Steve Hansen torna sul “Caso Piardi”: “World Rugby tuteli gli arbitri. Chiarezza e trasparenza sulle regole”
Il tecnico neozelandese "attacca frontalmente" i vertici del rugby
Dopo quanto successo ad Andrea Piardi durante la partita fra Australia e Sudafrica, tanti addetti ai lavori del mondo ovale stanno sentendo l’esigenza di dire la propria circa l’esposizione dei direttori di gara e il regolamento proposto da World Rugby.
Steve Hansen torna sul “Caso Piardi”: “World Rugby tuteli gli arbitri. Chiarezza e trasparenza sulle regole”
Sulla vicenda, che si rifà alla partita vinta in maniera rocambolesca dai Wallabies, è intervenuto anche il tecnico neozelandese Steve Hansen che ha sentenziato: “Come sport – esordisce – abbiamo bisogno di maggiore trasparenza: di una comprensione del gioco più immediata e di una comunicazione che sia efficace”.
“Non c’è al momento – ha proseguito Hansen nel corso del podcast “Rugby Unity” – una reale possibilità di dialogare con gli arbitri e questo crea difficoltà: non si creano empatie e questo alla lunga ti fa provare sentimenti contrastanti verso la componente decisionale nei match”.
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“Sappiamo che arbitri e assistenti svolgono a tutti i livelli il compito più difficile delle partite, ma è proprio per questo che mi aspetterei nei loro confronti, da parte di chi li gestisce, una maggiore trasparenza, una maggiore tutela e anche un regolamento che gli vada incontro non lasciando zone d’ombra o possibilità di interpretazioni ambigue”.
Poi un altro attacco: “Alzare il muro del silenzio per tentare di spegnere le polemiche non è la soluzione: la comunicazione e la trasparenza devono essere la via per aiutare e accettare le decisioni. Gli episodi scomodi vanno gestiti: tutelare e proteggere è anche questo”.
Ewen McKenzie, gloria australiana che nel 1991 ha vinto la Rugby World Cup da giocatore e che poi è stato assistente (1997-2003) e head coach dei Wallabies (2013-2014), sulla questione ha detto la sua: “Mi dispiace dirlo, ma onestamente non vorrei mai fare l’arbitro e sono certo che tante persone la pensino come me: il compito è ingrato, bisogna avere una certa personalità e la situazione attuale non è d’aiuto”.