Autore: Lorenzo Calamai – OnRugby.it

  • Mercato: Benetton vicino a un giovane centro argentino

    Mercato: Benetton vicino a un giovane centro argentino

    Il trequarti centro argentino Tomas Medina indosserà presto la maglia del Benetton Rugby.

    Come si dice in questi casi: manca solo l’ufficialità, ma il giocatore 21enne si sta già allenando a Treviso, come reso noto dal sito specializzato sudamericano Cordoba XV e dimostrato da alcuni scatti che ritraggono il giocatore con la casacca verde e il logo del leone del club veneto. Da un paio di settimane diversi media a tema rugbistico avevano accostato il nome del giovane alla squadra allenata da Calum MacRae.

    Come l’altro nuovo arrivo Nicolas Roger, anche Tomas Medina proviene dalla franchigia tucumana dei Tarucas, una delle compagini argentine che militano nel Super Rugby Americas. Nato nel dicembre 2004, è cresciuto nel Cardenales, uno dei club di San Miguel de Tucuman. Nel 2024 ha disputato il Rugby Championship under 20 e il mondiale giovanile con la maglia dell’Argentina, per poi essere selezionato come centro titolare per l’Argentina XV, la seconda selezione dei Pumas, la scorsa estate contro la Romania.

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    La buona prima stagione di Super Rugby Americas giocata dai Tarucas ha funzionato bene come vetrina: Medina è il quarto giocatore a lasciare la franchigia prima dell’inizio della nuova edizione del campionato, dopo Roger, il mediano di mischia Simon Benitez Cruz (Newcastle Red Bulls) e il seconda linea Alvaro Garcia Iandolino (Bayonne).

    Il Benetton, che ancora non ha ufficializzato il trasferimento, aggiungerà così un ulteriore elemento a un reparto di trequarti che rischiava di rimanere corto in vista del Sei Nazioni, specie nella posizione di centro, quando prevedibilmente saranno assenti Leonardo Marin e Tommaso Menoncello, con l’incognita anche di una eventuale chiamata di Paolo Odogwu.

    Il mercato in casa Benetton però è decisamente in fermento. Dopo la partenza di Tomas Albornoz, l’arrivo di Nicolas Roger e le conferme sul futuro all’estero di Menoncello, diverse testate stanno in questi giorni riportando di un concreto interesse del Lione per Thomas Gallo, pilone sinistro e punto fermo della formazione trevigiana e della nazionale argentina. Gallo, tuttavia, ha un contratto in essere con il Benetton fino al 30 giugno 2027.

  • Chi è Nicolas Roger Farias, il nuovo numero 10 del Benetton

    Chi è Nicolas Roger Farias, il nuovo numero 10 del Benetton

    L’Argentina è arrivata quattro volte nelle prime quattro squadre del World Rugby U20 Championship, l’annuale mondiale giovanile. Nel 2025 è arrivata terza, come nel 2016. Nel 2012 si è fermata al quarto posto e nel 2019, nel torneo giocato in patria, ha ottenuto nuovamente il quarto posto malgrado una campagna di grande successo, in cui fu capace di battere la Francia poi campione nella fase a gironi.

    Era una squadra, quella del 2019, piena di talento: annoverava tra le proprie fila il pilone del Benetton e dei Pumas Thomas Gallo, il tallonatore dell’Italia Pablo Dimcheff, il terza linea Juan Martin Gonzalez, il mediano di mischia delle Zebre Gonzalo Garcia e l’ex Zebra Geronimo Prisciantelli, l’ala del Benetton Ignacio Mendy e le attuali ali dei Pumas Rodrigo Isgro e Mateo Carreras.

    Con la maglia numero 10 giocava Joaquin de la Vega, promettente apertura classe 1999, la cui carriera ha subito un brusco stop proprio quando sembrava pronta a esplodere: dopo il trasferimento al Colomiers, in ProD2, nella scorsa stagione, questa estate il giocatore è stato costretto a smettere dietro consiglio medico a causa del sommarsi di troppe concussions.

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    Il giovane de la Vega teneva costantemente in panchina Nicolas Roger Farias, il nuovo acquisto del Benetton Rugby per sostituire il connazionale Tomas Albornoz. Roger, classe 2000, compare appena in qualche lista marcatori di quel mondiale argentino, costretto a giocare appena qualche scampolo di partita. Nelle liste gara sul sito ufficiale di World Rugby addirittura non figura: sono pensate per ospitare 23 giocatori, e in quel mondiale le squadre potevano selezionare fino a 28 atleti per una singola partita.

    Questo lungo preambolo serve a rintracciare l’avvio della storia di un giocatore cresciuto lentamente, che arriva al rugby che conta a quasi 26 anni, ma che nel suo cammino sembra aver sviluppato le armi necessarie per essere subito protagonista.

    Il cammino

    I due fratelli Roger Farias arrivano in Italia nel 2022, assieme. Entrambi hanno il passaporto italiano e sono eleggibili per gli Azzurri, malgrado abbiano fatto la trafila delle nazionali giovanili argentine. Martin, il maggiore, si ferma a Padova, dove veste la maglia del Valsugana in Serie A. Nicolas, invece, viene reclutato nella massima serie dal CUS Torino, squadra neopromossa determinata a vendere cara la pelle nell’allora Top 10.

    E in effetti i piemontesi, quell’anno, resistono più di molte altre neopromosse delle ultime stagioni: arrivano a giocarsi addirittura uno spareggio retrocessione con il Mogliano, poi comunque perso.

    In quella squadra Nicolas Roger è un faro che illumina, attorno al quale si muove gran parte di ciò che di buono Torino riesce a costruire. La retrocessione, però, lo rispedisce in Sudamerica, dove prima si accasa nella franchigia cilena dei Selknam per partecipare al Super Rugby Americas e nella scorsa stagione torna in Argentina con la neonata franchigia dei Tarucas, di base a Tucuman.

    Ciò che di buono ha mostrato la formazione tucumana nella sua prima stagione di vita porta alcuni dei suoi protagonisti, in particolare Simon Benitez Cruz e Nicolas Roger Farias, a essere convocati da Felipe Contepomi con la nazionale argentina per le partite dell’estate.

    Roger ne gioca tre: non fa parte della squadra che batte i British & Irish Lions, ma entra dalla panchina nelle due partite perse contro l’Inghilterra. Poi guida la squadra contro l’Uruguay, vestendo la maglia numero 10: è il primo trequarti cresciuto nel Santiago Lawn Tennis di Santiago del Estero a indossare l’albiceleste. A novembre non è stato richiamato: oggi è probabilmente la quarta scelta dei Pumas dietro ad Albornoz, Santiago Carreras e Geronimo Prisciantelli.

    Le caratteristiche

    In Nicolas Roger la dirigenza del Benetton non deve aver visto soltanto un giocatore di talento con una buona esperienza alle spalle, sia di campo che di vita in paesi diversi dal proprio (ha giocato anche in Colombia e in Uruguay oltre che in Italia, in Cile, in Argentina), ma anche un giocatore con caratteristiche non così dissimili da quelle di Tomas Albornoz, il mediano di apertura che ha perduto per la ricca offerta arrivata dal Tolone.

    Come il più anziano collega, infatti, il giocatore argentino ama attaccare in prima persona, sfruttando la propria accelerazione e le dimensioni compatte per andare oltre la difesa. La giocata finta-di-passaggio-e-vado è il suo marchio di fabbrica.

     

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    Ha un passaggio molto accurato che gli permette di distribuire in maniera precisa l’ovale anche nel traffico, con spazi e tempi ridotti. Da un punto di vista tecnico è un giocatore completo in tutta l’area relativa al ricevere, passare e calciare, preciso al piede sia nel gioco che ai pali.

     

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    È un giocatore che dà il meglio quando i ritmi sono sostenuti e che sembra piuttosto congeniale al tipo di attacco che il Benetton sta sviluppando nel corso di questa stagione agli ordini del nuovo tecnico specifico Peter Wilkins. Rimane da valutare, rispetto alle sfide che ha dovuto fino a qui affrontare, la sua capacità di gestire il gioco tatticamente, in particolare nelle situazioni di uscita dalla propria metà campo. Un punto di domanda a cui, certamente, sarà chiamato presto a rispondere indossando la maglia biancoverde.

    Lorenzo Calamai

  • Champions Cup: cosa aspettarsi dal terzo turno

    Champions Cup: cosa aspettarsi dal terzo turno

    Venerdì 9 gennaio riprende la Champions Cup, che torna in campo per la terza e penultima giornata della fase a gironi.

    Ognuna delle 24 squadre partecipanti vedrà il proprio destino segnato al termine dei prossimi 160 minuti in cui sarà in campo, e nel prossimo weekend si disputeranno i primi 80 di questi.

    Dopo le prime due giornate, disputate ad inizio dicembre, la situazione di ogni girone è ovviamente ancora molto fluida: nessuno è tagliato fuori.

    Leggi anche: Arbitri e coppe: a Gianluca Gnecchi e Andrea Piardi due big match di Champions Cup

    Ultima spiaggia o quasi

    Il prossimo weekend rappresenta però un ultimo appello per provare a passare il turno per squadre come Clermont, Leicester Tigers, Bayonne, Scarlets, Bulls e Pau, sconfitte in entrambe le prime due gare disputate.

    Proprio tra Pau e Scarlets si gioca una delle gare decisive di questa terza giornata: i gallesi ospitano a Llanelli i transalpini sabato sera alle 21.00. Se i francesi perderanno saranno matematicamente fuori dalla qualificazione, mentre un successo non condannerebbe i gallesi aritmeticamente, ma renderebbe loro i giochi molto difficili.

    Intanto i Bulls provano a riaprire i giochi nel medesimo girone 4 ospitando a pretoria i Bristol Bears. Una vittoria dei sudafricani rimetterebbe in discussione le gerarchie di una pool che è sembrata spaccata in due dopo le prime due gare.

    Altro scontro diretto alle 21.00 di sabato tra Leicester Tigers e Bayonne: la squadra di Federico Mori deve fare punti in Inghilterra per tenere vive le speranze di passaggio del turno nel girone 3, al pari dei padroni di casa.

    Nel girone 1 Clermont si gioca il tutto per tutto al Marcelin Michelin, lo stadio di casa. Arrivano i Glasgow Warriors, fin qui una delle sole tre squadre ad ottenere 10 punti su 10 nelle prime due gare.

    Il girone più combattuto

    La pool 2 è fin qui quella più agguerrita delle quattro: dopo le prime due partite tutte le squadre hanno ottenuto una vittoria e una sconfitta, tutte hanno ottenuto almeno un punto di bonus e solo il Bath ne ha ottenuti due. Insomma: gli inglesi guidano per il minimo dei margini, e le altre squadre sono separate solo dalla differenza punti.

    Il terzo turno è destinato a sparigliare le carte ed è forse una delle storie più interessanti da seguire nel weekend.

    Il venerdì sera è proprio dedicato a questo girone, con due gare in contemporanea alle 21.00: il Castres, secondo nel girone grazie al +13 di differenza punti, ospita il Bath capolista; a Edimburgo, ultimo con -20 di differenza punti, arriva il Gloucester penultimo (-8).

    La partita più intrigante si gioca però domenica alle 14.00: a Tolone, reduce da una sconfitta record in campionato per mano di La Rochelle e con l’infermeria strapiena, arriva un Munster che dopo un ottimo inizio stagione a dicembre ha vacillato (3 sconfitte nelle ultime 5 partite).

    I big match

    Tra le partite più intriganti del sabato c’è uno dei classici contemporanei della Champions Cup, la sfida tra Leinster e La Rochelle. Le due squadre si sono trovate di fronte in ogni edizione della coppa regina negli ultimi cinque anni: nel 2022 e nel 2023 i francesi vinsero di misura la finale della competizione di fronte all’avversario irlandese; a dicembre 2023 i dubliners vinsero in trasferta nella fase a gironi e vennero poi eliminati a Dublino con una netta sconfitta in aprile, ai quarti di finale; nella scorsa stagione il Leinster conquistò una faticosa vittoria in Francia per 14-16 a gennaio 2025, nel girone dove passò il turno anche il Benetton.

    Ancora sorteggiate assieme nel girone 3, le due squadre si affrontano a Dublino sabato alle 18.30. Il Leinster è netto favorito, un po’ per il suo solito, impressionante ruolino di marcia, un po’ perché La Rochelle nel frattempo appare in declino. Mai dire mai, però, con una squadra capace di imporsi fisicamente come quella giallonera.

    Sabato pomeriggio si gioca anche un importante derby tra squali: a Sale gli Sharks inglesi ospitano quelli sudafricani in una partita importante per le speranze di qualificazione di entrambe le squadre.

    Le due gare migliori della giornata, però, si giocano domenica, in coda al turno. Una è lo scontro diretto tra due delle tre squadre a punteggio pieno di questa Champions Cup, Bordeaux e Northampton Saints, peraltro finaliste della scorsa edizione. Si gioca alle 16.15.

    L’altra è la sfida delle 18.30 tra Saracens e Tolosa: non solo si tratta di due delle squadre più blasonate e titolate della competizione, ma anche di due compagini appaiate a quota sei punti nel girone 1, con la necessità di assicurarsi quanto prima la qualificazione alle fasi ad eliminazione diretta, magari garantendosi anche il fattore campo. Il fatto che si giochi a Londra aumenta l’appeal dell’incontro, che sarà arbitrato da Andrea Piardi.

    Champions Cup: il programma della terza giornata

    Tutta la Champions Cup viene trasmessa in diretta streaming in esclusiva da EPCR TV.

    Venerdì 9 gennaio

    ore 21.00 – Castres v Bath
    ore 21.00 – Edinburgh v Gloucester

    Sabato 10 gennaio

    ore 14.00 – Bulls v Bristol Bears
    ore 16.15 – Clermont v Glasgow Warriors
    ore 18.30 – Leinster v La Rochelle
    ore 18.30 – Sale Sharks v Sharks
    ore 21.00 – Scarlets v Pau
    ore 21.00 – Leicester Tigers v Bayonne

    Domenica 11 gennaio

    ore 14.00 – Harlequins v Stormers
    ore 14.00 – Tolone v Munster
    ore 16.15 – Bordeaux v Northampton Saints
    ore 18.30 – Saracens v Stade Toulousain

  • Challenge Cup: dove si vede Benetton-Dragons in diretta streaming

    Challenge Cup: dove si vede Benetton-Dragons in diretta streaming

    Il Benetton Rugby torna in campo per la seconda volta nel 2026 davanti ai propri tifosi: a Monigo arrivano i Dragons per il terzo turno di Challenge Cup.

    Una partita importante per i biancoverdi, capolista nel gruppo due e fin qui imbattuti nella competizione: una vittoria darebbe la matematica certezza della qualificazione con un turno di anticipo, con buone probabilità anche di ottenere una delle posizioni del girone che garantirebbe di disputare in casa gli ottavi di finale.

    I gallesi sono un avversario ben noto, dato che competono nel medesimo campionato, ma ancora mai affrontato quest’anno: la partita di URC fra le due squadre è in programma per il prossimo 28 febbraio a Newport.

    La gara di coppa si disputerà invece sabato 10 gennaio alle 18.30, ultima gara del giorno per quanto riguarda la Challenge Cup. Sarà arbitrata dal francese Benoit Rousselet e trasmessa in diretta su EPCR TV, la piattaforma streaming dell’ente organizzatore della coppa.

    Leggi anche: Com’era fatta la prima Champions Cup

    Dove si vede Benetton-Dragons di Challenge Cup

    Le partite della Challenge Cup 2025/26 (e quelle della Investec Champions Cup) saranno visibili in diretta e in esclusiva sulla piattaforma streaming EPCR TV.

    Come già accaduto nelle precedenti stagioni, EPCR ha reso disponibili al pubblico diverse possibilità di abbonamento. L’utente può acquistare: la singola partita che è interessato a seguire al prezzi di €7.99; un singolo weekend di partite (Weekend Pass), che rende possibile la visione di tutte le gare di Investec Champions Cup e Challenge Cup dal venerdì alle domenica al costi di €14.99; il pacchetto per l’intera stagione (Season Pass), che permette di vedere tutte le partite della stagione delle due coppe europee al prezzo di €59.99.

    Sabato 10 gennaio
    Challenge Cup, terza giornata
    ore 18:30, Benetton v Dragons, diretta streaming su EPCR TV

  • Com’era fatta la prima Champions Cup

    Com’era fatta la prima Champions Cup

    Il 7 gennaio di trent’anni fa il capitano dello Stade Toulousain Emile Ntamack alzava al cielo uno strano trofeo: su una base in legno a forma di stella erano fissati un grosso pallone, una porta con i pali a forma di H, e la medesima lettera; in cima ad uno dei pali brillava una grande stella rossa, marchio di una nota birra olandese che sponsorizzava la competizione.

    Era la prima Heineken Cup, quella che oggi si chiama Champions Cup, e inaugurava la storia della competizione più ambita dell’emisfero boreale.

    La vinse la squadra di Tolosa al termine di una finale tiratissima contro Cardiff, chiusa ai tempi supplementari in un Arms Park della capitale gallese che tifava tutto per i padroni di casa. I francesi segnarono due mete nei primi dieci minuti con il centro Thomas Castaignede e il mediano di mischia Jerome Cazalbou, ma il mediano di apertura gallese Adrian Davies tenne a galla i suoi con una serie di calci di punizione che culminò in quello del pareggio per 15-15 a tempo scaduto. Solo nei minuti finali dei supplementari Tolosa ebbe il calcio di punizione che consentì a Christophe Deylaud di mandare tra i pali l’ovale della vittoria.

    Leggi anche: Challenge Cup, Zebre: due sfide da dentro o fuori. Cosa serve ai ragazzi di Brunello per andare agli ottavi

    La Heineken Cup di trent’anni fa era molto diversa dalla Champions Cup di oggi. Non vedeva ai nastri di partenza squadre inglesi e scozzesi, a causa dei dubbi sulla competizione nutriti dalle due federazioni.

    C’erano due squadre italiane, il Benetton e il Milan, e una rumena, il Farul Costanza. La federazione irlandese inviò tre delle proprie squadre provinciali, quelle che oggi partecipano allo URC, mentre il Galles scelse di partecipare con le proprie squadre di club. I francesi inviarono le prime due classificate nel precedente campionato e la vincitrice della coppa.

    Si giocò in appena due mesi, tra la fine di ottobre e gli inizi di gennaio. Le 12 squadre partecipanti erano divise in mini-pool da 3 squadre, dalle quali emergeva solo la prima classificata per andare a formare il quadro delle semifinali e poi la finale.

    Il Tolosa vincitore era già una formazione notevole: Emile Ntamack, padre di Romain, era una delle stelle della nazionale francese assieme a Thomas Castaignede (54 caps) e Christian Califano (72). In panchina, entrato alla fine dei tempi regolamentari, c’era Ugo Mola, che oggi è l’allenatore capo dello Stade Toulousain.

    E poi quel trofeo, così bizzarro: non sarebbe mai più stato utilizzato. Dal 1997 l’Heineken Cup si dotò di una coppa più nobile, ma anche esteticamente più omologata. È così che quella foto di Emile Ntamack che alza al cielo quell’acca di metallo rimane un simbolo storico di quell’esperimento, quella prima edizione della Champions Cup che ha compiuto ormai tre decenni.

  • Torna in campo la ProD2: la corsa alla promozione e gli Azzurri della seconda divisione francese

    Torna in campo la ProD2: la corsa alla promozione e gli Azzurri della seconda divisione francese

    Giovedì 8 gennaio torna in campo la ProD2, la seconda divisione del rugby francese e uno dei campionati più importante d’Europa, con squadre zeppe di giovani talenti e affermati giocatori internazionali.

    Il torneo ha osservato un lungo stop per le feste natalizie: il 19 dicembre scorso si è giocata l’ultima giornata del girone di andata, la quindicesima, e la corsa alla promozione in Top 14 ripartirà in questo secondo fine settimana del 2026.

    Giovedì si giocherà l’anticipo della sedicesima giornata, mentre nella giornata di venerdì si svolgerà il resto del turno.

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    La corsa promozione

    Il Vannes, squadra retrocessa dal Top 14 alla fine della scorsa stagione e vincitrice della ProD2 due anni fa, ha vinto il titolo di campione d’inverno e sembra vestire i panni della netta favorita al ritorno nella massima serie.

    La squadra bretone ha vinto 11 delle 15 partite disputate, ne ha pareggiata una e ha il miglior attacco del campionato, con 31.3 punti segnati a partita. Al riprendere delle ostilità guida la classifica con sette lunghezze di vantaggio su Colomiers e Valence Romans, e otto su Provence.

    Queste tre sembrano essere le principali sfidanti nella corsa promozione. Colomiers è la squadra che ha di gran lunga la miglior difesa del campionato (ha subito 15 punti di media a partita, Vannes ne ha subiti 17.6, le altre sono tutte oltre i 22 punti a partita). Valence Romans ha finito l’anno con 5 successi nelle ultime 6 partite. Provence si tiene attaccata alla corsa grazie ai suoi 10 punti bonus in 15 gare.

    La lotta ai playoff si allarga anche a Oyonnax, Agen, Nevers, Aurillac, Brive, Grenoble e Soyaux-Angouleme. Queste squadre, elencate in ordine di classifica dalla quinta all’undicesima, sono racchiuse in appena 8 punti di classifica: sarà il girone di ritorno a deciderne effettivamente le sorti. Tra loro ci sono alcune squadre da cui ci si aspettava qualcosa di meglio (Oyonnax, Brive, Grenoble), squadre che in tempi recenti sono state abituate a lottare per i playoff (Nevers e Soyaux-Angouleme), nobili decadute (Agen) e novità (Aurillac).

    Lotta salvezza

    Agguerrita, quest’anno, anche la lotta salvezza per non retrocede in Nationale 1. In fondo alla classifica ci sono, a parimerito, Carcassonne e Dax. La seconda si trova a dover far fronte a una situazione spinosa: sul campo avrebbe 31 punti come Soyaux-Angouleme, ma una penalizzazione inflittale per irregolarità finanziare l’ha sbattuta in fondo alla graduatoria, con la necessità ora di un girone di ritorno in trincea per ottenere la permanenza nella divisione.

    L’ultima classificata retrocede direttamente, la penultima affronta un playoff contro la seconda della divisione inferiore.

    Lo Stade Montois, solo qualche anno fa finalista di ProD2 per la promozione in Top 14, è per il momento in linea di galleggiamento con un punto di vantaggio sulle ultime due. Poco sopra devono fare grande attenzione anche il Beziers e il Biarritz, tredicesimo e dodicesimo con cinque e nove punti di vantaggio sulla zona retrocessione rispettivamente.

    Gli italiani in ProD2

    Tra Azzurri e Azzurrini, o ex tali, ci sono cinque giocatori nelle fila delle squadre di ProD2, ma solo quattro sono potuti scendere in campo durante la stagione in corso.

    Edoardo Iachizzi, tornato a Vannes dopo le due stagioni al Benetton, non ha fino a questo momento avuto l’opportunità di scendere in campo a causa di un infortunio che lo ha costretto a una nuova operazione chirurgica. Il seconda linea aveva saltato tutta la stagione scorsa a causa della rottura del tendine d’Achille, un nuovo problema lo terrà fuori almeno fino alla prossima primavera.

    Chi ha ottenuto il maggior numero di presenze all’interno del contingente è François Mey, che ha giocato 10 partite, di cui 7 da titolare. In autunno il classe 2003 aveva finalmente inanellato un buon numero di partite, tutte giocate da estremo con Soyaux-Angouleme, ma a fine novembre contro Aurillac si è infortunato ad una mano e dovrebbe essere assente fino a febbraio.

    Pablo Dimcheff, divenuto Azzurro in estate e tornato a vestire la maglia della nazionale a novembre, ha faticato un po’ a ritrovare la forma migliore con il Colomiers dopo il suo 2024/2025 da urlo. Frequentemente utilizzato come impact player anche nella scorsa stagione, il tallonatore ha ottenuto 7 presenze per soli 280 minuti di impiego. È stato titolare, in ogni caso, nell’ultima partita del girone d’andata, una importante vittoria contro la diretta rivale Valence Romans. Potrà tornare a essere una pedina importante per il Colomiers nel 2026.

    Prime presenze per il tallonatore dell’Italia U20 dello scorso anno Alessio Caiolo, passato in estate allo Stade Montois. La squadra, che non sta andando benissimo, ha scelto di dargli fiducia in cinque occasioni, con ben 3 partenze da titolare. Non male per un giocatore appena 20enne.

    A Grenoble ha ottenuto qualche presenza anche Sascha Mistrulli, altro componente classe 2005 dell’Italia U20 degli scorsi mondiali giovanili. Il prima linea si è tolto anche lo sfizio di segnare la sua prima meta con i grandi nella sconfitta contro il Vannes dello scorso 16 novembre. Profilo ibrido tra tallonatore e pilone sinistro, Mistrulli è stato impiegato in quest’ultimo ruolo nelle sue tre presenze con la prima squadra in stagione.

  • Challenge Cup, Benetton: il momento peggiore per incontrare i Dragons

    Challenge Cup, Benetton: il momento peggiore per incontrare i Dragons

    Sabato 10 gennaio il Benetton torna in campo a Monigo nella terza giornata di Challenge Cup per affrontare un avversario ben conosciuto, la franchigia gallese dei Dragons.

    Una squadra che sembra, però, aver recentemente subito una mutazione. Questo, infatti, è il momento peggiore degli ultimi anni per incontrare la squadra di Newport, che nel mese di dicembre ha fatto registrare 3 vittorie in 5 partite (in realtà, l’ultima si è giocata a Capodanno, ma includiamola nel conteggio), un numero di successi superiore a quanti ne abbia fatti registrare in totale nella scorsa stagione.

    Cenerentola del rugby gallese, i Dragons languono da lungo tempo nei bassifondi della classifica dello United Rugby Championship e in coppa non fanno di meglio: una vittoria in campionato e una in Challenge nel 2024/2025; tre vittorie in campionato e una in coppa nel 2023/2024; quattro successi in URC e uno in Challenge nel 2022/2023.

    Leggi anche: Non solo Dragons e Perpignan: anche il Newcastle finalmente torna a vincere!

    In questa stagione sono stati capaci, per la prima volta da qualche anno, di costruire qualcosa. In particolare, lo stadio di Rodney Parade è diventato un campo ostico sul quale passare: gli Sharks e gli Ospreys ci hanno pareggiato a ottobre, Cardiff ha vinto di misura e Leinster ha faticato più del solito a novembre, a dicembre sono arrivati i netti successi su Connacht e Scarlets in campionato e il successo prestigioso contro il Lione in Challenge Cup.

    Filo Tiatia, divenuto allenatore capo della franchigia a metà della scorsa stagione, sta riuscendo a valorizzare alcuni giovani interessanti, come il mediano di mischia Che Hope, che ha segnato due doppiette contro Connacht e Cardiff il mese scorso. Al fianco di alcuni giocatori affermati, come Aaron Wainwright, emergono nuovi protagonisti come Harry Beddall, ex capitano della nazionale under 20 e miglior placcatore del Sei Nazioni giovanile 2025, e Oli Burrows, 23enne tallonatore con quattro mete in otto presenze stagionali.

    Il trionfo per 28-5 del primo giorno dell’anno di fronte agli Scarlets ha mandato un messaggio importante, perché la squadra di Llanelli è quella su cui il rugby gallese sta contando di più per la crescita dei giovani talenti (Joe Hawkins, Ellis Mee, Eddie James, Joe Roberts, Tom Rogers).

    Il Benetton, protagonista ancora una volta di una stagione a singhiozzo, dovrà quindi stare attento a non prendere sottogamba una sfida che li vede netti favoriti, malgrado i Dragons siano ancora lontani dalla capacità di essere solidi lontano dalle proprie mura amiche: sono stati in grado di minacciare Cardiff nel derby gallese di Santo Stefano, perso 22-19, ma nelle altre gare in trasferta della stagione hanno sempre subito più di 40 punti.

    La gara di Monigo dà ai biancoverdi l’occasione di chiudere sostanzialmente il discorso qualificazione e mettere una seria ipoteca sulla possibilità di giocare in casa gli ottavi di finale. L’avversario, però, non è più di quelli da poter sottovalutare.

  • Arbitri e coppe: a Gianluca Gnecchi e Andrea Piardi due big match di Champions Cup

    Arbitri e coppe: a Gianluca Gnecchi e Andrea Piardi due big match di Champions Cup

    Gianluca Gnecchi e Andrea Piardi sono stati designati come direttori di gara in due delle partite più attese del terzo turno della Champions Cup, domenica 11 gennaio.

    I due arbitri bresciani chiuderanno il programma delle gare della terza giornata della coppa regina, con Gnecchi che sarà in mezzo al campo nella gara delle 16.30 tra Bordeaux e Northampton Saints, rematch della finale dello scorso anno dove potrebbero esserci in campo anche un po’ di Azzurri, tra Martin Page-Relo con i transalpini e Danilo Fischetti ed Edorardo Todaro con gli inglesi.

    Il fischietto italiano sarà assistito da un trio irlandese, con Robbie Jenkinson e Padraic Reidy come assistenti e Olly Hodges come TMO.

    Leggi anche: Il Benetton verso il rilancio in Challenge Cup: “Obiettivo restare primi del girone”

    A Piardi tocca l’ultima partita della giornata, Saracens-Tolosa, alle 18.30 di domenica. Altra partita da seguire, dove sarà assente Ange Capuozzo ma potrebbe figurare Marco Riccioni, oltre a tutti gli altri grandi protagonisti delle due squadre, da Maro Itoje ad Antoine Dupont.

    Piardi guida una squadra arbitrale completata dal connazionale Federico Vedovelli, dallo scozzese Ru Campbell e dal TMO Matteo Liperini.

    Il settore arbitrale italiano, inoltre, potrà vantare nel prossimo weekend altri quattro arbitri dispiegati sul campo: sarà una squadra completa quella che dirigerà la partita tra Montauban e Black Lion di sabato 10 gennaio, con Filippo Russo direttore di gara, Riccardo Bonato e Gabriel Chirnoaga assistenti e Stefano Pennè come TMO.

    Montauban e Black Lion sono entrambe nel gruppo delle Zebre in Challenge Cup, con i georgiani peraltro destinati ad essere prossimi avversari della franchigia di Parma.

    A proposito di franchigie italiane, il Benetton scenderà in campo alle 18.30 di sabato 10 gennaio sotto lo sguardo attento dell’arbitro francese Benoit Rousselet, assistito da una squadra tutta transalpina. Le Zebre, domenica alle 14.00, saranno arbitrare dal sudafricano Griffin Colby. Al TMO l’esperto ex arbitro internazionale Marius Jonker. I match di Benetton e Zebre e tutte le dirette delle sfide di Investec Cahmpions Cup e Cahllenge cup sono visibili in diretta streaming su EPCR.TV.

  • La formazione ideale del 2025 secondo OnRugby.it

    La formazione ideale del 2025 secondo OnRugby.it

    Ormai è una tradizione: da qualche anno a questa parte OnRugby pubblica, pochi giorni prima della sera di San Silvesto, una formazione compilata collettivamente da tutti i componenti della propria redazione, prendendo in analisi tutto il rugby giocato nell’anno solare in conclusione.

    Nel 2022 Ange Capuozzo riceveva un plebiscito dopo averci fatto innamorare per sempre di quell’azione con cui ha cambiato i destini di Galles-Italia a Cardiff, nel Sei Nazioni di quell’anno. Nel 2023 abbiamo anticipato la pubblicazione per via della Rugby World Cup: il Sudafrica e la Nuova Zelanda, finaliste del mondiale, dominavano le scelte di tutti.

    Leggi anche: Le 5 mete più belle dell’Italia nel 2025

    Lo scorso anno Antoine Dupont conquistava i cuori e le penne di tutta la redazione, che non aveva dubbi a scegliere il mediano di mischia francese all’interno del proprio XV dell’anno.

    Durante il 2025 abbiamo scelto la formazione ideale dopo il Sei Nazioni 2025 e quella delle Quilter Nations Series dello scorso novembre, poi ci siamo volti indietro a guardare cos’è accaduto nel corso degli ultimi 365 giorni per compilare un XV ideale definitivo.

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    La formazione ideale del 2025 secondo OnRugby.it

    15 Thomas Ramos – Francia e Tolosa
    Il gran Sei Nazioni giocato da protagonista e il Top 14 conquistato con il Tolosa valgono la selezione nel dream team del 2025 all’estremo del Tolosa e della nazionale francese, che ha brillato soprattutto nella prima parte dell’anno. La redazione si è spaccata sulla posizione di numero 15, con Damian Willemse che ha ottenuto lo stesso numero di voti brillando soprattutto nel finale della stagione.

    14 Tommy Freeman – Inghilterra e Northamtpon Saints
    L’ala dei Northampton Saints ha avuto un’ottima stagione con l’Inghilterra, con i Northampton Saints finalisti in Champions Cup e ha vestito anche la maglia dei British & Irish Lions in un 2025 sicuramente da ricordare, in cui è passato dal ruolo di ottimo giocatore a quello di protagonista dell’arena internazionale.

    13 Jesse Kriel – Sudafrica e Yokohama Canon Eagles
    Il centro classe 1994 ha capitanato gli Springboks in assenza di Siya Kolisi ed è stato un punto fermo dei campioni del mondo per tutto l’anno, uno dei pochi titolari certi di Rassie Erasmus e una certezza a livello di prestazioni. Guadagnano una menzione d’onore Huw Jones, in forma strepitosa fino all’infortunio che gli ha precluso la presenza nel mese di novembre, e Joseph-Aukuso Suaali’i, che ha impressionato alla sua prima stagione nel rugby union.

    12 Tommaso Menoncello – Italia e Benetton Rugby
    Ogni volta che si parla di Italia, Tommaso Menoncello è sempre in cima alla lista di coloro di cui parlar bene. Talento irrinunciabile, ha anche dato una marcia in più al Benetton nelle migliori uscite della scorsa stagione, specie in Champions Cup. Voti dalla redazione anche per Damian de Allende, che ha vissuto una delle annate migliori della carriera, e Len Ikitau, uno dei segreti della rinascita dell’Australia dei mesi estivi.

    11 Louis Bielle-Biarrey – Francia e Union Bordeaux-Begles
    Unanime il consenso della redazione per la strepitosa stagione di Bielle-Biarrey, che ha aiutato la Francia a vincere il Sei Nazioni eguagliando il record di mete marcate in una singola edizione del Torneo (8) e che ha conquistato la Champions Cup con il Bordeaux da protagonista.

    10 Sacha Feinberg-Mngomezulu – Sudafrica e Stormers
    Il ragazzo sudafricano ha conquistato tutto il mondo nel 2025 a suon di prestazioni. Un talento mostruoso esploso definitivamente durante la stagione internazionale che è sembrata preannunciare un nuovo candidato nella competizione al titolo di miglior giocatore di rugby del mondo. Riceve una menzione anche Finn Russell, che nel 2025 ha conquistato una Premiership da demiurgo del Bath e ha finalmente vissuto un tour dei Lions da protagonista.

    9 Alex Mitchell – Inghilterra e Northampton Saints
    Quando gioca Alex Mitchell, l’Inghilterra è un’altra squadra. Pezzo da 90 con i Northampton Saints, fondamentale nelle sorti di una delle squadre che ha fatto meglio nel 2025 a livello internazionale, Mitchell ha giocato anche un buon tour dei Lions, coronando una bella annata. Menzoni speciali per Cam Roigard, che quando è stato in campo per gli All Blacks ha fatto la differenza, e Cobus Reinach, che a novembre ha lasciato tutti a bocca aperta.

    8 Pablo Matera – Argentina e Honda Heat
    Nel 2025 l’Argentina ha battuto i British & Irish Lions, gli All Blacks, i Wallabies e la Scozia in trasferta. Ha minacciato seriamente di battere l’Inghilterra. E Pablo Matera c’era sempre. Un Matera diverso: maturo, meno supereroistico che in passato, ma tremendamente funzionale al collettivo e con una raffinatezza tecnica che è sempre stata il distinguo in un contesto di terze linee dure, abrasive e fisiche come anch’egli è.

    7 Manuel Zuliani – Italia e Benetton Rugby
    Il caschetto bianco di Manuel Zuliani è stato un incubo ricorrente per ogni avversario che abbia giocato contro gli Azzurri durante il 2025. È stato l’anno dove si è finalmente preso il posto da titolare della Nazionale: ha iniziato il Sei Nazioni come consueto impact player, lo ha finito con la maglia numero 7 sulla schiena e non l’ha lasciata più, risultando costantemente tra i migliori in campo ad ogni incontro sostenuto, compresi quelli in biancoverde. Suo degno rivale durante la stagione è stato Fraser McReight, che con lui condivide il caschetto candido e una infinita passione per i turnover a terra, di cui è stato netto primatista mondiale nel 2025.

    6 Pieter-Steph du Toit – Sudafrica e Toyota Verblitz
    Il Miglior giocatore dell’anno 2024 non avrebbe rubato niente se gli fosse stato accordato il premio anche per il 2025. Peraltro si trovava anche nella ristretta cerchia dei nomi candidati. A 33 anni il gigantesco flanker continua ad essere uno dei giocatori più completi del pianeta, rinvigorito da una funzione cucita su misura nell’attacco degli Springboks, e sembra incapace di commettere errori. Fra le terze linee hanno ricevuto voti anche l’implacabile Ardie Savea, il coraggioso Jac Morgan, il brillante Ben Earl e Jack Willis, forse il giocatore più forte che non gioca i test match internazionali.

    5 Will Skelton – Australia e La Rochelle
    Il colosso australiano merita un posto nel XV dell’anno grazie in particolare alle sue prestazioni contro i British & Irish Lions, dove ha recitato il ruolo di immenso totem attorno al quale i Wallabies si sono ancorati per offrire una validissima opposizione alla selezione britannica e irlandese. Prevale di poco su Tadhg Beirne, che è uscito premiato come miglior giocatore proprio dalla serie dei Lions, ed è stato capace di portare poi quella forma nel resto dell’anno.

    4 Maro Itoje – Inghilterra e Saracens
    La quasi totalità della redazione di OnRugby ha scelto di affidare uno dei due posti in seconda linea a Maro Itoje. Dopo una carriera già lunga e giocata ai massimi livelli, lo scorso 14 gennaio Itoje è stato nominato capitano della nazionale inglese. In estate è diventato capitano dei British & Irish Lions. E come tale si è comportato sia con una rappresentativa che con l’altra, un esempio per compagni e avversari.

    3 Thomas du Toit – Sudafrica e Bath
    Il trentenne colosso sudafricano vanta la rara peculiarità di essere stato tra i vincitori della Rugby World Cup 2019, ma di non aver fatto parte degli Springboks che hanno conquistato il secondo mondiale consecutivo nel 2023. Quest’anno ha completato il suo personale riscatto vincendo la Premiership con Bath e poi recitando un ruolo da protagonista nella terribile prima linea della nazionale che ha vinto di più nel 2025. Posto d’onore per Will Stuart, suo collega al Bath, emerso come una certezza a destra per l’Inghilterra e capace di ritagliarsi un ruolo con i Lions.

    2 Malcolm Marx – Sudafrica e Kubota Spears
    Voto all’unanimità della redazione per il secondo tallonatore capace di vincere il premio di Miglior giocatore dell’anno. Un’impresa titanica, il 2025 di Marx: il suo peso specifico sui successi del Sudafrica è stato enorme, avendo giocato una quantità di minuti non consueta nel rugby di oggi per un giocatore con la maglia numero 2, a 31 anni, con il suo chilometraggio e il suo stile di gioco che possiamo eufemisticamente definire ruvido.

    1 Boan Venter – Sudafrica e Edimburgo
    La prima linea tutta sudafricana viene completata da Boan Venter. Il 27enne gioca dal 2020 in Scozia, con Edimburgo, e probabilmente Gregor Townsend aveva una mezza idea di poterlo selezionare per il XV del Cardo. È arrivato prima Rassie Erasmus: Venter ha esordito a luglio contro la Georgia, con meta alla prima presenza. Da lì ha ottenuto quattro presenze nel Rugby Championship e tre a novembre, affermandosi come un lavoratore infaticabile con grandi qualità in mischia chiusa. Probabilmente il giocatore più migliorato del 2025. Menzione d’onore per l’Azzurro Danilo Fischetti, che ha giocato bene tutto l’anno ed è stato presente in tutte e 11 le partite disputate dall’Italia quest’anno, titolare in 10 di queste.

    XV dell’anno: tutte le formazioni scelte dalla redazione di OnRugby

    Valerio Bardi: 15 Thomas Ramos, 14 Damian Penaud, 13 Huw Jones, 12 Damian de Allende, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea , 7 Fraser McReight, 6 Pieter-Steph du Toit, 5 Tadhg Beirne, 4 Will Skelton, 3 Will Stuart, 2 Malcolm Marx, 1 Boan Venter

    Lorenzo Calamai: 15 Thomas Ramos, 14 Tommy Freeman, 13 Jesse Kriel, 12 Len Ikitau, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Cam Roigard, 8 Jac Morgan, 7 Manuel Zuliani, 6 Pieter-Steph du Toit, 5 Tadhg Beirne, 4 Maro Itoje, 3 Thomas du Toit, 2 Malcolm Marx, 1 Boan Venter

    Michele Cassano: 15 Damian Willemse, 14 Tommy Freeman, 13 Jesse Kriel, 12 Tommaso Menoncello, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Alex Mitchell, 8 Ben Earl, 7 Manuel Zuliani, 6 Pablo Matera, 5 Will Skelton, 4 Maro Itoje, 3 Thomas du Toit, 2 Malcolm Marx, 1 Boan Venter

    Francesco Giannelli Savastano: 15 Damian Willemse, 14 Will Jordan, 13 Joseph-Aukuso Suaali’i, 12 Tommaso Menoncello, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Finn Russell, 9 Alex Mitchell, 8 Jack Willis, 7 Fraser McReight, 6 Manuel Zuliani, 5 Tadhg Beirne, 4 Maro Itoje, 3 Thomas du Toit, 2 Malcolm Marx, 1 Boan Venter

    Francesco Palma: 15 Damian Willemse, 14 Tommy Freeman, 13 Jesse Kriel, 12 Tommaso Menoncello, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Alex Mitchell, 8 Pablo Matera, 7 Jac Morgan, 6 Manuel Zuliani, 5 Will Skelton, 4 Maro Itoje, 3 Will Stuart, 2 Malcolm Marx, 1 Boan Venter

    Matteo Salmoiraghi: 15 Thomas Ramos, 14 Tommy Freeman, 13 Jesse Kriel, 12 Len Ikitau, 11 Louis Bielle-Biarrey, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Cobus Reinach, 8 Ardie Savea, 7 Manuel Zuliani, 6 Pablo Matera, 5 Will Skelton, 4 Maro Itoje, 3 Thomas du Toit, 2 Malcolm Marx, 1 Danilo Fischetti

  • Le Black Ferns puntano sul retaggio familiare: Whitney Hansen è la nuova head coach

    Le Black Ferns puntano sul retaggio familiare: Whitney Hansen è la nuova head coach

    La federazione neozelandese ha annunciato nei giorni scorsi di aver assunto Whitney Hansen come nuova head coach delle Black Ferns, la nazionale maggiore femminile.

    Hansen, 38 anni, ha ottenuto un contratto di due anni e guiderà una delle principali forze del rugby femminile mondiale fino alla fine del 2027. Avrà così la possibilità di portare la Nuova Zelanda ad ospitare il primo tour di sempre della selezione femminile targata British & Irish Lions.

    È solo la seconda allenatrice nella storia delle Black Ferns, la prima da trent’anni a questa parte, e una delle poche allenatrici del panorama internazionale.

    Leggi anche: Benetton, Thomas Gallo: “Con le Zebre sarà partita serrata, come pack siamo pronti”

    È anche la figlia di Steve Hansen, l’ex allenatore degli All Blacks capace di portare in Nuova Zelanda la Rugby World Cup 2015, che ha guidato la nazionale maschile dal 2012 al 2019 e che ha vinto il premio di Allenatore dell’anno della federazione internazionale nel 2012, 2013, 2014 e 2016.

    “Per me è un onore che mi abbiano chiesto di guidare la nazionale in un momento così entusiasmante per assumere il ruolo di head coach – ha detto la giovane allenatrice – C’è una generazione di grande talento che sta emergendo nel rugby neozelandese e il nuovo calendario internazionale rappresenta una grande opportunità di rafforzare ulteriormente tutto ciò di cui sono un simbolo le Black Ferns. Non vedo l’ora di iniziare.”

    Hansen non ha un grandissimo background da giocatrice. Ha iniziato a giocare tardi, a 21 anni, mentre frequentava l’università e ha avuto un carriera breve, passando ad allenare già dal 2014. In questi oltre dieci anni in panchina ha allenato la Canterbury University, la selezione femminile U18 di Canterbury e le New Zealand Barbarians.

    Nel 2021 ha preso parte a uno stage all’interno dello staff delle Black Ferns che vinsero la Rugby World Cup giocata in Nuova Zelanda, la vera e propria svolta della sua carriera. Nel 2022 e nel 2023 è poi stata assistente di Blair Baxter a Matatu, una delle squadre del Super Rugby Aupiki, il massimo campionato femminile neozelandese giocato da quattro franchigie professionistiche. Ne è diventata head coach a partire dal 2024, anno in cui ha anche assunto il ruolo di head coach delle Black Ferns XV, la seconda selezione nazionale femminile.

    “Fare questo lavoro è un incredibile privilegio, ma in realtà il mio percorso non è mai stato quello di qualcuno che vuole realizzare il proprio sogno, ma più di una persona con la fame di diventare migliore delle persone di fronte a sé” dice di sé stessa Hansen.

    “Mio padre è grandioso per come mi supporta come persona, indipendentemente dal mio lavoro. Mi ha sempre spinto ad essere la miglior versione di me stessa. Abbiamo sempre delle conversazioni fantastiche sul rugby e continueremo ad averne.”

    Hansen sarà coadiuvata nel suo lavoro da Tony Christie, già assistente allenatore delle Black Ferns nel precedente ciclo mondiale, e Riki Flutey, ex trequarti centro che i più attenti ricorderanno con la maglia dell’Inghilterra tra il 2008 e il 2011 dopo le sue stagioni ai London Irish e ai Wasps.

  • Buon Natale da OnRugby.it

    Buon Natale da OnRugby.it

    È in arrivo il Natale e, com’è tradizione, anche OnRugby.it si ferma per le festività del 25 dicembre: è il momento della famiglia, degli amici e della convivialità. Un po’ come una specie di terzo tempo.

    In questo periodo di festività, auguriamo a tutti di trascorrere dei giorni sereni, ricchi di momenti da passare insieme alle persone più care.

    La redazione di OnRugby coglie l’occasione per augurare a tutti i propri lettori di passare un felice Natale, pronti a ripartire con altrettanta palla ovale una volta digeriti pandori e panettoni e scartati i regali.

  • European OnRugby Ranking: lo stato dell’arte a Natale

    European OnRugby Ranking: lo stato dell’arte a Natale

    Gli Stormers passeranno il Natale al primo posto dell’European OnRugby Ranking, la classifica dei club di URC, Premiership e Top 14 aggiornata ai risultati fino al 24 dicembre.

    La squadra sudafricana è imbattuta in stagione sia in campionato che in Champions Cup, meritandosi sul campo il primato.

    Nelle posizioni immediatamente di rincalzo Bristol, Northampton Saints e Glasgow Warriors. Tutte e tre beneficiano dei buoni risultati ottenuti in Champions Cup nel corso del mese di dicembre, con gli scozzesi capaci di mietere una vittima importante come lo Stade Toulousain.

    Leggi anche: URC: la formazione del Benetton per il derby di ritorno con le Zebre

    Il Benetton si assesta al gradino numero 22 della graduatoria dopo i tre risultati positivi consecutivi ottenuti in Challenge Cup e nel derby di andata.

    Anche le Zebre ottengono un guadagno di posizioni grazie alla vittoria ottenuta contro Montauban a Parma nel primo turno di Challenge.

    European OnRugby Ranking: la classifica al 24 dicembre

  • URC: la formazione del Benetton per il derby di ritorno con le Zebre

    URC: la formazione del Benetton per il derby di ritorno con le Zebre

    Benetton: la formazione per il derby di ritorno

    Il Benetton Rugby ha ufficializzato la formazione per il derby di ritorno contro le Zebre.

    Si gioca a Parma sabato 27 dicembre, dopo che la settimana scorsa il Benetton ha portato a casa un sudato successo per 21-15 a Treviso.

    Diversi i cambi in formazione: fuori Leonardo Marin e dentro Malakai Fekitoa, out Alessandro Garbisi e dentro Andy Uren nella linea dei trequarti; la terza linea si ristruttura con l’ingresso di Alessandro Izekor, in seconda ecco Eli Snyman, davanti cambio completo con il trio Zilocchi-Maile-Spagnolo.

    Il man of the match della partita di andata Nicholas Gasperini è pronto a entrare nuovamente dalla panchina, con Aminu, Cannone e Rhyno Smith di nuovo nella lista dei 23 dopo l’assenza dell’andata

    Leggi anche: Serie A Elite, Rovigo: il bilancio di fine anno di Davide Giazzon

    Benetton: la formazione per il derby di ritorno

    15 Matt Gallagher

    14 Ignacio Mendy

    13 Tommaso Menoncello

    12 Malakai Fekitoa

    11 Paolo Odogwu

    10 Jacob Umaga

    9 Andy Uren

    8 Michele Lamaro (c)

    7 Manuel Zuliani

    6 Alessandro Izekor

    5 Eli Snyman

    4 Riccardo Favretto

    3 Giosuè Zilocchi

    2 Siua Maile

    1 Mirco Spagnolo

    A disposizione

    16 Nicholas Gasperini

    17 Destiny Aminu

    18 Tiziano Pasquali

    19 Niccolò Cannone

    20 So’otala Fa’aso’o

    21 Federico Ruzza

    22 Louis Werchon

    23 Rhyno Smith

    Indisponibili: Lorenzo Cannone, Thomas Gallo, Sebastian Negri, Ivan Nemer, Federico Zanandrea.

  • Campionato nazionale under 18: la situazione alla pausa di Natale

    Campionato nazionale under 18: la situazione alla pausa di Natale

    Domenica 21 dicembre si è giocata la sesta giornata del Campionato nazionale under 18, la competizione di livello più alto nelle categorie juniores, deputata ad assegnare il titolo di Campione d’Italia juniores.

    Nella stagione 2025/2026, per la prima volta, il campionato è stato ampliato a trenta squadre partecipanti ed è suddiviso in tre gironi territoriali: uno dedicato alle squadre del Triveneto, uno dedicato al nord-ovest (Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta) e un terzo girone che racchiude le squadre del centro-sud.

    La prima classificata di ogni girone si qualificherà alle semifinali, assieme alla migliore delle seconde. Le semifinali si giocheranno in partite di andata e ritorno, mentre la finale sarà unica, in campo neutro e fissata per sabato 31 maggio 2026.

    Leggi anche: Nazionale femminile: 45 atlete per un raduno congiunto tra Maggiore e U21

    I dieci posti del girone 1 sono stati appannaggio delle squadre venete, senza che nessuna compagine friulana o trentina riuscisse ad accedervi. Attualmente il girone è guidato da Valsugana e Benetton, le due squadre che hanno conquistato gli ultimi due titoli giovanili. Entrambe sono imbattute e hanno raccolto 30 punti su 30 disponibili. Più staccato, in terza posizione, il Petrarca, che ha incontrato entrambe le big in avvio di stagione e ne è uscito sconfitto. I padovani proveranno a rientrare in corsa alla ripresa dopo la pausa natalizia, magari approfittando dello scontro diretto fra le due capolista, in programma già l’11 gennaio.

    Nel girone 2 il girone è composto da cinque squadre lombarde e cinque emiliane. Guida il Parabiago, altra squadra capace di totalizzare 30 punti su 30 nelle prime sei giornate. Lotta apertissima per le prime posizioni, però, visto che Rugby Parma e ASR Milano inseguono a 29, anche loro imbattute, e il Brixia Rugby ha 24 punti e una sola sconfitta nel proprio ruolino di marcia.

    Le tre giornate conclusive del girone di andata saranno decisive per capirci qualcosa in più, visto che saranno dense di scontri diretti fra queste quattro protagoniste.

    Il girone 3, a cui partecipano quattro squadre toscane, quattro laziali (o per meglio dire romane) e due abruzzesi, è guidato da un’altra delle squadre protagoniste delle ultime stagioni del rugby giovanile italiano, la Rugby Experience L’Aquila.

    Prova a tenere il ritmo dell’imbattuta capolista il Livorno Rugby, che proprio a L’Aquila ha ricevuto la sua unica sconfitta stagionale, peraltro di misura. Più indietro UR Capitolina, Cavalieri Union Prato Sesto e UR Firenze, che dovranno affermarsi con decisione nel girone di ritorno se vorranno tornare in corsa almeno per il posto di migliore seconda nel lotto delle semifinaliste per lo scudetto juniores.

    Campionato nazionale under 18: le classifiche dei gironi

    Girone 1

    Valsugana Padova 30 Benetton Rugby 30 Rugby Petrarca 21 Mogliano Veneto 18 Rugby Paese 18 Rugby Rovigo Delta 14 Ruggers Tarvisium 11 Villorba Rugby 5 Verona Rugby 1 Rugby San Donà 0

    Girone 2

    Rugby Parabiago 30 Rugby Parma 1931 29 Rugby Milano 29 Brixia 24 Rugby Viadana 1970 18 Rugby Colorno 11 Bologna Rugby Club 7 Rugby Lyons 6 Modena Rugby 2 CUS Milano 0

    Girone 3

    Rugby Experience L’Aquila 29 Livorno Rugby 25 UR Capitolina 21 Cavalieri Union Prato Sesto 19 UR Firenze 19 Primavera Rugby 13 Fiamme Oro Rugby 12 Lazio Rugby 1927 5 Granducato Rugby 4 Avezzano Rugby 1

  • Nazionale femminile: 45 atlete per un raduno congiunto tra Maggiore e U21

    Nazionale femminile: 45 atlete per un raduno congiunto tra Maggiore e U21

    Il capo allenatore della Nazionale maggiore femminile Fabio Roselli e il suo omologo della Nazionale under 21 Diego Saccà hanno diramato una ampia lista di 42 atlete convocate per far parte di un raduno congiunto tra le due selezioni in vista degli impegni del 2026.

    Tre giorni di lavoro, dal 3 al 6 gennaio, al CPO Giulio Onesti di Roma per un appuntamento inedito che fa seguito ai tre Day Camp organizzati sabato 21 dicembre a Parma, Padova e Napoli, dove i tecnici della Nazionale femminile hanno potuto lavorare con alcune delle atlete di rilevanza nazionale, sia seniores che juniores.

    Alla lista di 42 giocatrici si aggiungono 3 atlete invitate a far parte delle attività congiunte, tutte e tre provenienti dalla UR Capitolina: Nicole Mastrangelo, Sara Negroni e Lavinia Pratichetti portano il numero totale delle partecipanti alla tre giorni a 45.

    Leggi anche: Italia: tutti i debutti in Nazionale nel corso del 2025

    Raduno congiunto Italia maggiore e under 21: le convocate

    Convocate
    Natascia AGGIO (Valsugana Rugby Padova)
    Francesca ANDREOLI (Rugby Colorno)
    Alia Antonietta BITONCI (Valsugana Rugby Padova)
    Teresa Sofia BLASKOVIC (Villorba Rugby)
    Gaia BUSO (Villorba Rugby)
    Sofia CATELLANI (Section Paloise Rugby)
    Elisa CECATI (Stade Rennais Rugby)
    Chiara CHELI (Rugby Colorno)
    Angelica CITTADINI (Stade Rennais Rugby)
    Greta COPAT (Villorba Rugby)
    Elettra COSTANTINI (Valsugana Rugby Padova)
    Alyssa D’INCA’ (Blagnac Rugby)
    Gaia DOSI (Rugby Colorno)
    Elena ERRICHIELLO (Unione Rugby Capitolina)
    Valeria FEDRIGHI (Rugby Colorno)
    Silvia FENT (Benetton Rugby Treviso)
    Alice FORTUNA (Valsugana Rugby Padova)
    Alessandra Lucrezia FRANGIPANI (Villorba Rugby)
    Elisa GIORDANO (Valsugana Rugby Padova)
    Francesca GRANZOTTO (Exeter Chiefs)
    Rubina Emma GRASSI (RC Toulon)
    Mascia JELIC (Rugby Colorno)
    Veronica MADIA (Blagnac Rugby)
    Antonella MAIONE (Neapolis Campania Felix)
    Sara MANNINI (Rugby Colorno)
    Gaia MARIS (Valsugana Rugby Padova)
    Lucie Jeanne MOIOLI (Montpellier Hérault Rugby)
    Aura MUZZO (LOU Rugby)
    Vittoria OSTUNI MINUZZI (Valsugana Rugby Padova)
    Alessia PILANI (Stade Bordelais Rugby)
    Alissa RANUCCINI (LOU Rugby)
    Gabriella SERIO (Rugby Colorno)
    Francesca SGORBINI (ASM Clermont Rugby)
    Michela SILLARI (Valsugana Rugby Padova)
    Desiree SPINELLI (Benetton Rugby Treviso)
    Sofia STEFAN (RC Toulon)
    Emma STEVANIN (Valsugana Rugby Padova)
    Margherita TONELLOTTO (Valsugana Rugby Padova)
    Vittoria VECCHINI (Valsugana Rugby Padova)
    Beatrice VERONESE (RC Toulon)
    Vittoria ZANETTE (LOU Rugby)
    Vittoria ZENI (Valsugana Rugby Padova)

    Invitate
    Nicole MASTRANGELO (Unione Rugby Capitolina)
    Sara NEGRONI (Unione Rugby Capitolina)
    Lavinia PRATICHETTI (Unione Rugby Capitolina)

     

  • Sudafrica: Siya Kolisi cambia casacca

    Sudafrica: Siya Kolisi cambia casacca

    Il capitano della nazionale sudafricana Siya Kolisi ha comunicato che lascerà gli Sharks, la franchigia con la quale milita nello United Rugby Championship, alla fine della stagione.

    Nel 2026/2027 il numero 6 degli Springboks si accaserà agli Stormers, la squadra di Città del Capo dove ha già giocato dal 2012 al 2020.

    Kolisi è nato e cresciuto a Gqeberha, la città precedentemente conosciuta come Port Elizabeth, nella regione orientale dal paese. Nel 2009, a 18 anni, si è però trasferito a Città del Capo per militare con Western Province, dove ha mosso i primi passi nel rugby professionistico e in Currie Cup.

    Leggi anche: Sebastian Negri: si complica la strada per il rientro

    Il suo, quindi, è sostanzialmente un ritorno a casa. Ed è proprio con questa spiegazione, quella di tornare a vivere più vicino alla propria famiglia e ai propri figli, che ha comunicato la sua decisione di lasciare gli Sharks ai tifosi della franchigia di Durban, in un video apparso sui social della squadra e dell’atleta.

     

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    Dopo aver recentemente comunicato di aver blindato fino al 2029 Sacha Feinberg-Mngomezulu, forse il miglior giocatore al mondo nel 2025, gli Stormers riportano in bianco e blu il capitano della nazionale, giocatore che sembra maturare con il tempo come un buon vino invece di accusare il peso del tempo che passa.

    Gli Stormers hanno già annunciato anche di aver reclutato il pilone dei Bulls e della nazionale Wilco Louw in vista della prossima stagione. Intanto guidano la classifica dello United Rugby Championship da unica squadra imbattuta e hanno vinto entrambe le partite giocate fin qui di Champions Cup.

  • Premiership: rinnovo di contratto per Stephen Varney

    Premiership: rinnovo di contratto per Stephen Varney

    Gli Exeter Chiefs hanno annunciato di aver rinnovato il contratto di Stephen Varney, mediano di mischia della nazionale italiana, arrivato nel Devon solo l’estate scorsa.

    Varney, talento classe 2001 nato in Galles da madre italiana, è cresciuto rugbisticamente nel Gloucester, squadra che ha rappresentato per i primi anni della sua carriera, debuttando giovanissimo in prima squadra, a soli 18 anni. Con l’Italia ha vestito le maglie della nazionale U20 e ha debuttato con la nazionale maggiore nel 2020.

    Dopo qualche stagione di apprendistato, non riuscendo a trovare continuità nel club che lo ha formato, ha accettato di trasferirsi in Francia nel 2024, con un contratto a breve termine con il Vannes, squadra neopromossa in Top 14 e retrocessa nuovamente in ProD2 alla fine della stagione.

    Leggi anche: Louis Rees-Zammit: Prem Rugby o Top 14? L’ala gallese è al centro del mercato

    In estate è quindi tornato in Inghilterra, agli Exeter Chiefs, dove forma un trio di nazionali italiani con Ross Vintcent e Andrea Zambonin.

    Con il nuovo club Varney ha fatto benissimo in questo avvio di stagione: ha sei presenze da titolare in sette giornate di campionato e due mete marcate, oltre a una fondamentale centralità nell’intraprendente gioco della formazione allenata da Rob Baxter. La sua forma si è riversata anche nelle prestazioni in nazionale, come dimostrato a novembre nei test contro Australia e Sudafrica.

    Dopo un acciacco subito proprio in raduno con gli Azzurri che lo ha tenuto fuori qualche settimana, Varney è tornato in campo nello scorso weekend contro i Saracens, segnando subito una meta nella preziosa vittoria dei suoi nel massimo campionato inglese.

    Sulla scia di questa prestazione è arrivato l’annuncio del rinnovo di contratto, che ne garantisce la permanenza per il prossimo futuro a Sandy Park. Il precedente accordo con il club riguardava solo la corrente stagione, mentre non è stata resa nota la durata dell’estensione.

    “Sono felice di rifirmare per i Chiefs – ha detto Varney – Anche se sono stato qui solo da inizio stagione mi sono trovato bene fin dal primo giorno.”

    “Stephen è venuto qui per un anno per vedere come andavano le cose e ha avuto un impatto fantastico finora – ha dichiarato il director of rugby Baxter – Si vede che è un giocatore di qualità ed è una delle principali ragioni per cui stiamo andando bene. Le sue abilità di passaggio, calcio e lettura abbinate alla sua grande velocità sono state fondamentali. È chiaramente molto appassionato nel far bene per la squadra e i compagni, è completamente coinvolto in ciò che accade qui. Penso quindi la sua firma sia davvero importante per il nostro futuro.”

  • Chi la dura la vince: Tolosa con la meta del bonus a tempo scaduto – video

    Chi la dura la vince: Tolosa con la meta del bonus a tempo scaduto – video

    Accade solo in Top 14 che una squadra avanti nel punteggio per 36-19 continui a giocare dopo aver recuperato un pallone a metà campo. Merito della regola per il punto di bonus, che in Francia è leggermente diversa che nel resto del mondo: nel massimo campionato transalpino si ottiene il punto addizionale offensivo solo se si segnano tre mete in più dell’avversario.

    Ecco che allora il Tolosa, che aveva già segnato cinque mete al Lione, ha giocato oltre l’ottantesimo per marcarne una sesta, portare via cinque punti dallo Stade de Gerland e tenere il ritmo del Pau in vetta alla classifica del campionato.

    Il lunghissimo multifase, iniziato grazie a un pallone strappato nel contatto da Antoine Dupont e tenuto vivo con un eclettico passaggio rovesciato, ha visto Tolosa ricominciare a costruire dalla propria linea dei dieci metri contro una difesa che si è data tutt’altro che per vinta.

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    La grande tecnica individuale della squadra rossonera ha portato al break di Blair Kinghorn prima e alla meta di Lucas Vigneres poi, per ottenere un successo rotondo di 41-19 che ha dato i 5 punti al Tolosa.

    Il video della meta del Tolosa

     

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  • Staff Italia: Sergio Parisse conferma i contatti

    Staff Italia: Sergio Parisse conferma i contatti

    L’ex capitano della Nazionale Sergio Parisse ha confermato le voci che lo vogliono in contatto con la selezione azzurra per entrare a far parte dello staff dell’Italia nel prossimo futuro.

    All’inizio del mese di dicembre il portale specializzato Rugbyrama, legato al giornale del rugby transalpino Midi Olympique, aveva riportato per primo dei contatti tra l’ex numero 8 Azzurro, oggi assistente allenatore del Tolone, e l’Italia. Stavolta è stato proprio il diretto interessato a rispondere alle domande poste invece dal media locale Var-Matin.

    “La verità è che sono in scadenza di contratto con il Tolone – ha detto Parisse – Ad oggi non ho firmato niente con nessuno. Sì, sono in contatto con la selezione italiana, ovviamente non rimarrei sordo alla chiamata del mio paese se l’occasione si presentasse.”

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    Sergio Parisse si è ritirato dal rugby giocato nel 2023, a quarant’anni, ed è immediatamente passato a far parte dello staff di Pierre Mignoni a Tolone, club nel quale ha terminato la carriera sportiva.

    Secondo quanto scrive Var-Matin i primi contatti tra Parisse e la Nazionale risalgono addirittura all’inizio del mandato di Gonzalo Quesada, circa due anni fa. L’allenatore argentino non ha mai fatto mistero della stima e del buon rapporto che lo lega a colui che fu il capitano del suo Stade Français campione di Francia nel 2015.

    “Ovviamente il Tolone è al corrente dei contatti e ancora non c’è niente di deciso – ha tenuto a precisare Parisse – Siamo a livello di interesse, un interesse che oggi è lo stesso di quello di un anno e mezzo fa.”

  • Zebre, Brunello: “Dispiace che anche questo derby sia stato deciso da episodi arbitrali”

    Zebre, Brunello: “Dispiace che anche questo derby sia stato deciso da episodi arbitrali”

    Dopo la sconfitta nel derby di andata contro il Benetton a Treviso, Massimo Brunello mastica amaro. A suo parere la partita è stata decisa da un metro di giudizio arbitrale non uniforme rispetto alla norma delle partite dello United Rugby Championship, e non si è fatto remore ad esprimere il proprio disappunto nella conferenza stampa che ha fatto seguito al match di Monigo.

    “Sono orgoglioso della prestazione dei ragazzi, era quella che cercavamo – ha detto il tecnico della franchigia ducale – Dispiace per il risultato, perché era evidente che nel finale eravamo in rimonta, stavamo un po’ meglio di loro. Purtroppo, come l’anno scorso, mi dispiace che la partita venga decisa da episodi che non riguardano i giocatori, ma l’arbitro.”

    Un anno fa il Benetton aveva vinto 11-10 grazie a un calcio di punizione nel finale comminato a Geronimo Prisciantelli, reo di aver sigillato una ruck nei propri 22 metri. A fine partita Brunello aveva contestato la decisione dell’arbitro Federico Vedovelli, così come ha stavolta contestato l’operato di Gianluca Gnecchi e dei suoi assistenti.

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    “Quattordici calci contro e quattro a favore, alla fine. Capisco che il Benetton è bravo a essere disciplinato, tutto quello che volete, ma questi numeri…”

    “Dico solo che il metro di misura deve essere uguale per tutti. Se il fuorigioco non c’è, non c’è per nessuno. Oggi non ne è stato fischiato nessuno, né a noi né a loro. Però in URC dicono che se sei sulla linea di meta e metti le mani davanti, sei in fuorigioco. Ce ne hanno fischiati mille, di questo tipo. E su quell’arrembaggio nostro oggi non ce li hanno mai dati.”

    “[Thomas] Dominguez ha preso sei settimane di squalifica perché ha fatto un placcaggio pericoloso contro il Leinster, è entrato di spalla su un giocatore. Oggi è stato fatto identico, la stessa cosa, e non è stato fischiato. E questa per noi è un’ingiustizia.”

    Dopo il 21-15 di Monigo, adesso l’attenzione si sposta su Parma, dove si preannuncia un secondo derby ancor più incendiario del precedente, con un pronostico ancora più aperto.

    “Per la partita di ritorno è difficile parlare di risultato, soprattutto quando giochi contro squadre così forti, complete. Sappiamo tutti che profondità abbia il Benetton. Ci proveremo come abbiamo fatto oggi. Anche nei momenti difficili, come quando sono andati 16-3, eravamo ancora lì a lottare. Ci siamo sempre, siamo presenti e credo che i ragazzi non tradiranno neanche nella prossima partita. Saremo ancora sul pezzo.”

  • Benetton: “Tommaso Menoncello andrà a Tolosa”

    Benetton: “Tommaso Menoncello andrà a Tolosa”

    Il neo-presidente del Benetton Rugby Antonio Pavanello ha confermato che Tommaso Menoncello, trequarti centro e stella del club e della Nazionale, si trasferirà allo Stade Toulousain alla fine della stagione.

    Lo ha dichiarato in una intervista concessa all’edizione trevigiana de Il Gazzettino, in cui ha parlato del trasferimento che, a sorpresa, ha privato i biancoverdi di Tomas Albornoz a metà stagione e di quello che vedrà anche il Miglior giocatore del Sei Nazioni 2024 trasferirsi in Francia nella prossima.

    “Bisogna essere realisti e ammettere che la Francia è di un altro pianeta, non solo rispetto a noi ma anche alla Premiership – ha ammesso il massimo dirigente biancoverde, che ha preso da qualche giorno il posto di Amerino Zatta – Il Benetton può avvicinarsi alle altre realtà di Urc e inglesi, ma non alla Francia.”

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    “Il mercato lo conosco bene, quando i nostri competitor voglio alzare l’asticella lo fanno, ma la verità è che la Francia detta legge anche nei confronti degli altri due. Si tratta di professionisti, bisogna stare tranquilli e dire che per certi giocatori la carriera è questa. E se possono portarsi a casa il giusto guadagno è opportuno che lo facciano.”

    “È già sicuro che [Tommaso Menoncello] andrà a Tolosa, anche lui ha il destino segnato. Tommy finirà probabilmente nel miglior club al mondo, quantomeno d’Europa: giusto che si trasferisca proprio dai campioni. Ma lui almeno resta sino al termine della stagione.”

    Le parole di Pavanello ratificano quanto era già grosso modo emerso nel corso dei mesi scorsi: già dalla scorsa estate erano emerse diverse voci di corridoio di qua e di là dalle Alpi a proposito del fatto che Menoncello fosse corteggiato da diverse squadre del massimo campionato francese.

    A ottobre alcuni quotidiani sportivi francesi avevano riportato la notizia di un accordo fatto tra Tolosa e Menoncello, come confermato dalle parole di Pavanello. Il centro azzurro sarà un giocatore del Benetton, in ogni caso, fino alla scadenza del suo contratto, prevista per il prossimo 30 giugno.

  • URC: Leinster vince in rimonta, ma che brivido. Gli highlights del derby con Ulster

    URC: Leinster vince in rimonta, ma che brivido. Gli highlights del derby con Ulster

    Leinster rischia la quarta sconfitta della sua stagione tra le mura amiche dell’Aviva Stadium, ma finisce per riprendere il controllo della gara nel finale e battere un Ulster coriaceo nell’anticipo della settima giornata di United Rugby Championship.

    A Dublino i campioni in carica sono andati al riposo in svantaggio 17-7 contro la squadra nordirlandese nel primo dei due derby interprovinciali del fine settimana: se da una parte Rieko Ioane ha segnato la sua prima meta in maglia Leinster, dall’altra una doppietta di Werner Kok e una bella meta individuale di Tom Stewart sembravano lanciare Ulster in una direzione promettente.

    I padroni di casa hanno aggiustato le cose nei venti minuti conclusivi. Sotto 20-12 al 62′, hanno prima accorciato con James Lowe al 66′ sul 20-17 e poi completato la rimonta con Dan Sheehan, autore della meta del sorpasso, della rimonta e della vittoria al minuto 75.

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    Alla fine, insomma, cinque punti in classifica come da pronostico, ma la storia della partita racconta di una squadra dublinese che ha dovuto sudare sette camicie per mettere al tappeto i cugini di Belfast, che peraltro continuano a precederli in classifica, a testimonianza dell’ottimo avvio di stagione intrapreso.

    Nell’altro anticipo del venerdì di URC gli Scarlets si sono imposti in trasferta a Cardiff in uno dei due derby gallesi. Sconfitta a sorpresa, quella della squadra della capitale, che detiene la seconda posizione in classifica. Una doppietta dell’esperto Gareth Davies ha messo però al tappeto i padroni di casa, che raccolgono solo un punto dal 17-21 finale.

    Gli highlights di Leinster v Ulster

    Gli highlights di Cardiff v Scarlets

  • URC, tra Benetton e Zebre il derby più equilibrato di sempre

    URC, tra Benetton e Zebre il derby più equilibrato di sempre

    Trentadue derby giocati tra Benetton e Zebre, venticinque affermazioni per i primi, sette vittorie per i secondi. Soprattutto, tante partite con una chiara squadra favorita sull’altra e, malgrado qualche risultato più ravvicinato del previsto, consuetamente il pronostico della vigilia è poi stato rispettato.

    A guardar bene in giro, chi di pronostici si occupa in maniera professionale dà precise indicazioni e tende a favorire decisamente la squadra di Treviso che ospiterà in casa questa prima delle due partite tra le franchigie italiane dello United Rugby Championship.

    Tuttavia, si va verso una doppia sfida che risulta probabilmente la più equilibrata a cui i tifosi italiani abbiano potuto assistere.

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    Zebre e Benetton sono divise da un punto in classifica, hanno vinto lo stesso numero di partite in campionato (2 su 6) e hanno fatto registrare numeri simili in termini di punti segnati e punti subiti. Entrambe hanno in qualche modo preso fiducia dalle partite disputate in coppa e si presentano alla ripresa dello URC con la voglia di cambiare il corso della propria stagione.

    I biancoverdi hanno, sulla carta, il tasso di talento maggiore, ma hanno anche dimostrato di essere estremamente ondivaghi nell’espressione delle loro qualità e danno l’impressione di essere spesso una squadra immersa in qualche genere di turbolenza.

    A Parma di turbolenze ne hanno vissute a bizzeffe. Alcune non fanno più notizia, altre sono state tutto sommato gestite e oggi l’organizzazione sembra avere una maggiore serenità, che si riflette poi anche nella capacità di performare della squadra. La grande fame di una squadra ricca di giovani che hanno l’ambizione di affermarsi nel panorama nazionale è l’arma in più dei ducali per questa partita.

    Entrambi gli staff tecnici hanno proposto formazioni con qualche grado di sorpresa.

    Il Benetton tiene in panchina Tomas Albornoz, alla sua ultima partita con la maglia dei biancoverdi. Preferisce spostare Paolo Odogwu come ala, tenendo fuori dai 23 Louis Lynagh. Niente Rhyno Smith, ma maglia numero 15 affidata a Matt Gallagher. Lorenzo Cannone parte dalla panchina per dare ancora spazio a So’otala Fa’aso’o.

    Nelle Zebre si fa notare lo spostamento di Giacomo Ferrari in seconda linea, preferito a Matteo Canali e Alessandro Ortombina, specialisti che invece siedono entrambi in panchina. Tra i trequarti Giovanni Montemauri copre il ruolo di estremo come già accaduto in stagione, probabilmente per aggiungere una dimensione di playmaking che le alternative più ortodosse non danno. C’è anche lo spostamento di Giulio Bertaccini ad ala, ruolo spesso ricoperto in carriera ma che per la prima volta riveste in franchigia.

    Durante la prima parte della stagione entrambe le squadre hanno dimostrato di saper giocare un bel rugby con la palla in mano, anche se hanno tutte e due denotato qualche difficoltà nel trasformare in punti le iniziative offensive: il Benetton è la peggior squadra di URC per numero di mete segnate, le Zebre fanno poco meglio.

    I biancoverdi possono contare su una maggiore fisicità complessiva e su una mischia ordinata molto forte, dove proveranno certamente a imporsi. I ducali hanno maggiori capacità di liberare il proprio campo e guadagnare territorio.

    La sfida, insomma, si propone come una delle più equilibrate di sempre tra queste due squadre. Il Benetton parte con un leggero favore per via del fattore casa e della qualità complessiva dei 23. Si gioca alle 15.00, arbitra Gianluca Gnecchi, diretta televisiva su Sky Sport Max.

    Benetton Rugby: 15 Matt Gallagher, 14 Paolo Odogwu, 13 Tommaso Menoncello, 12 Leonardo Marin, 11 Ignacio Mendy, 10 Jacob Umaga, 9 Alessandro Garbisi, 8 So’otala Fa’aso’o, 7 Michele Lamaro (C), 6 Manuel Zuliani, 5 Federico Ruzza, 4 Riccardo Favretto, 3 Simone Ferrari, 2 Bautista Bernasconi, 1 Thomas Gallo
    A disposizione: 16 Nicholas Gasperini, 17 Mirco Spagnolo, 18 Tiziano Pasquali, 19 Giulio Marini, 20 Lorenzo Cannone, 21 Louis Werchon, 22 Tomas Albornoz, 23 Malakai Fekitoa

    Zebre Parma: 15 Giovanni Montemauri, 14 Giulio Bertaccini, 13 Marco Zanon, 12 Damiano Mazza, 11 Simone Gesi, 10 Giacomo Da Re, 9 Alessandro Fusco, 8 David Odiase, 7 Samuele Locatelli, 6 Bautista Stavile, 5 Leonard Krumov (C), 4 Giacomo Ferrari, 3 Juan Pitinari, 2 Tommaso di Bartolomeo, 1 Muhamed Hasa
    A disposizione: 16 Giampietro Ribaldi, 17 Paolo Buonfiglio, 18 Matteo Nocera, 19 Alessandro Ortombina, 20 Matteo Canali, 21 Thomas Dominguez, 22 Malik Faissal, 23 Giovanni Licata

  • Italiani all’estero: torna in campo Edoardo Todaro

    Italiani all’estero: torna in campo Edoardo Todaro

    Immediato ritorno in campo per Edoardo Todaro dopo la squalifica per un placcaggio pericoloso comminatagli in Premiership: l’ala italiana dei Northampton Saints ha dovuto saltare le prime due giornate della Champions Cup, ma è stata subito selezionato tra i titolari per la partita di Prem Rugby del weekend.

    Sfida in casa contro i Sale Sharks che hanno diviso la propria strada da quella di Marco Bortolami nelle ultime settimane. Parteciperà anche Danilo Fischetti, che partirà invece dalla panchina con la maglia numero 17.

    Nel massimo campionato inglese si registra anche il ritorno in campo di Stephen Varney dopo l’infortunio patito a novembre con la nazionale. Il mediano di mischia riprende il proprio posto al fianco di Harvey Skinner in cabina di regia degli Exeter Chiefs, mentre Andrea Zambonin sarà titolare in seconda linea. La squadra del Devon ospiterà al Sandy Park i Saracens, nella cui formazione figura Marco Riccioni con la maglia numero 18.

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    Italiani in Top 14

    Mentre si è già giocata la quindicesima giornata del campionato di ProD2, con Pablo Dimcheff titolare nel Colomiers vincente su Valence Romans e unico Azzurro coinvolto, si preparano a scendere in campo le squadre del massimo campionato francese, il Top 14.

    Giacomo Nicotera è stato scelto come tallonatore titolare dallo Stade Français che alle 14.30 di sabato 20 dicembre ospita al Jean Bouin il Racing 92 per il derby di Parigi.

    Alle 16.35 si disputa il grosso delle partite: Loris Zarantonello parte in panchina per il Castres che affronta una difficile trasferta a Montpellier; Federico Mori si sposta a numero 13 al fianco di Manu Tuilagi per una coppia di centri maxi in La Rochelle-Bayonne.

    In serata spazio a Monty Ioane, che parte dalla panchina per il Lione nella sfida contro un Tolosa parzialmente rimaneggiato.

    Domenica sera, nel match trasmesso in TV anche in Italia, sfida al massimo livello tra Bordeaux e Tolone. Le formazioni verranno ufficializzate nel corso della giornata di sabato. L’unico tra i vari Azzurri coinvolti che dovrebbe sicuramente prendere parte all’incontro è Nacho Brex. A Bordeaux Martin Page-Relo proverà a prendersi un posto sul banco dei sostituti, ma la maglia numero 9 dovrebbe essere appannaggio del rientrante Maxime Lucu. Sull’altro versante Lucchesi è alle prese con nuovi problemi fisici, mentre a Garbisi, seppure presente nel gruppo allargato dei 28 che preparano l’incontro, potrebbe essere di nuovo preferito Mateo Garcia, che ha fatto bene in Champions contro Bath.

  • Coppa Italia, barrage per le semifinali: le formazioni

    Coppa Italia, barrage per le semifinali: le formazioni

    Sabato 20 dicembre è la data designata per disputare i barrages di Coppa Italia: con il campionato di Serie A Elite maschile già entrato in pausa natalizia, quattro squadre scenderanno in campo per giocarsi l’accesso alle semifinali della competizione parallela.

    Petrarca e Valorugby, prima e seconda del girone 1 e già qualificate alle semifinali, scopriranno quindi la loro rispettiva sfidante. A sfidarsi saranno Vicenza e Viadana, squadre che vengono da uno scontro diretto di appena una settimana fa vinto dai veneti in campionato, e Colorno e Fiamme Oro. Entrambe le squadre ospiti partono, in ogni caso, da favorite.

    Quella del 20 dicembre sarà l’ultima occasione per vedere le squadre del massimo campionato italiano impegnate in campo per il 2025, poi torneranno in campo il prossimo 10 gennaio alla ripresa delle competizioni.

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    Coppa Italia, barrage per le semifinali: le formazioni

    Vicenza v Viadana
    Rugby Vicenza: Perello-Alvarez, Tavuyara, Filippetto, Leaupepe, Sperandio; Heymans, Panunzi; Vunisa, Trambaiolo, Menon; Ramasibana, Parolo; Avila-Recio, Ferrara, Zago.
    A disposizione: Pedon, Franchetti, Leso, Mirenzi, Ferrari, Bance, Zanon, Pierobon.

    Rugby Viadana 1970: Zaridze, Bussaglia, Orellana, Jannelli, Ciofani; Ferro, Jelic; Bruni, Gamboa, Boschetti; Sommer, Loretoni; R. Oubina, Casasola, A. Oubina.
    A disposizione: Simonini, Olivari, Caro Saisi, Vallesi, Colledan, Prat, Segovia, Maestri.

    Colorno v Fiamme Oro
    Rugby Colorno: Cattaneo, Bozzoni, Moore, Lenzi, Visinia; Ceballos, Gelos; Varletta, Cannata, Rossetti; Butturini, Ghilardi; Cordì, Nisica, Garziera.
    A disposizione: Bruzzi, Ascari, Tontini, Mengoni, Waqanibau, Ventresca, Cristofanetti

    Fiamme Oro: Sodo Migliori; Guardiano, Fusari A., Vaccari, Zorzi; Canna, Tomaselli; Andreani, Bellucci, Marucchini; Angelone, Fragnito; Morosi, Di Censi, Bartolini
    A disposizione: De Rossi, Fiorentini, Carones, Piantella, Chianucci, Gambarelli, Di Marco, Forcucci

  • Top 14: quanto si guadagna nel massimo campionato francese. Gli stipendi ruolo per ruolo

    Top 14: quanto si guadagna nel massimo campionato francese. Gli stipendi ruolo per ruolo

    Mercoledì 17 dicembre, in seguito all’assemblea generale dei suoi membri, la lega dei club professionistici francesi (Ligue Nationale de Rugby, LNR) ha emesso un comunicato dove ha riassunto una serie di statistiche legate agli stipendi dei giocatori e al salary cap, argomento di cui si sta parlando molto in questi giorni a causa delle penalizzazioni comminate al Tolosa e ad alcuni club di ProD2 che non ne hanno rispettato alcune norme.

    Una delle parti più interessanti del comunicato riguarda l’infografica che illustra lo stipendio medio annuo ruolo per ruolo tra le squadre del massimo campionato francese, riferito alla stagione 2024/2025.

    Il ruolo più pagato è quello del mediano di apertura: in media, un numero 10 di un club di Top 14 percepisce 343mila euro. L’unico altro ruolo a sfondare quota 300mila è, piuttosto a sorpresa, quello di seconda linea. La posizione con una retribuzione inferiore alle altre è quella del trequarti ala, che si attesta attorno ai 223mila euro.

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    Il rapporto della LNR ha evidenziato come negli ultimi anni il monte ingaggi dei principali club del massimo campionato francese sia rimasto stabile, mentre è fortemente cresciuto quello dei club più piccoli: nel 2018/2019 i tre club con il monte ingaggi più alto cumulavano 11,9 milioni di euro, oggi siamo a 11,5; per contro i tre club con il monte ingaggi più basso cumulavano 4,6 milioni sette anni fa, oggi hanno raggiunto i 7,3.

    In media ogni club ha una rosa di 54 giocatori: 37 effettivi e 17 con contratti espoirs. Una cifra che ha portato il numero degli atleti sotto contratto con le squadre francesi a crescere del 6% nell’arco dei sette anni presi in analisi.

    Ogni club francese ha un salary cap posto a 10,7 milioni di euro. Un limite fissato come tale fino alla stagione 2026/2027, che le società possono superare solo grazie a dei crediti speciali che derivano dall’impiego di giocatori convocati in nazionale francese. Quasi tutti i club utilizzano fino in fondo il proprio salary cap: 10 su 14 sono oltre il 95%. Proprio questi premi e le limitazioni all’utilizzo dei giocatori non formati in Francia ha portato gli stipendi dei giocatori stranieri a calare del 5% negli ultimi 7 anni, mentre i salari dei giocatori JIFF (formati in Francia per almeno tre stagioni) sono cresciuti del 3%.

    Top 14: gli stipendi ruolo per ruolo

    Pilone sinistro – 245mila euro
    Tallonatore – 247mila euro
    Pilone destro – 260mila euro
    Seconda linea – 302mila euro
    Flanker – 242mila euro
    Numero 8- 296mila euro
    Mediano di mischia – 261mila euro
    Mediano di apertura – 343mila euro
    Centro – 274mila euro
    Ala – 223mila euro
    Estremo – 251mila euro