Italia, Louis Lynagh: “Giocare in Australia sarà speciale. Imparato molto dalla gara con gli All Blacks”

Le parole dell'ala degli Azzurri a pochi giorni dal match contro i Wallabies

Italia, Louis Lynagh:

Italia, Louis Lynagh: "Giocare in Australia sarà speciale. Imparato molto dalla gara con gli All Blacks" (Ph. Sebastiano Pessina)

Verso Australia-Italia con la volontà di chiudere al meglio la prima tornata di incontri del Nations Championship 2026. Gli Azzurri si stanno preparando per scendere in campo a Perth, sabato 18 luglio dalle ore 12.10 italiane, cercando di mettersi alle spalle i ko contro Giappone e All Blacks.

Italia, Louis Lynagh: “Giocare in Australia sarà speciale. Imparato molto dalla gara con gli All Blacks”

A parlare direttamente dal ritiro di Perth, località dove si giocherà il match, è stato quel Louis Lynagh che ha un legame speciale con l’Australia. Intervenuto in videoconferenza, l’ala ha espresso il suo punto di vista su diversi temi tecnici, tattici e personali.

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Sulla partita contro gli All Blacks: “A fine primo tempo eravamo sul 14-10, eravamo pienamente in partita e avremmo potuto segnare anche una o due mete in più. Alla fine sono rimasto deluso, come tanti altri compagni, perché il risultato finale non rispecchia quello che abbiamo fatto vedere in campo. La partita si è decisa in quei primi 15-20 minuti del secondo tempo. Siamo rientrati dagli spogliatoi senza essere al 100% concentrati. Nei primi 40 minuti avevamo giocato bene, poi in quei 15-20 minuti del secondo tempo ci è mancato qualcosa. Eravamo al 98%, ma contro gli All Blacks anche quel 2% di differenza può costarti 24 punti. È semplicemente così”.

Poi aggiunge sempre sulla gara contro la Nuova Zelanda: “Non siamo ancora una squadra che può permettersi di abbassare l’intensità anche solo per pochi minuti: dobbiamo restare concentrati per tutta la partita. Alla fine abbiamo comunque disputato una buona gara, ma per pochi metri avremmo potuto evitare due o tre delle loro mete. Per quanto riguarda gli All Blacks, non credo ci siano stati grandi cambiamenti tattici. Sono rientrati in campo con molta più energia: immagino che nello spogliatoio gli allenatori abbiano dato una bella scossa alla squadra. Sapevamo che sarebbe potuto succedere, ma non siamo stati bravi a rispondere. Abbiamo imparato molto da questa esperienza e la prossima volta dovremo essere capaci di giocare 80 minuti allo stesso livello”

Ala destra, come di consueto, o ala sinistra: “Mi sento a mio agio su entrambe le fasce. È vero che gioco più spesso a destra, ma per me non cambia molto. Malik Faissal preferiva giocare sulla destra e, visto che per lui era solo la seconda partita, per giunta contro gli All Blacks, non aveva senso dirgli di spostarsi. Gonzalo lo sa: posso giocare sia a destra sia a sinistra. Per me la cosa più importante è essere in campo, non importa da quale lato”.

Sul suo legame con l’Australia, visto che suo padre Michael Lynagh è stato un grande Wallabies (ha vinto il titolo iridato nel 1991) e suo fratello Tom gioca per la rappresentativa oceanica: “Sono nato a Treviso (classe 2000, ndr). Poi ci siamo trasferiti in Australia quando ero molto piccolo e siamo rimasti circa un anno, vivendo a Brisbane o nei dintorni. Successivamente siamo tornati a Treviso e, quando avevo quasi cinque anni, poi ci siamo trasferiti definitivamente a Londra. Negli anni siamo tornati in Australia diverse volte in vacanza, anche se è un viaggio molto lungo e non è possibile farlo ogni anno. L’ultima volta era il 2019, quando sono venuto con mio padre prima della Coppa del Mondo. Siamo stati a Sydney, Brisbane e abbiamo concluso il viaggio a Terrigal. L’Australia è uno dei miei posti preferiti al mondo. Sono felicissimo di essere qui con la nazionale e con tanti amici. In questo momento sono tranquillo, ma il giorno della partita sarò sicuramente molto emozionato”.

Sul match contro i Wallabies: “Abbiamo già iniziato ad analizzare. Hanno perso le prime due partite, ma hanno giocato molto bene e in entrambe avevano anche accumulato un vantaggio prima di essere rimontati. Giocano un rugby molto veloce e fisico, come da tradizione australiana. Hanno tanti giocatori di qualità e sappiamo che sarà una partita molto dura. Mi aspetto che giochino molto con il pallone in mano. Fa parte del DNA del rugby australiano: cercano sempre un rugby creativo e offensivo. Dall’analisi della nostra partita contro la Nuova Zelanda abbiamo visto che, in alcuni momenti, la nostra difesa ha lasciato spazio agli attacchi larghi. Crediamo che l’Australia proverà proprio a sfruttare quei canali e a sviluppare un gioco molto aperto. Naturalmente dovremo prestare attenzione anche al gioco aereo”.

L’attenzione alla disciplina in questo momento è un grande focus nel mondo del rugby. Lynagh ha preso due cartellini gialli nell’ultimo Sei Nazioni: “Per me dipende sempre dalle decisioni che bisogna prendere in difesa. A volte bisogna scegliere se andare sulla palla o uscire dalla linea per cercare un placcaggio importante. Per quanto riguarda i cartellini: quello contro la Francia probabilmente è stato evitabile. Quello contro l’Irlanda, invece, nasce da un intervento (in intercetto) che in passato mi era riuscito tante volte: quella volta non è andata bene. Io voglio restare un giocatore che cerca sempre di cogliere le opportunità. Non voglio rinunciare a un intervento solo per paura di sbagliare. Se penso che ci sia un’occasione, devo provarci al 100%. A volte funziona, altre no, ma il rugby è anche questo”.

Alla ricerca di un’interpretazione costante lungo tutto lo sviluppo del match: “È quello che dobbiamo fare in ogni partita. Inoltre sarà l’ultima gara della stagione prima di ritrovarci a novembre. Sappiamo anche che sarà l’ultima partita di Joe Schmidt e Laurie Fisher sulla panchina dell’Australia, quindi ci aspettiamo una squadra molto motivata. Per questo dovremo essere capaci di giocare al massimo per tutti gli 80 minuti”.


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