Rugby’s Greatest Rivalry, 2° test: il Sudafrica riesce a battere gli All Blacks e rimette in parità la serie
Gli Springboks devono sudare per contenere i neozelandesi, ma alla fine ottengono la vittoria tanto cercata
Rugby’s Greatest Rivalry, 2° test: il Sudafrica riesce a battere gli All Blacks e rimette in parità la serie
Il Sudafrica non riesce ad imporsi sugli All Blacks come vorrebbe, ma alla fine la vittoria tanto necessaria per rimettere in piedi la serie della Rugby’s Greatest Rivalry è arrivata, e per gli Springboks può andare bene così.
Al DHL Stadium di Città del Capo, dove è andato in scena il secondo test match del tour della Nuova Zelanda in Sudafrica, i padroni di casa si sono portati avanti nel primo tempo imponendosi grazie alla loro fisicità e potenza al contatto. Nel secondo tempo hanno approfittato dei falli avversari, e della precisione di Kolbe, per incrementarlo. Ma gli All Blacks non sono mai domi e ogni volta che i sudafricani pensavano di averli messi a terra hanno cercato di reagire. La vittoria per 33-26 serviva come il pane al Sudafrica, ma il secondo test conferma che i neozelandesi restano avversari davvero tosti per i campioni del Mondo.
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Rugby’s Greatest Rivalry, Sudafrica-All Blacks: la cronaca del 2° test
Il secondo test match tra Sudafrica e All Blacks della Rugby’s Greatest Rivalry è già spettacolo ancor prima di iniziare: coreografie, inni, Kapa o Pango, stadio pieno e rumoroso, sorvolo con due aerei jumbo che ormai non sono più una sorpresa come nel 1995 ma un classico. Inoltre all’ultimo coach Erasmus inverte il trio di prima linea, con titolari Fourie, Steenekamp e Thomas du Toit, Marx, Nche e Louw in panchina.
E la partita inizia come il pubblico del DHL Stadium sperava: alla primissima occasione la maul sudafricana è subito avanzante, così come lo sono i giocatori lanciati in collisione. Capitan Siya Kolisi dà l’esempio aprendo la strada, poi seguita dalla successiva carica vincente di Jesse Kriel, che segna la prima meta del match già al 2′. Facile la trasformazione per Cheslin Kolbe, 7-0 all’avvio.
Ma gli All Blacks non sono venuti fino a Città del Capo per restare a guardare. Nei minuti successivi riescono ad avanzare e stanziarsi nella metà campo avversaria ma, quando sembra che i sudafricani li abbiano ributtati indietro, una giocata di Damian McKenzie (che scivolando inganna involontariamente la difesa avversaria) crea un varco pericolosissimo. L’ovale arriva al largo per Will Jordan ed è solo l’intervento in-extremis di Sacha Feinberg-Mngomezulu a difendere l’area di meta degli Springboks.
Ma per la meta degli All Blacks è solo questione di tempo: da una touche a centrocampo nasce l’azione decisiva dei Tuttineri, con tanti passaggi rapidi al centro per poi aprire al largo ancora per Will Jordan. Stavolta l’ala neozelandese in corsa riesce a rompere il placcaggio di Damian de Allende e offrire l’assist per l’accorrente Cam Roigard, che deve solo andare a schiacciare. Punteggio sul 7-7 al 17′ con la comoda trasformazione di Ruben Love.
Subito dopo però gli Springboks possono approfittare di due falli per fuorigioco avversari: il primo viene convertito direttamente in punti (10-7), per il secondo si va in attacco in rimessa laterale. L’azione è continua e confusa, col sospetto in-avanti di Sacha Feinberg-Mngomezulu che il Tmo non giudica tale, ma alla fine de Allende si fa perdonare l’errore precedente andando a schiacciare la meta. Nuova trasformazione di Kolbe e punteggio sul 17-7 al 23′.
Subito gli Springboks rischiano di veder intaccato il loro vantaggio, con gli All Blacks che intercettano un calcio di liberazione e solo per questione di un metro il pallone esce prima che Jordie Barrett potesse schiacciarlo. Qualche distrazione di troppo però gli Springboks continua a concedersela e l’occasione successiva i neozelandesi non se la fanno sfuggire. Bella azione di squadra che apre spazio sempre sulla destra, stavolta per la meta di Damian McKenzie al 30′.
Nonostante la mezz’ora di gioco davvero animata il ritmo della partita non rallenta neanche nei 10 minuti conclusivi del primo tempo. Una solitaria azione del folletto Kolbe coglie impreparata la difesa neozelandese, che riesce a fermarlo ma commette fallo. Il Sudafrica si porta così in attacco in profondità e si mette a fare quello che gli riesce meglio: portare palloni al contatto e fare metri. L’azione è potente e finalizzata da un uomo simbolo degli Springboks, capitan Kolisi. Con la sua meta, più la trasformazione, il Sudafrica torna in vantaggio per +10 e, sul 24-14, si chiude il primo tempo.
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L’avvio della ripresa, tra mischie e falli, è un po’ meno vivace. I primi ad approfittare dell’errore avversario sono gli Springboks che col calcio di Kolbe convertono in punti un fallo di ostruzione neozelandese. E poco dopo anche un tenuto conquistato Malcolm Marx diventa un’occasione per calciare il pallone in mezzo ai pali. Al 51′ il vantaggio sudafricano aumenta fino al 30-14.
Più tempo passa e più la partita sembra scivolare sempre più a favore del Sudafrica. Solo al 60′ gli All Blacks riescono a evitare errori gestuali e portare avanti una bella azione grazie alle giocate di Ruben Love e alle cariche di Jordie Barrett. Il fallo avversario arriva e i neozelandesi possono andare in penaltouche; i saltatori sudafricani però rubano il pallone in touche e nulla di fatto.
Se le cose ordinarie non funzionano, al 66′ agli All Blacks riesce un attacco ben più complesso. Da centrocampo una bella azione avvolgente ribalta la linea difensiva avversaria a sinistra, liberando spazio per la corsa di Leroy Carter (che rompe il placcaggio disperato di Manie Libbok) fino all’area di meta.
Gli All Blacks, a cui manca la trasformazione, accorciano un poco lo svantaggio. Il calcio di punizione messo dentro da Kolbe al 71′ sembra riportare ad un vantaggio rassicurante per i padroni di casa (33-19) ma una nuova grande azione offensiva neozelandese rende i minuti finali frizzanti: grande passaggio di Love per Jordan al largo che arriva ad un passo dalla meta, poi l’azione si sposta al centro dove al 77′ la carica di capitan Ardie Savea è vincente.
Stavolta Love non sbaglia il calcio e all’ultimissimo (sul 33-26) gli All Blacks potrebbero andare a caccia del pareggio. Il brivido per gli Springboks (alimentato anche dal giallo all’ultimo ai danni di Lood de Jager) dura poco, con Andre Esterhuizen che mette le mani sul pallone e conquista il turnover che decreta la fine della partita. Con questa vittoria il Sudafrica riporta la serie della Rugby’s Greatest Rivalry con gli All Blacks in parità per 1-1.
Matteo Salmoiraghi
Rugby’s Greatest Rivalry: formazioni e tabellino del 2° test match tra Sudafrica e All Blacks
Sudafrica: 15 Damian Willemse, 14 Cheslin Kolbe, 13 Jesse Kriel, 12 Damian de Allende, 11 Ethan Hooker, 10 Sacha Feinberg-Mngomezulu, 9 Cobus Reinach, 8 Jasper Wiese, 7 Pieter-Steph du Toit, 6 Siya Kolisi (C), 5 Ruan Nortje, 4 Eben Etzebeth, 3 Thomas du Toit, 2 Deon Fourie, 1 Gerhard Steenekamp.
A disposizione: 16 Malcolm Marx, 17 Ox Nché, 18 Wilco Louw, 19 Lood de Jager, 20 Andre Esterhuizen, 21 Cameron Hanekom, 22 Morne van den Berg, 23 Manie Libbok.
Marcatori Sudafrica
Mete: Kriel 2′, de Allende 22′, Kolisi 38′
Trasformazioni: Kolbe 3′, 23′
Punizioni: Kolbe 19′, 49′, 51′, 71′
All Blacks: 15 Damian McKenzie, 14 Will Jordan, 13 Quinn Tupaea, 12 Jordie Barrett, 11 Leroy Carter, 10 Ruben Love, 9 Cam Roigard, 8 Ardie Savea (C), 7 Luke Jacobson, 6 Simon Parker, 5 Tupou Vaa’i, 4 Fabian Holland, 3 Tyrel Lomax, 2 Codie Taylor, 1 George Bower.
A disposizione: 16 Asafo Aumua, 17 Xavier Numia, 18 Fletcher Newell, 19 Patrick Tuipulotu, 20 Peter Lakai, 21 Kyle Preston, 22 Anton Lienert-Brown, 23 Josh Moorby.
Marcatori All Blacks
Mete: Roigard 16′, McKenzie 30′, Carter 66′, Savea 77′
Trasformazioni: Love 17′, 31′, 78′
Punizioni: