SVNS 2026, Sudafrica e Australia sul tetto del mondo

Il Sudafrica maschile e l'Australia femminile hanno vinto il torneo SVNS 2026, che da quest'anno vale anche ufficialmente come Coppa del Mondo di rugby a sette

SVNS 2026 Sudafrica

Il Sudafrica maschile ha conquistato il SVNS 2026, confermandosi campione del mondo di rugby a sette, mentre nel femminile l'Australia ha scalzato le Black Ferns (ph. World Rugby)

BORDEAUX – Il Sudafrica maschile e l’Australia femminile hanno vinto il torneo SVNS 2026, che da quest’anno prende anche ufficialmente il posto della Coppa del Mondo di rugby a sette. Per i Blitzboks si tratta di una riconferma, che si somma anche al successo nelle Series (la prima fase in cui è diviso il SVNS), mentre le Wallabies strappano la corona alle rivali di sempre, le neozelandesi.

Il titolo è stato assegnato al termine di una intensa tre-giorni allo Stade Atlantique di Bordeaux, in Francia, terza e ultima tappa del World Championship (la fase finale del torneo internazionale SVNS da World Rugby) che ha peraltro fatto registrare un’affluenza-record di oltre 60 mila spettatori nel corso del weekend, confermando un interesse sempre maggiore per l’ovale in versione “olimpica”.

Men’s SVNS

La vittoria del SVNS 2026 da parte dei sudafricani si è concretizzata matematicamente già nella giornata di sabato, ma non è arrivata in modo lineare: i campioni in carica sono stati infatti ripescati dalla fase a gironi solo come “miglior terza”, quindi hanno rischiato di cadere ai quarti di finale per mano delle Fiji. A loro, però, il merito di essere stati padroni del proprio destino, sebbene aiutati anche dalle prestazioni opache -a dir poco- delle altre squadre che avrebbero potuto insidiarli, a partire dall’Argentina.

La finale maschile di Bordeaux ha messo invece di fronte la Francia e la Nuova Zelanda. I Bleus, sospinti dallo Stade che canta la Marsigliese a una sola voce, passano in vantaggio con Rayan Rebbadj. Rimasti in sei per il giallo a Pozuelgues, subiscono poi la parziale rimonta degli All Blacks 7s, in meta con Keelan, ma vanno comunque a riposo sul 7-5.

Nel secondo tempo, dopo una marcatura annullata dal TMO proprio a Pozuelgues, sono i transalpini a ritrovarsi temporaneamente in superiorità numerica e la concretizzano ancora con l’ala di Tolosa, che rompe un doppio placcaggio e si tuffa in meta, mandando in visibilio il pubblico e chiudendo di fatto il match.

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In precedenza, in semifinale, la Francia aveva eliminato niente meno che il Sudafrica: Blitzboks con (comprensibile) poca “fame”, avendo il titolo già in tasca dal giorno prima, mentre i campioni olimpici in carica sono invece scesi in campo determinati a riscattare, davanti al pubblico di casa, una stagione sotto tono. Dall’altro lato del tabellone, invece, la Nuova Zelanda aveva regolato la Spagna 7s, arrivata comunque ormai a competere ai massimi livelli mondiali.

Sul terzo gradino del podio, alla fine, sono infatti saliti proprio gli iberici, imponendosi sui sudafricani. Boks che partono marcando subito due mete e dando l’impressione di poter amministrare con semplicità. Invece i Leones reagiscono, riportano il match in equilibrio a metà gara e dilagano nella ripresa, grazie a un eccellente Pla in regia, in grado di dettare i tempi con grande lucidità.

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Al quinto posto gli Stati Uniti, che battono Fiji all’extra time; seguono l’Australia (travolta dai Bleus ai quarti), una semi-rediviva Gran Bretagna, poi Argentina, Germania, Kenya e Uruguay. Da sottolineare, in ogni caso, la grande intensità di questa fase finale, dove anche le squadre del Tier 2 -vedasi i tedeschi- hanno saputo affrontare a viso aperto i “mostri sacri” del Sevens, seppure con un certo divario tecnico-tattico ancora da colmare.

La classifica finale del Championship 2026 -che somma i risultati di Hong Kong, Valladolid e Bordeaux- vede sul podio, ai piedi del Sudafrica, gli All Blacks e la Spagna. Seguono Australia, Argentina, Fiji, Francia e Stati Uniti, promossi in Tier 1 al posto della Gran Bretagna, che superano il Kenya al fotofinish nella corsa per l’ottavo posto.

Men’s SVNS World Championship 2026 – Bordeaux

Gironi

  • Pool A: Fiji 9, Gran Bretagna 6, Sudafrica 5, Kenya 3
  • Pool B: Stati Uniti 9, Australia 7, Spagna 5, Uruguay 0
  • Pool C: Nuova Zelanda 9, Francia 7, Argentina 4, Germania 1

Quarti di Finale

  • Francia v Australia 26-0
  • Sudafrica v Fiji 14-12
  • Nuova Zelanda v Gran Bretagna 24-5
  • Spagna v Stati Uniti 17-5

Semifinali

  • Francia v Sudafrica 21-12
  • Nuova Zelanda v Spagna 24-12

Finali

  • Bronzo: Spagna v Sudafrica 40-14
  • Oro: Francia v Nuova Zelanda 14-5

Classifica finale maschile SVNS World Championship 2026: Sudafrica 52, Nuova Zelanda 44, Spagna 42, Australia 38, Argentina 38, Fiji 36, Francia 34, Stati Uniti 17 – Kenya 16, Gran Bretagna 10, Germania 8, Uruguay 7.

Women’s SVNS

La finale femminile a Bordeaux -decisiva per assegnare il titolo- ha ricalcato il copione di (quasi) tutta la stagione, e non solo, proponendo ancora una volta la sfida tra Australia e Nuova Zelanda. Dopo quasi quattro minuti di studio reciproco, non senza errori e imprecisioni da entrambi i lati, sono le Wallabies a trovare il primo break con Heidi Dennis, che schiaccia in mezzo ai pali e trasforma. La replica tuttonera non si fa attendere: un’azione-fotocopia, firmata Manaia Nuku, riporta subito in equilibrio il punteggio. Prima dell’intervallo, però, le australiane vanno ancora in meta, con Maddison Levi che penetra la ragnatela difensiva delle Black Ferns.

Nella ripresa -al termine di un’azione corale- le neozelandesi trovano la loro seconda marcatura (Vaakholo), ma non convertono. E, poco dopo, una fuga coast-to-coast di Faith Nathan riporta l’Australia a +7. La svolta decisiva arriva quindi a un paio di minuti dalla sirena finale: una monumentale Maddie Levi prima recupera a tutta velocità un tentativo di fuga avversario, quindi con un’accelerata mette a segno la meta che scava il solco decisivo, assegnando oro di tappa e titolo mondiale alla sua squadra.

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In precedenza, le Black Ferns avevano rischiato grosso in semifinale, salvandosi solo all’extra time contro un agguerrito Canada, in vantaggio per gran parte della partita. Nessun problema, invece, per l’Australia, che si era imposta sugli Stati Uniti, controllando il match dall’inizio alla fine.

Il terzo posto della tappa di Bordeaux è andato alle canadesi, che hanno avuto la meglio sulle statunitensi in una combattuta finale per il bronzo decisa dalla maggior precisione al piede. Da sottolineare l’ennesima prova superlativa di Charity Williams, che si conferma essere una delle migliori giocatrici panorama a sette mondiale. Il tabellino vede poi in quinta piazza la Francia, seguita da Fiji, da un sempre più sorprendente Giappone, quindi Spagna, Argentina, Gran Bretagna, Brasile e Sudafrica.

In classifica finale SVNS World Championship, dietro alle due super-potenze oceaniche, conquista il terzo posto il Canada, scalzando gli Stati Uniti per differenza mete. Seguono -a completare gli otto team del Tier 1 2026-2027- Francia, Giappone, Fiji e Spagna, con le spagnole che prendono quindi il posto della Gran Bretagna nell’élite a sette femminile mondiale.

Women’s SVNS World Championship 2026 Bordeaux

Gironi

  • Pool A: Nuova Zelanda 9, Francia 6, Argentina 3, Sudafrica 0
  • Pool B: Australia 9, Fiji 6, Giappone 3, Brasile 1
  • Pool C: Stati Uniti 9, Canada 6, Spagna 5, Gran Bretagna 0

Quarti di Finale

  • Canada v Fiji 29-14
  • Nuova Zelanda v Giappone 35-22
  • Stati Uniti v Francia 12-0
  • Australia v Spagna 14-0

Semifinali

  • Nuova Zelanda v Canada 19-17
  • Australia v Stati Uniti 21-7

Finali

  • Bronzo: Canada v Stati Uniti 21-19
  • Oro: Australia v Nuova Zelanda 26-19

Classifica finale femminile SVNS World Championship 2026: Australia 58, Nuova Zelanda 54, Canada 44, Stati Uniti 44, Francia 40, Giappone 28, Fiji 26, Spagna 18 – Brasile 9, Argentina 9, Gran Bretagna 7, Sudafrica 6.

Francesco Rasero

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