Due italiani dell’under 18 provengono dal progetto Exiles. Zaffiri: “Superiamo i confini geografici dell’Italia”
Il coordinatore del percorso di formazione giovanile della FIR ha spiegato a OnRugby come funziona l'iter di selezione e di valutazione
Due italiani dell'under 18 provengono dal progetto Exiles. Zaffiri: "Superiamo i confini geografici dell'Italia" - Nella foto FIR: Elia Vaccaretti
A Badia Polesine, con l’Italia under 18 che ha battuto 36-29 i pari età dell’Irlanda, c’erano in campo anche due giocatori provenienti dal progetto Exiles: Max Nikitakos ed Elia Vaccaretti (tra l’altro eletto man of the match), gli ultimi due di un lungo elenco di giocatori che in questi anni si sono “autosegnalati” e hanno lavorato a stretto contatto con la FIR. Vaccaretti è nato in Italia (anche rugbisticamente avendo iniziato al Piazzola prima e al Valsugana poi) e si è trasferito in Francia, dove gioca attualmente nel Nissa Rugby, mentre Nikitakos è nato in Inghilterra e milita nelle giovanili degli Exeter Chiefs, ed entrambi sono arrivati in azzurro tramite il progetto Exiles, come spiega a OnRugby Maurizio Zaffiri, coordinatore del percorso di formazione giovanile della FIR.
Come ci si approccia al progetto Exiles? Come ci si “segnala”?
“Il percorso ha seguito quella che è l’idea del progetto Exiles, che ci permette di costruire un rapporto continuativo e di fiducia sia con i ragazzi sia con le loro famiglie, perché si tratta di ragazzi che si avvicinano chiaramente prima della maggiore età al programma, e anche con i loro college per quanto riguarda gli atleti che provengono dal programma Exiles UK o con i loro club per quanto riguarda gli atleti che vengono da Francia, Australia e Argentina. La prima fase è quella dell’application al programma, che anche Elia e Max hanno effettuato attraverso la pagina dedicata al sito federale. All’interno di questa application viene inviata anche una scheda personalizzata individuale con alcune caratteristiche che ci permettono di fare una fotografia del profilo. Oltre alle generalità vengono richiesti anche ruolo, peso, altezza e un minimo di curriculum, quindi in che tipo di categoria i giocatori militano e alcune informazioni legate a quanti match hanno effettuato negli ultimi due anni. C’è anche la possibilità di riportare alcuni dati legati alle capacità prestative, quindi test generali di forza, di velocità e di forza esplosiva. Oltre alla compilazione della scheda viene richiesto anche di inviare dei video di una o più partite per avere una pre-valutazione più completa. Una volta effettuata questa pre-valutazione, i ragazzi possono essere inviati a un’attività di stage in Italia”
Come sono arrivati in Nazionale Vaccaretti e Nikitakos?
“Dopo la pre-valutazione entrambi hanno partecipato sia a un’attività insieme a tutti gli altri ragazzi dei centri di formazione della FIR, sia all’attività di preparazione estiva legata al Summer Camp Under 18, che si è svolto in Scozia ad agosto. La selezione per Italia-Irlanda è stata una conseguenza del lavoro svolto e anche dello scambio di informazioni che c’è stato con loro ma anche con i loro tecnici di club, che ci ha permesso di avere un doppio canale di monitoraggio dell’andamento dei ragazzi in rapporto al loro personale piano di sviluppo. Ci tengo a ringraziare anche i due club dei ragazzi, il Nissa Rugby di Vaccaretti e l’Academy degli Exeter Chiefs per Nikitakos”.
I ragazzi sono nati all’estero o si sono trasferiti fuori successivamente?
Elia Vaccaretti è nato in Italia e si è trasferito in Francia, Max Nikitakos invece è nato in Inghilterra ma ha origini italiane, quindi è eleggibile in quanto compatibile e coerente con la regola 8 di World Rugby. Il tema è proprio questo: il progetto Exiles permette di superare i confini geografici dell’Italia e creare una connessione tra atleti con un percorso di sviluppo estero e il nostro sistema, quello della Federazione Italiana. Chiaramente individuarli presto ci permette di conoscere il potenziale, le motivazioni e le prospettive e, come dicevo prima, anche costruire un rapporto continuativo ed efficace con le loro famiglie”.
Anche Edoardo Todaro ha detto di essersi “segnalato” all’Italia tramite il progetto Exiles, dopo essersi trasferito in Inghilterra a 14 anni.
“Sì. La storia di Edoardo è abbastanza esemplificativa, grazie soprattutto alla strada che ha percorso e al riconoscimento che ha ottenuto. È una strada molto simile a quella di questi ragazzi. Di fatto l’obiettivo del percorso è proprio questo, cercare di entrare in contatto con i ragazzi più o meno in quella che può essere considerata la categoria Under 16. Quindi ad esempio in questa fase stiamo valutando principalmente all’interno dei percorsi Exiles le application degli atleti del 2010-2012, perché l’obiettivo è quello di entrare in contatto con loro e cercare di creare un confronto che possa poi permetterci di portare avanti il programma. Tutti gli atleti che superano la prima fase di valutazione entrano comunque in un programma di monitoraggio che è finalizzato proprio a seguire il loro percorso fino alla Nazionale Under 20. Tutto quello che viene fatto quotidianamente in rapporto allo sviluppo degli atleti, quindi in questo caso anche gli atleti Exiles che fanno parte di questo programma, è poi finalizzato alla selezione della Coppa del Mondo di categoria, che spesso avviene quattro anni dopo il primo contatto per la maggior parte di loro”.
Stiamo parlando principalmente di giovani, ma questa possibilità è aperta anche a giocatori già professionisti che si vogliono segnalare?
Sì, ma è un altro livello di selezione che non è legato al programma Exiles per quanto riguarda il percorso di formazione giovanile. Pensiamo ad esempio al caso di Miotti, che è frutto di considerazioni differenti che riguardano un’età più matura. L’obiettivo del progetto Exiles invece è proprio quello di interagire con i giovani, dare la possibilità ai ragazzi e alle loro famiglie di avvicinarsi alle loro origini e di interagire con il nostro sistema di formazione. Questo per dare a loro la possibilità di apprendere e conoscere qual è il nostro sistema, qual è la nostra cultura. E infatti riscontriamo un fattore umano importante in questi ragazzi, la volontà di alimentare un rapporto con l’Italia anche se ci si trova fuori attraverso la tradizione, la lingua, la famiglia e le relazioni. Oggi il progetto Exiles è una componente strategica del percorso di formazione italiano, perché comunque ci permette di individuare, accompagnare e valorizzare giocatori con potenziale internazionale per l’attività delle nostre squadre Under 18, Under 19 e Under 20″.