Fabio Ruaro, Valorugby: “Quando ho visto la mia famiglia entrare in campo per festeggiare ho capito l’impresa che avevamo realizzato”
Il flanker dei Diavoli ha parlato dello Scudetto vinto il 2 giugno e dell'impatto che club e squadra hanno avuto su Reggio Emilia
Fabio Ruaro, Valorugby: "Quando ho visto la mia famiglia entrare in campo per festeggiare ho capito l'impresa che avevamo realizzato"
Il 2 giugno il Valorugby, battendo il Petrarca, ha scritto una pagina importante della storia ovale italiana vincendo per la prima volta lo Scudetto e Fabio Ruaro, flanker dei Diavoli, in un’intervista a La Gazzetta di Reggio, ha parlato di quella giornata e dell’importanza del traguardo raggiunto in una città come Reggio Emilia.
“Quando vai al bar a fare colazione e la gente si ferma per farti i complimenti, capisci che non hai vinto solo per te stesso o per la squadra, ma per un’intera comunità. Sentirsi dire “siamo fieri di voi” è qualcosa che lascia il segno” ha detto il giocatore classe 2003.
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Fabio Ruaro, flanker Valorugby: “Il giorno prima della finale sul campo correvamo col sorriso”
La vittoria della Serie A Elite, la prima per il club reggiano, è stata un’emozione indescrivibile ha detto Fabio Ruaro che ha aggiunto: “Ricordo di aver messo le cuffiette qualche ora prima della partita e di averle tolte solo quando l’ingresso in campo si stava facendo imminente: in questo modo ho cercato di non subire la pressione e di non farmi prendere dall’ ansia”.
I Diavoli, guidati dal giovane coach e giocatore delle Zebre Marcello Violi, prima dello Scudetto avevano già portato a casa un trofeo, la Coppa Italia nella finale casalinga con il Petrarca.
“L’arrivo del primo trofeo della stagione è stata la conferma che il progetto era valido, ma sapevamo che non era ancora finita: eravamo solo a metà dell’opera”.
Ruaro, nato a Monaco di Baviera, ha militato nelle nazionali giovanili azzurre, prima U19 poi U20 passando anche per il Rugby Parma. Il terza linea reggiano in questa stagione di Serie A Elite ha trovato tanto spazio dimostrando che l’età non è un tallone d’Achille: “La stagione è stata lunga e impegnativa, ma non ho mai pensato alla pressione. Ho cercato soltanto di lavorare al massimo: parlerei piuttosto di consapevolezza. Inoltre il gruppo mi ha sempre sostenuto”.
Infine Fabio Ruaro, fiducioso nel progetto del Valorugby, non nasconde il suo sogno nel cassetto: “La Nazionale Maggiore”.