Warren Gatland: “Se fossi l’allenatore del Galles non accetterei la riduzione da quattro a tre franchigie”

L'ex tecnico dei Dragoni: "Se non si riesce ad attirare pubblico e non si ottengono risultati la situazione si fa dura"

Warren Gatland: "Se fossi l'allenatore del Galles non accetterei la riduzione da quattro a tre franchigie"

L’ex allenatore del Galles, Warren Gatland, ha detto la sua circa il piano di ridimensionamento tecnico della WRU sulla riduzione delle franchigie: intervistato da BoyleSports il neozelandese ha tuonato: “Se me lo chiedeste in qualità di commissario tecnico della nazionale, vi risponderei: vorrei passare da quattro a tre? No, non lo vorrei. Si desidera avere la massima scelta possibile in termini di convocazioni e disponibilità dei giocatori”.

Entro la fine della stagione in corso la Federazione comunicherà quale squadra del Galles occidentale sarà eliminata in vista della stagione 2028/2029. Il direttore finanziario Gavin Marshall, dopo la pubblicazione dei
dei bilanci annuali della WRU, ha rivelato una perdita di 18 milioni di sterline confermando che, in prospettiva, il rugby in Galles non può assolutamente permettersi di mantenere quattro squadre.

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Le parole dell’ex tecnico del Galles, Warren Gatland, sulla riduzione del numero delle franchigie

“Se si dovesse scendere a tre squadre, quale sarebbe il numero di giocatori stranieri ammessi in rosa?”. Ritengo che giocatori stranieri di qualità possano essere d’aiuto a una squadra in termini di esperienza e di vittorie, oltre a rappresentare ottimi esempi per i giovani emergenti; tuttavia, credo sia necessario monitorare il numero di tali atleti presenti in rosa” ha dichiarato l’ex tecnico dei Dragoni con cui ha vinto, fra il 2007 e il 2019, 4 Sei Nazioni con 3 Grand Slam.

Nonostante il suo parere contrario al piano di ridimensionamento della WRU, l’ex allenatore dei Chiefs non è mai stato contrario a un cambiamento nel rugby gallese proponendo, già in passato, la fusione fra gli Scarlets e gli Ospreys e la creazione di una squadra nel Galles del Nord.

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Inoltre il neozelandese ha suggerito alla Federazione di rivedere le norme di eleggibilità in Nazionale cancellando la cosiddetta “legge Gatland” che prevede un minimo di 25 caps con il Galles per tutti i giocatori che militano all’estero.

“Se si dovesse scendere a tre squadre, probabilmente bisognerebbe eliminare la norma che impone ai giocatori di militare in Galles per poter essere convocati, dato che, come allenatore, non avresti più quella possibilità di scelta. A quel punto avresti bisogno di giocatori che militino fuori dal Galles; probabilmente si potrebbe guardare al modello scozzese, che incoraggia alcuni dei migliori talenti a trasferirsi nei principali club europei: questo consentirebbe di risparmiare risorse, favorendo al contempo la crescita dei più giovani all’interno del sistema”.

L’avvertimento alla WRU e il futuro di Warren Gatland

“Avevo a disposizione quella generazione di giocatori che era cresciuta nel gruppo; così, quando ne perdevi uno o due, ne inserivi altrettanti e la transizione diventava semplice. Ma in diverse occasioni, durante le riunioni del consiglio di amministrazione, dissi chiaramente: ‘Guardate, stiamo solo mettendo una toppa a una falla nella nave. Quando la diga cederà, ci vorrà molto tempo per rimediare’. C’erano problemi alla base e questioni pregresse che dovevano essere affrontate e, purtroppo, probabilmente li stavamo nascondendo”.

I problemi finanziari del rugby gallese non hanno influenzato solo le franchigie o la Nazionale ma anche altri aspetti: “È difficile, perché ormai le risorse sono estremamente frammentate. Ci sono il rugby di base, il programma femminile, l’Under 20, le accademie e il finanziamento delle quattro regioni. Se non si riesce ad attirare pubblico e non si ottengono risultati, la situazione si fa dura”.

Infine Gatland ha menzionato il suo futuro e cosa vorrebbe fare “da grande”: “Mi piacerebbe andare in Francia, o in Giappone; sto pensando a qualcosa del genere”.

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