Rugby’s Greatest Rivalry: la statistica che ha deciso il primo match tra Sudafrica e All Blacks
Importante vittoria neozelandese all'Ellis Park, Springboks battuti addirittura per 16-33: un dato indica questa netta differenza
Rugby’s Greatest Rivalry: la statistica che ha deciso il primo match tra Sudafrica e All Blacks - ph. Sebastiano Pessina
Per molti l’esito della serie Rugby’s Greatest Rivalry era già scritto: sarebbe stata un netto dominio Springboks, troppa la superiorità dimostrata in questi anni recenti dal Sudafrica. Mentre gli All Blacks si presentavano all’appuntamento con diverse incognite e dopo aver cambiato allenatore pochi mesi fa.
Invece all’Ellis Park, proprio in uno dei luoghi sacri del rugby in Sudafrica, a fare il colpaccio sono stati i neozelandesi, cogliendo la soddisfazione di battere i rivali con un netto vantaggio di 16-33. Come spiegare un simile esito?
Rugby’s Greatest Rivalry: la statistica che ha deciso il primo match tra Sudafrica e All Blacks
La domanda diventa ancor più interessante se si considera che per tutto il primo tempo, ma anche fino all’ora di gioco, gli Springboks sono stati ben presenti in campo, dando vita a una grande battaglia con gli All Blacks, e in qualche aspetto del gioco sono stati dominanti.
Uno in particolare: la mischia. In questo fondamentale il Sudafrica ha fatto il bello e cattivo tempo almeno fino al 54′. Eppure in quel momento il punteggio sul tabellino segnava già 16-19 per i neozelandesi.
Anche altri dati non sono così negative per i sudafricani, anzi: 10 falli commessi contro i 14 avversari, 7 linebreaks a 6, più metri fatti dopo il contatto (298 rispetto a 197). Tutto ok, però l’esito della partita resta un netto 16-33 a favore della Nuova Zelanda.
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La statistica decisiva per spiegare l’esito del primo match della Rugby’s Greatest Rivalry tra Sudafrica e All Blacks è un’altra: il numero di punti fatti in ogni ingresso nei 22 avversari. Gli Springboks ne hanno fatti appena 0,7 per ogni visita nell’area rivale, mentre i neozelandesi ne hanno segnati ben 3,6.
Una percentuale realizzativa davvero bassa quella dei sudafricani, soprattutto per i loro standard. Gli uomini di Rassie Erasmus, soprattutto nel primo tempo, hanno costruito tanto gioco e minacciato più volte l’area di meta neozelandese. Ma di questi ingressi nei 22 avversari hanno concretizzato pochissimo. Nel frattempo gli All Blacks si portavano a casa punti, accontentandosi e facendo fruttare le briciole che venivano loro concesse.
Alcune scelte sbagliate, palloni persi e una buona prova in difesa della Nuova Zelanda (con un 86% di placcaggi riusciti) hanno contenuto le azioni del Sudafrica che, a furia di attaccare ma uscirne con le mani vuote, ha finito in un certo senso per pagare la frustrazione, come denotano i due cartellini gialli presi nel giro di pochi minuti nel finale di partita.