La stampa australiana critica Andrea Piardi dopo Australia-Sudafrica, e Rassie Erasmus lo difende

Per diverse testate australiane "alcuni cartellini erano severi e controversi" mentre per Rassie Erasmus "è stato straordinario"

La stampa australiana critica Andrea Piardi dopo Australia-Sudafrica, e Rassie Erasmus lo difende

La stampa australiana critica Andrea Piardi dopo Australia-Sudafrica, e Rassie Erasmus lo difende

Australia-Sudafrica è stata una partita incredibile, senza senso, con i Wallabies che hanno vinto 42-38 dopo aver dominato per larghi tratti ma anche dopo aver preso 4 cartellini gialli e aver rischiato una clamorosa rimonta, con gli Springboks che hanno segnato a raffica nel periodo giocato in 15 contro 11 ma non sono riusciti a costruirsi l’occasione finale per ribaltare il match.

Dopo una partita del genere, con gli australiani in 11, era inevitabile che si parlasse anche delle decisioni arbitrali. Ed effettivamente diversi giornali australiani ha definito “discutibile” la decisione di Piardi di estrarre 4 gialli. In realtà, però, quasi nessuna testata entra effettivamente nel dettaglio.

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Per ABC “I quattro gialli erano tutti corretti? Se ne può discutere” mentre per AAP – Australian Associated Press “alcuni dei quattro cartellini gialli sono stati eccessivamente severi”.

La critica si concentra soprattutto sul cartellino ad Aukuso-Suaalii per fuorigioco, in occasione della meta poi annullata al Sudafrica per un in avanti di Van den Merwe. Il cartellino è stato definito sia da Nine sia dal Brisbane Times “severo” con Nine – la più severa tra le testate nei confronti del direttore di gara – che ha definito Piardi “già familiare con le polemiche in questa parte del mondo dopo la dolorosa sconfitta dei Lions dello scorso anno, e oggi ha estratto cartellini come mai prima”.

“Poi sono arrivate altre polemiche. Tantissime, con Piardi e il TMO Matteo Liperini al centro della scena mentre i cartellini venivano estratti uno dopo l’altro” prosegue Nine: “Wilson è stato il primo a uscire dopo che il TMO, in seguito a un’altra mischia, è intervenuto invitando Piardi a rivedere l’azione. Ridotti in 14, i Wallabies sono scesi a 13 pochi secondi dopo, quando Piardi ha assegnato agli Springboks una meta tecnica dopo che Lonergan, in fuorigioco, aveva fermato una meta certa”.

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“Un minuto più tardi è toccato a Joseph-Aukuso Suaalii uscire, dopo che l’assistente Ben O’Keeffe aveva giudicato l’ala in fuorigioco poco dopo un enorme break nato dalla ripresa del gioco. Due minuti dopo, gli Springboks hanno recuperato un’altra meta con il mediano di mischia Morne van den Berg. Sotto enorme pressione, i Wallabies hanno provato ad allentare la tensione quando Tom Wright ha raccolto il pallone in aria, 13 mesi dopo aver fatto qualcosa di simile a Johannesburg per andare in meta, ma la marcatura è stata annullata perché, un attimo prima, Hunter Paisami aveva colpito alto Sacha Feinberg-Mngomezulu”.

Alla fine, per quanto le testate australiane abbiano cercato di spostare l’attenzione sulle decisioni arbitrali, non sono poi riuscite a trovare grandissime argomentazioni per attaccare nel dettaglio queste decisioni. Tanto anche anche Les Kiss si è limitato a definire “bizzarro” il finale, ma senza mai entrare nel merito. Diverso è il discorso – che non affronteremo, visti i toni beceri utilizzati – dei vari commenti sotto gli articoli o sui social, dove si sono viste diverse uscite a dir poco feroci (se non offensive) dettate soprattutto dal pregiudizio dei tifosi australiani nei confronti di Piardi dopo il celebre match contro i Lions dell’anno scorso.

Dall’altra parte, invece, l’allenatore del Sudafrica Rassie Erasmus come sempre non si pone problemi nel parlare di arbitri, nel bene e nel male, e si è complimentato con Andrea Piardi: “È stato straordinario. Ero vicino all’ingresso dello spogliatoio degli arbitri e penso che il modo in cui hanno gestito la partita senza comunicazioni sia stato eccezionale. So che da fuori sembrava caotico, ma credo che abbiano preso molte decisioni giuste proprio riuscendo a comunicare al telefono”.

“So che la tecnologia ha avuto qualche problema e c’erano diversi cronometri che a volte continuavano a scorrere e non si fermavano, ma questo non ha influito sul modo in cui abbiamo giocato. Eravamo noi a controllare come giocavamo, e oggi non abbiamo giocato abbastanza bene per battere l’Australia” ha concluso Erasmus.

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