Inghilterra, la RFU lancia un protocollo d’azione contro sessismo e misoginia
Una ricerca sul rugby di base ha evidenziato dati allarmanti: l’obiettivo è introdurre strumenti concreti per rendere il gioco più sicuro e inclusivo per donne e ragazze
Inghilterra, la RFU lancia un protocollo d'azione contro sessismo e misoginia
La Rugby Football Union ha lanciato, insieme a Women in Sport (associazione inglese che lotta contro le disuguaglianze di genere), una nuova policy per combattere sessismo e misoginia nel rugby inglese, presentata come una delle prime iniziative di questo tipo nello sport britannico.
La decisione arriva dopo una ricerca condotta nel rugby di base durante la stagione 2025/26, che ha raccolto le testimonianze di oltre 600 volontari e ha messo in luce un quadro preoccupante: l’83% delle donne interpellate ha dichiarato di aver subito episodi di sessismo, mentre un quarto delle ufficiali di gara ha riferito di aver assistito o vissuto frequentemente comportamenti sessisti.
Il progetto punta a introdurre regole più chiare per segnalare, indagare e sanzionare questi episodi, ma anche a fornire strumenti pratici ai club attraverso un apposito Women and Girls Toolkit, pensato per aiutare le società a costruire ambienti più inclusivi. Dalla ricerca è emerso inoltre come molte persone non si sentano ancora abbastanza preparate a sostenere chi subisce discriminazioni, mentre una larga maggioranza ritiene necessario aumentare la presenza femminile nei ruoli di leadership del rugby.
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Per il CEO della RFU Bill Sweeney, il rugby non può considerarsi immune da problemi che attraversano la società e deve prendere posizione in modo netto. Sulla stessa linea anche Stephanie Hillborne, numero uno di Women in Sport, che ha sottolineato come misoginia e sessismo continuino a limitare la partecipazione e lo sviluppo di donne e ragazze nel gioco.
La nuova politica si inserisce nel solco di Every Rose: Our Time, la strategia varata dalla RFU dopo il successo dell’Inghilterra alla Women’s Rugby World Cup 2025, con l’obiettivo di portare a 100.000 il numero di donne e ragazze coinvolte nel rugby entro il 2030. Un segnale importante, insomma, che punta a trasformare il boom del rugby femminile inglese in un cambiamento culturale più profondo e strutturale.