Italia, Gonzalo Quesada: “Siamo davanti a una grande sfida, la vogliamo affrontare con carattere”
Il ct degli Azzurri vuole una squadra coraggiosa nel mese di novembre. Il punto su Allan e Capuozzo e le possibili scelte di formazione
Italia, Gonzalo Quesada: "Siamo davanti a una grande sfida, la vogliamo affrontare con carattere" (Ph. Sebastiano Pessina)
L’inizio del round conclusivo del Nations Championship 2026 è sempre più vicino per l’Italia di Gonzalo Quesada. Il tecnico degli Azzurri in questa settimana di raduno a Padova ha verificato le condizioni di un gruppo che ha dovuto fare i conti con tante assenze legate agli infortuni, ma che vuole cercare di vivere al massimo un intenso mese di novembre.
Italia, Gonzalo Quesada: “Siamo davanti a una grande sfida, la vogliamo affrontare con carattere”
Intervenuto in conferenza stampa, il ct dell’Italia – nelle settimane che portano agli impegni con Sudafrica, Argentina e Fiji – ha toccato diversi punti spiegando il suo punto di vista.
I tanti infortuni portano a una domanda che riguarda il numero globale di giocatori seguiti e, viste le assenze fra le altre di leader come Lamaro e Brex, su quali elementi possa andare l’investitura di capitano per queste partite: “Come staff tecnico abbiamo una lista che comprende 67 giocatori che seguiamo e che pensiamo possano fare parte del gruppo-squadra che poi fa parte della nazionale. La scelta del capitano la sto valutando: ci sono giocatori che l’hanno già fatto come Niccolò Cannone e Giacomo Nicotera e ci sono altri ragazzi che potrebbero farlo per la prima volta”.
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Sugli allenamenti e il clima in squadra: “Siamo davanti a una grande sfida, sia per il profilo e la quantità delle partite che andremo ad affrontare sia perché arrivano in un momento particolare. Ci sono delle cose di cui dobbiamo tener presente: sappiamo che ora il 70% del gruppo selezionato partirà per tornare nel proprio club di appartenenza, sappiamo che ci sono tanti infortuni, ma sappiamo anche che questa è un’opportunità. La vogliamo affrontare con carattere, giocheremo in casa negli stadi italiani e questo non potrà che darci energia pensando poi all’ultima partita del mese di novembre. Siamo a un anno dal Mondiale “.
Sull’inizio di Benetton e Zebre, che sin qui non hanno ancora trovato la vittoria: “Il fatto che non siano riuscite ancora a vincere non rappresenta una situazione ideale. E’ chiaro però che le assenze di cui abbiamo parlato noi, sono il riflesso anche di quello che avviene per Benetton e Zebre. Cerchiamo di cogliere l’opportunità: anche se le partite con le franchigie non sono state perfette. Siamo arrivati a questo raduno, nel terzo anno del mio lavoro, con grande energia e positività: contenti di vederci e di lavorare insieme come gruppo-squadra. Ci saranno opportunità sia per i più esperti sia per chi non ha mai giocato per la nazionale”.
Sullo stile di gioco: “L’evoluzione dev’essere costante. Dobbiamo puntare su cambiamenti e imprevedibilità: non possiamo giocare come il Sudafrica o altre formazioni che riescono a imporre il loro gioco nella ripetitività. Dobbiamo essere creativi: voglia e entusiasmo non possono mancarci. In questa finestra di novembre cercheremo di capire anche quale e quanta è la profondità del rugby italiano”.
Come sta Tommaso Allan e il suo percorso di rientro: “Non si è ancora allenato in maniera completa con la squadra, sta facendo un lavoro a parte con i fisioterapisti e i preparatori per continuare nel suo processo verso il ritorno al gioco. Venerdì dovrebbe allenarsi con noi per una buona parte dell’allenamento: l’intenzione sarebbe quella di riaverlo al 100% la prossima settimana. Analizzeremo se potrà fare parte dei 23: in una situazione normale, un giocatore che rientra all’allenamento nella stessa settimana in cui c’è la partita non lo faremmo giocare, ma in questo caso dovremmo valutare tutte le possibilità perché una mancanza di scelte potrebbe portarci anche a prendere questa decisione”.
La gestione e il rilascio dei giocatori: “La Regola 9 consente a tutte le nazionali di avere i giocatori a disposizione da lunedì a mercoledì, ragion per cui oggi tutti devono tornare ai loro club. A quel punto ogni nazionale deve capire come muoversi per i propri giocatori. Il Top 14 si gioca praticamente in tutti i weekend dell’anno, mentre in Inghilterra non c’è solo la PREM, ma anche la PREM Rugby Cup, a livello di franchigie il Benetton e le Zebre hanno un po’ di difficoltà e quindi ci sarà una lista di giocatori rilasciati per andare a comporre l’organico per le prossime partite di URC; con loro in particolare ci ritroveremo domenica sera o lunedì mattina”.
Una specifica su Capuozzo che dovrebbe essere a disposizione per la prossima settimana avendo superato il problema famigliare che non gli ha consentito di rispondere alla prima convocazione: “Ange giocherà domenica alle 21 a Pau. La gara finirà alle 23.30, a quell’ora noi saremo già a dormire: lui dovrà tornare a Tolosa e lunedì raggiungerci a Torino per iniziare la settimana di preparazione col Sudafrica: quella sarà una giornata persa, martedì lavorerà recuperando. Mercoledì è il nostro giorno off”, di fatto Quesada ha fatto intendere che potrà allenarsi pienamente con la squadra solo da giovedì 5 novembre, a due giorni dalla gara con gli Springboks”.
Verso il Sudafrica: “Pensiamo ovviamente a poter mettere in campo la migliore formazione possibile anche guardando alle caratteristiche dei giocatori e a quello che ci servirà per affrontarli: penseremo sia a quello che faranno loro, ma anche a quello che vogliamo fare noi. Vogliamo una squadra che parta con 15 giocatori che abbiamo, almeno di base, l’idea di poter stare in campo quasi tutti per 80 minuti. Sicuramente avremo alcuni esordienti: la situazione ci porta a dire, al momento, che giocatori di esperienza che abbiano giocato spesso in queste ultime settimane sono pochi”.
Messaggio: “Detto questo, quello che voglio confermare è il messaggio di fiducia vera al gruppo. Ho avuto belle sensazioni in questi giorni. A Padova ci siamo allenamenti molto bene, con un clima atmosferico gradevole, questo ci ha consentito anche di pensare meno agli infortuni e alle situazioni che non saranno facili”.
Una riflessione sul grande numero di infortuni che sta colpendo molte delle squadre che parteciperanno al Nations Championship: “Purtroppo era quasi “logico” che succedesse. Giocare 10 mesi e mezzo all’anno vuol dire non rispettare i cicli di rigenerazione e recupero del corpo. Questo non riguarda solo la componente fisica, che è quella che poi viene colpita, ma anche quella mentale. Durante l’anno si fanno, per giocare al massimo, tre cicli di carico di lavoro, mentre lo scarico è quasi sempre limitato a un singolo periodo un po’ più lungo. Poi cosa avviene, che i giocatori fanno tante partite: giocano, giocano, giocano e a un certo punto il corpo ti dice basta e ti chiede di recuperare. Purtroppo, presto o tardi, succede a tutti: i calendari sono pieni fra campionati, coppe, gare internazionali e quest’anno ad esempio a novembre ci sarà anche una partita in più”.
Come immaginare tutto il mese di novembre del Nations Championship: “Bisognerà pensare a una gara per volta, come se fossero quattro discipline di un singolo sport da mettere insieme. Ogni lunedì dovremo essere pronti a pensare a un’avversaria diversa. L’anno scorso a novembre abbiamo ottenuto due vittorie: una grande partita contro l’Australia, una vittoria così così col Cile facendo anche una bella partita contro il Sudafrica. Giocare in Italia ci dà energie e lo vediamo anche quando siamo a Roma per il Sei Nazioni: vogliamo che questo avvenga anche a Torino, Genova e Udine. Voglio ringraziare infine la Federazione: in occasione del trasferimento fra Genova e Udine, verso la partita con le Fiji, avremo a disposizione un charter per compiere il viaggio ed essere subito pronti a preparare la partita successiva. Ci alleneremo sempre in 33 per preparare ogni singola partita: avremo bisogno di fare rotazioni. Mettere insieme quattro partite di questo tipo non sarà facile: saranno pochissimi quelli che non giocheranno con i club nel prossimo weekend, quindi vuol dire che i giocatori arriveranno con tante partite già nelle gambe e dovranno sommarne delle altre. Sarà un test sotto tanti punti di vista, la nostra idea comunque è quella di crescere e di provare a essere competitivi in tutte le partite”.