Georgia Union: “Queste eventi hanno inferto un duro colpo alla reputazione del rugby georgiano”
La Federazione caucasica risponde a World Rugby e alla Wada dopo i casi di doping
Georgia Union: "Queste eventi hanno inferto un duro colpo alla reputazione del rugby georgiano"
La Georgia Rugby Union ha rilasciato delle dichiarazioni in merito ai casi di doping che hanno scosso il movimento della palla ovale caucasico rispondendo a World Rugby e alla Wada.
I fatti risalgono alla Coppa del Mondo del 2023 quando sei atleti e un membro dello staff tecnico erano stati trovati positivi ai controlli anti-doping. A seguito delle indagini i setti coinvolti sono stati sanzionati e, secondo alcune informazioni che riporta PlanetRugby, cinque di questi hanno presentato ricorso.
Tutti questi fatti sono venuti alla luce qualche giorno prima della finale del Rugby Europe Championship che la Georgia ha giocato, e perso, con il Portogallo.
La risposta della Georgia Rugby Union dopo gli episodi di doping
“Riconosciamo pienamente la gravità di queste questioni. Confermiamo che le persone coinvolte non fanno parte della nazionale dalla stagione 2023/24. Va notato che da allora nessun giocatore attualmente in forza alla nazionale o giocatore di rugby georgiano è stato identificato o accusato di violazione delle norme antidoping”.
“Fin dall’inizio del procedimento, la Federazione georgiana di rugby ha collaborato pienamente e in modo trasparente con la WADA e World Rugby. Questi organismi ci hanno impartito istruzioni precise di astenerci da commenti pubblici e dalla divulgazione di dettagli fino a quando l’indagine non fosse stata condotta in modo approfondito, imparziale e in conformità con le procedure applicabili. È nel rispetto di questo protocollo che ci siamo astenuti dal commentare fino ad ora”.
Infine la GRU ha dichiarato che “questi eventi hanno inferto un duro colpo alla reputazione del rugby georgiano. Abbiamo avviato un intenso lavoro e implementato misure rigorose per prevenire incidenti simili: stiamo facendo tutto il possibile per garantire che tali violazioni non si ripetano nel rugby”.