semmai, è un altro, trasformare quel modello in una formula universale rischia di essere l’errore più facile da commettere.</p>
<p>Il ragionamento di Hansen è interessante proprio perché non parte dalla critica, ma dal riconoscimento. Il Sudafrica è oggi una delle squadre meglio costruite del mondo, ha un progetto solido, una gestione molto definita del gruppo e un’identità tecnica fortissima. Secondo Hansen, il problema nasce quando l’ammirazione si trasforma in imitazione: stessi comportamenti, stessa selezione, stesso modo di trattare i giocatori, stessa idea di rugby. È lì che l&#8217;esempio smette di essere utile e diventa un riflesso quasi automatico.</p>
<p>Il punto centrale è che ogni nazionale ha una propria storia, un proprio bacino di giocatori, un proprio modo di stare dentro il gioco. Per questo Hansen sostiene che si possano prendere elementi dal Sudafrica, ma non copiarne l’impianto in blocco. La Nuova Zelanda, nel suo ragionamento, non deve chiedersi come diventare una versione più credibile degli Springboks, ma come tornare a essere pienamente se stessa. Ed è un tema che vale ben oltre i nuovi All Blacks di Dave Rennie.</p>
<p><strong>Leggi anche: <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/30/rugby-in-diretta-la-programmazione-tv-e-streaming-da-venerdi-1-maggio-a-domenica-3-maggio/">Rugby in diretta: la programmazione TV e streaming da venerdì 1° maggio a domenica 3 maggio</a></strong></p>
<h3>Steve Hansen: “Non sono convinto che la Nuova Zelanda possa seguire esattamente il modello sudafricano&#8221;</h3>
<p>&#8220;Una delle cose che ho imparato allenando sia in Galles che in Giappone è che ciò che funziona con i neozelandesi non sempre funziona con altre persone. Il modo in cui alleni in un paese non significa che tu debba allenare allo stesso modo, perché ci sono culture diverse, background diversi e situazioni diverse che si verificano nel luogo in cui alleni&#8221;, ha spiegato Hansen, “Non sono convinto che la Nuova Zelanda possa seguire esattamente il modello sudafricano, né che sarebbe la cosa giusta per il nostro Paese.”</p>
<p>Hansen aggiunge anche un altro passaggio utile: il Sudafrica non è imbattibile. Può essere battuto come chiunque altro, soprattutto se l’avversario prepara bene la sfida e riesce a non uscire dal proprio asse. È un messaggio importante, perché ribalta un rischio piuttosto diffuso nel rugby contemporaneo, quello di affrontare gli Springboks con l’idea che l’unico modo per reggere il confronto sia diventare simili a loro.</p>
<p>In questo senso, le sue parole parlano già della prossima serie tra Nuova Zelanda e Sudafrica, ma anche di qualcosa di più grande. Il rugby internazionale sta entrando in una fase in cui molte squadre cercano stabilità e identità. E Hansen ricorda che l’identità non si prende in prestito.</p>
<p>&#8220;Quando le squadre neozelandesi hanno dei giocatori del pack che sanno fare il lavoro duro e svolgere i loro ruoli principali come mischia, ruck e touche, il loro lavoro sulle fasi statiche, ma sanno anche giocare a rugby, beh, siamo sempre stati tradizionalmente una squadra forte nel rugby.&#8221;</p>
<p>Appare chiaro che uno dei coach più vincenti della storia stia spingendo per riconciliare la Nuova Zelanda con il suo DNA agonistico. Perché si può studiare il Sudafrica, imparare dal Sudafrica, persino correggersi guardando il Sudafrica. Copiarlo, invece, semplicemente non è sufficiente per tornare a primeggiare nel mondo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.onrugby.it/2026/04/30/all-blacks-steve-hansen-copiare-gli-springboks-non-basta/">All Blacks, Steve Hansen: “Copiare gli Springboks non basta”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.onrugby.it">On Rugby</a>.</p>
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