Australia: Les Kiss, il suo punto di vista sull’eleggibilità di Mark Nawaqanitawase
Dopo le parole di Gonzalo Quesada sul tema, arrivano anche quelle del ct dei Wallabies
Australia: Les Kiss, il suo punto di vista sull'eleggibilità di Mark Nawaqanitawase (Photo by SEBASTIEN BOZON / AFP)
Il caso sull’eleggibilità di Mark Nawaqanitawase sembra essersi “riaperto”. Dopo la domanda posta ieri in conferenza stampa a Gonzalo Quesada, che non si è sottratto alla risposta facendo però capire di non avere informazioni a disposizione, il tema è stato proposto anche all’allenatore dell’Australia: Les Kiss, che ha fatto chiarezza dal suo punto di vista.
Giova ricordare inoltre che, pur avendo la possibilità per discendenza di rappresentare sia l’Italia sia le Fiji, per ora il giocatore ha accumulato caps internazionali solo con la maglia dei Wallabies.
Australia: Les Kiss, il suo punto di vista sull’eleggibilità di Mark Nawaqanitawase
Intervenuto anche lui in un incontro con i media, Les Kiss ha spiegato: “Al di la di tutte le speculazioni che mi vengono riferite da chi lavora nella comunicazione federale, ci terrei a chiarire una cosa: ho parlato con il giocatore per fargli sapere che noi ci siamo. Spetterà poi a lui gestire il suo percorso nella maniera che ritiene più opportuna”.
Poi ha specificato: “Non ci sono porte chiuse a priori. Voglio soltanto che la situazione resti in un ambito normale rugbystico e che non si lasci spazio ad altre dinamiche non legate al campo o alle scelte: chi arriva in nazionale si deve meritare il posto che occupa, questo l’ho detto a lui e l’ho detto sempre ai giocatori che oggi sono in questo gruppo e sono sicuro che nessuno di loro vorrebbe il posto per altre motivazioni”.
“Nawaqanitawase mi ha detto che era contento di questo nostro chiarimento: so che adesso sta compiendo un percorso per tornare a giocare al rugby union (dal 2024 ha giocato al Rugby League a 13) e quindi ci sono dei tempi quasi fisiologici da rispettare”.
“Io come allenatore voglio esserci, con un dialogo aperto: penso che sia un giocatore di talento, ma so anche che la concorrenza nella linea veloce è alta, basti pensare a Dylan (Petsch), Filipo (Daugunu), Pots (Harry Potter) e Max (Jorgensen)”.
“Non devono passare messaggi sbagliati: nessuno lo aspetta come “la soluzione”, la squadra viene prima di tutto e crediamo di avere un gruppo di giocatori che ci stia dando tanto. Sappiamo come funzionano queste cose e che dietro vi siano anche componenti emotive e non solo da tenere presenti: noi vogliamo fare il massimo per esserci, poi la scelta non dipenderà solo da noi”.