Italia, Tommaso Di Bartolomeo: “Vogliamo costruire la percezione di una mischia dominante”
Il tallonatore azzurro verso il match con la Scozia tra focus sul drive, prestazioni del pack e competizione interna
Italia, Tommaso Di Bartolomeo: “Vogliamo costruire la percezione di una mischia dominante”
L’Italia ha iniziato la settimana che porta all’esordio nel Sei Nazioni 2026 e, nel percorso verso il big match dello stadio Olimpico, una delle aree più osservate sarà inevitabilmente la battaglia degli avanti. A fare il punto, ci ha pensato Tommaso Di Bartolomeo.
Il primo tema è quello del drive scozzese, già visto in versione molto efficace anche a livello di club nella recente sfida di URC tra Zebre e Glasgow Warriors: “Contro di noi le mete sono arrivate soprattutto da drive. Glasgow, e in generale anche la Scozia, lavora molto bene su quel fondamentale, quindi come pacchetto stiamo mettendo il focus proprio su questo aspetto: prepararci a difendere il loro drive e limitarlo il più possibile”.
Il concetto si allarga all’identità della prima linea: “Per noi è anche una questione di identità. Vogliamo costruire la percezione di una mischia dominante: degli otto in generale, ma a partire dalla prima linea. Una prima linea che vuole mettersi alla prova e confrontarsi anche con le squadre più forti”.
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Italia, Tommaso Di Bartolomeo: “La titolarità la decide lo staff: io posso solo fare tutto il possibile per aiutare la squadra”
Non mancano riflessioni sul gruppo e sulle inevitabili difficoltà causate dagli infortuni: “Questo sport è fatto così: sappiamo che possono succedere queste cose e siamo preparati anche a gestire situazioni del genere, sia come singoli sia come collettivo. Noi cerchiamo semplicemente di lavorare al meglio con le possibilità che abbiamo”.
Sulle differenze tra club e Nazionale influisce la mano di un tecnico che ha lavorato in entrambi i contesti: “In difesa il sistema è molto simile, anche perché Richard Hodges lo abbiamo avuto alle Zebre e ha contribuito a impostare quel tipo di lavoro. In attacco ci sono alcune differenze, soprattutto sul set-piece, ma è un anno e mezzo che lavoro con questo sistema e mi trovo molto bene. Serve qualche giorno di adattamento perché non giochiamo insieme tutto l’anno, ma direi che il meccanismo è già abbastanza ben oleato.”
Infine, la competizione interna con Nicotera e Dimcheff, in ruolo, quello del tallonatore, che negli ultimi anni in Italia sta avendo tanti interpreti di qualità.
Dopo ciò che ha fatto vedere a novembre, Di Bartolomeo ha tutte le carte in regola per ritagliarsi spazi sempre più importanti:“La titolarità la decide lo staff: io posso solo fare tutto il possibile per aiutare la squadra, poi la scelta spetta a loro. La competizione interna, invece, la vivo molto bene. Cerco questo tipo di situazioni perché mi danno stimoli e mi permettono di imparare. Siamo tre tallonatori con caratteristiche diverse e io provo a prendere il più possibile dagli altri, anche perché credo che alcune loro qualità possano essere superiori alle mie.”